Coronavirus, Fedez fa il fenomeno con Bocelli

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C’è un aspetto del politicamente corretto che forse non è stato ancora abbastanza sottolineato: esso è per molti anche una scorciatoia per ottenere il successo, avere incarichi, fare carriera. Altro che meritocrazia! E altro che lotta alle “discriminazioni” se ad essere discriminati nella vira pubblica sono proprio i non allineati! Ovviamente non è il caso di Fedez, il rapper ipertatuato e da salotto che con la sua morosa, la blogger Chiara Ferragni, un certo successo e visibilità in Italia l’ha sicuramente già conquistati. Però prendere al volo un assist facile facile che ti dà un personaggio molto più famoso di te, e per giunta a livello internazionale, contribuisce sicuramente a farti conquistare qualche punto in più agli occhi di chi sta per principio dalla “parte giusta”.

Se allora l’ultima forma assunta nel nostro Paese dalla correctness è il “sanitariamente corretto”, quello che ancora oggi impone di girare con mascherine inutili e forse dannose e di prepararsi a stare chiusi in casa ad un minimo cenno del potere, dare addosso a chi dice che egli, con responsabilità e buon senso (che sono le uniche bussole dell’uomo libero), ha violato le restrizioni già durante il lockdown di marzo e aprile, diventa un gioco facile e proficuo. In un universo, soprattutto quello social dei follower, omologato e conformista, tutti staranno dalla tua parte e copriranno di insulti chi ha osato contraddire il verbo comune, si chiamasse pure Andrea Bocelli.

Certo, stare dalla parte della “democratura sanitaria” significa per i cittadini comprarsi una presunta sicurezza fisica a buon mercato, ma oggi il politicamente corretto non promette ai più proprio questo già a livello di “sicurezza” intellettuale? Una convergenza naturale per tutti coloro, ormai la stragrande maggioranza, che rifuggono dal peso e dalla responsabilità, cioè in una parola dalla libertà. Anche il repertorio argomentativo usato da Fedez non poteva allora che essere il più prevedibile e scontato: la foto, direi di cattivo gusto, insieme ad un amico diciottenne che ha dovuto subire un trapianto di polmoni a 18 anni a causa dell’infezione e l’invito al silenzio. Ora, nel convegno romano a cui ha partecipato anche Bocelli nessuno ha negato l’esistenza del virus: ci si è semplicemente richiamati ad una proporzionalità delle misure adottate per fronteggiarlo e alla necessità di conviverci positivamente potendo avere esso non indifferenti e più gravi conseguenze sulla vita, sull’economia e sulla politica di una società.

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15 Commenti

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  1. sembrate una matassa senza massa di sfigati irrisolti, ruminate rumore e rosicate senza nemmeno ringraziare il signor Fedez, che vi fornisce il pane quotidiano consumato senza spunti né talenti. Signor Corrado Oc ma perché non si diletta a scrivere su Novella 2000 o meglio ancora su un diario segreto?

  2. Direi a questo monoton-cantante di Fedez, e non mi dilungo sulle caratteristiche tecniche e musicali della lirica, che, parafrasando un altro detto: chi può fa lirica, chi non può fa rap. E pure male in questo caso visto che la maggior parte dei cantantucoli non sa cantare ed usa campionatori e simili. Ma questo è solo l’emblema della cultura che stiamo vivendo e che vivono i nostri figli: il finto è successo, il vero è nicchia.

  3. Mi piacerebbe dire ciò che penso, ma è, ormai, troppo pericoloso.
    Richiamo soltanto il fatto che, tra il 1943 ed il 1948, la massima parte dei “magnaschei” di regime seppero riciclarsi perfettamente.
    Furono quasi censurate, oppure riportate a “giovenil furori” le loro esternazioni molto imbarazzanti nei confronti del Duce e del Regime iperfascistissimo sopravvenuto nel 1926.
    Absit injuria verbis.
    I più intelligenti e capaci, nella moltitudine dei voltagabbana, si rifecero un’immagine, la ripulirono e, per quanto contraddittorio in termini, si rifecero una reputazione.
    Tutti gli altri scomparvero in un oblio di miseria, a volte ingiusto.
    Lancio un sondaggio: “A quale delle due istanze umane appartiene questo ‘Fedez’ (ma chi è poi?)?”

  4. Non era certo pensabile che Fedez potesse cogliere il senso del discorso di Bocelli: il sangue dalle rape si sa è cosa difficile da tirare fuori.Nessuno nega il passato del virus, ma sarebbe opportuno prendere provvedimenti adeguati all’ evoluzione del contagio, no usare un virus a solo scopo politico.

  5. Fedez non mi è antipatico ma, dopo questa sparata allineata al pensiero di regime, mi viene da pensare che sarebbe meglio si occupasse di musica. Quanto al confronto Fedez-Bocelli, dalle mie parti si dice, poco signorilmente, “confondere la m**** con lo stracotto”…!

  6. bocelli chi ?? quello che si sentiva sequestrato in una casetta da dieci stanzwe e parco da 140 ettari ??..pensa le famiglie in un monolocale…ahh..ma loro sono popolo normale…

  7. Non so chi sia Fedez e ho appreso recentemente che esistono gli “influencer”, tra i quali una certa Chiara Ferragni (o qualcosa del genere). Non so che cosa ha fatto questo tale Fedez nei confronti di Bocelli, ma io stesso mi sento offeso dalle restrizioni che mi sono stata imposte, per evitare a me o ad altri una malattia. Ricordo che nel 1956 o 57 una epidemia di “asiatica” ha portato alla morte due milioni di persone nel mondo; non c’è stato alcun disastro planetario, la vita è proseguita regolarmente. A nessuno è venuto allora in mente di limitare le libertà elementari: il ricordo della guerra aveva impartito saggezza e buon senso a governanti e cittadini. Ed è insopportabile che alla correttezza politica si aggiunga la “correttezza profilattica”.

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