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“Coronation”: un viaggio clandestino all’inferno nella Cina dei due morbi - Seconda parte

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I più fortunati muoiono. E i loro parenti si devono mettere in fila anche per ritirare le loro ceneri che finiranno schiacciate e impacchettate in un’urna in stile orientale. L’ennesima agonia. D’altra parte, i morti sono tanti e lo Stato offre sconti sulla cremazione. “I morti dal numero tot al numero tot da questa parte, da numero tot a numero tot da quest’altra…”, ordinano alcuni burocrati. Una donna inizia un lamento disperato che sembra non finire mai. Si avverte che non piange solo per il tragico destino del suo caro ma anche per se stessa, per la sua misera condizione.

Qualcuno brucia le ceneri per le strade. Di quelle persone non rimarrà niente. Solo il nulla, l’unico epilogo di ogni tirannia. Mentre in Cina succedeva tutto questo e quasi nulla trapelava all’esterno, un po’ come nell’86 con Chernobyl, qui in Italia si discuteva di presunto razzismo nei confronti della comunità cinese. E poi, quando era già troppo tardi cosa hanno pensato bene di fare i nostri governi? Prendere addirittura la Cina come modello. Zone rosse, lockdown, coprifuoco, elicotteri della polizia che inseguivano chi osava mettere il becco fuori di casa…

Ecco, chi se la sente, guardi Coronation e si faccia un’idea del modello cinese grazie al quale oggi tutto il mondo si trova in questa situazione. Un viaggio di un paio d’ore all’inferno ma, per fortuna, con in mano anche il biglietto di ritorno. Ancor più istruttivo per chi pensa che la salute sia tutto e che in nome della sicurezza sia giusto comprimere ogni libertà.

L’inferno, però, – badate bene – non è poi tanto lontano. Anzi, forse è già qui.

Nicolò Petrali, 14 settembre 2021

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Valentina Picozzi
Valentina Picozzi
16 Settembre 2021 13:03

Bravo Nico! Leggo sempre i tuoi articoli molto volentieri e ti faccio mille complimenti per essere arrivato a far parte del team del super Nick! Abbiamo bisogno di giornalisti con la testa…
La tua ex compagna di elementari Valentina

Victor
Victor
15 Settembre 2021 16:05

Ottimo articolo Nicolò. Complimenti.

Giusepe
Giusepe
15 Settembre 2021 14:50

Dichiarare guerra alla Cina subito!
Un dittatore si elimina con un altro dittatore
.ATTENZIONE SE SI UNISCONO 2 DITTATORI..E FIGURIAMOCI SE POI DIVENTANO IN 3(Russia Cina Africa)!..
Estirpare subito.

Iena
Iena
15 Settembre 2021 14:18

Sta succedento anke qui’, come in cina!

Maria B.
Maria B.
15 Settembre 2021 12:07

L’inferno è già qui, e la maggioranza ne è felice.
Odiano, ridicolizzano e denigrano chi non si arrende.
Più cinesi dei cinesi!

Pietro
Pietro
15 Settembre 2021 12:01

Il capitalismo sarà brutto, avrà i suoi difetti, le tante cose che non vanno…
Però penso che migliore non c’è né…
Il comunismo ??? tale e quale il fascismo di 70 anni fa…solo che, come vediamo ancora oggi, in molti paesi è ancora tanto di moda…….

Maliao
Maliao
15 Settembre 2021 11:47

CONTINUO IN APPROVAZIONE, riassumo qui:

Ci sono DUE aspetti.
Il film punta anche il dito sull’estrema violenza che “l’Emergenza” ha concesso agli apparati per l”ordine a Wuhan: ci sta.

Ma NON apprezzo ALTRI FILM con “colonna sonora angosciante”: non dimentico che il trattamento mediatico di Wuhan e’ la Madre di tutte le Colonne di Camion di Bergamo e di tutti i Bollettini Quotidiani.
Alla fine di tutto ha avuto QUATTROMILA morti (su 60Mio, in un territorio comparabile all’Italia).

Ci hanno sconvolto la vita partendo da 4000/60.000.000, ma dipingendo una CATASTROFE.

Qualcosa (MOLTO) non quadra sul racconto di Wuhan.

Lea
Lea
14 Settembre 2021 18:57

Dove trovo questo documentario?