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Coronavirus, l’emergenza nell’emergenza è quella dei medici

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C’è un’emergenza nell’emergenza che si sta verificando con il diffondersi del Coronavirus di cui si parla troppo poco ed è legata alle condizioni di lavoro dei medici in queste settimane in cui l’epidemia si sta diffondendo a macchia d’olio. Quando si sente parlare di un “sistema sanitario a rischio collasso” non dobbiamo pensare solo alla carenza di posti letto in terapia intensiva, oppure alla mancanza di un congruo numero di strutture per i malati di Covid-19, ma alle condizioni in cui migliaia di medici e operatori sanitari sono costretti a lavorare.

Già nell’ordinario l’Italia sconta una carenza di personale medico, se non si cambierà il sistema delle specializzazioni nei prossimi anni saremo costretti a importare medici dall’estero. A ciò va aggiunto il fatto che la popolazione italiana sarà sempre più anziana (con conseguenti costi per la sanità pubblica) e con un tasso di natalità basso. In una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo, soprattutto in determinate aree del paese, la situazione per medici e personale sanitario è al limite dello sfinimento. Turni massacranti, ricambi pressoché assenti, rischi molto alti per la propria salute e di contagio (l’età media dei medici italiana è alta, molti hanno sopra i sessant’anni).

Prendiamo il comunicato diffuso dalla Fimp Emilia Romagna (Federazione Italiana Medici Pediatri) in cui, pur sottolineando il costante dialogo con l’Assessorato alla Sanità della regione, si denuncia: “non si può fare a meno di rimarcare come a tutt’oggi la dotazione di Mezzi di Protezione Individuale (DPI), cioè mascherine evolute, occhiali protettivi, guanti e camici a perdere sia assolutamente insufficiente quando non assente”.

Si constata inoltre una mancanza di coordinamento tra le varie strutture sanitarie nei territori con rischi per la salute, oltre che della collettività, anche degli stessi medici: “in questi giorni si assiste a comportamenti differenziati a seconda delle diverse Ausl, comportamenti che generano difficoltà e dubbi in chi tutti i giorni si trova ad affrontare l’emergenza. Si sono infatti verificati casi in cui i pediatri sono stati invitati a visitare a domicilio bambini ammalati e conviventi di adulti già in quarantena senza avere a disposizione i DPI per la tutela della propria salute e per evitare di essere veicolo di infezione”.

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15 Commenti
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Albert Nextein
Albert Nextein
5 Marzo 2020 22:47

Giubilei, ma ancora non ti sei accorto che l’italia è un posto miserabile?

Leo
Leo
5 Marzo 2020 19:40

Porro, fammi il piacere, non si può vedere in calce ad un articolo come questo la pubblicità sciacalla di chi lucra sull’incentivo a denunciare gli stessi sanitari. E’ ora di farla finita, fra un po’ ci denunceranno per essere veicolo del virus. Smettetela è ora che almeno voi vi spendiate contro questa vergogna.

La scarsità di medici è dovuta alla volontà di risparmiare sulle borse di studio per specialisti, non da medici che lavorano in carenza con turni massacranti.

Davide V8
Davide V8
5 Marzo 2020 18:04

La colpa della scarsità dei medici è dei medici stessi.

Sono loro ad aver voluto tutte queste restrizioni corporative all’accesso alla professione, anzichè lasciare fare, come sarebbe giusto, al mercato ed alla libera scelta delle persone di scegliere quale formazione seguire.

Sono loro a volere numeri troppo chiusi, e ad ostacolare sempre più la specializzazione, in una misura ormai ridicola.

Blaterando di “qualità” facendo finta di non comprendere minimamente come funzionino domanda ed offerta, ma in realtà comprendendolo perfettamente e puntando sul rendersi rari e quindi più preziosi.

Ora lavorino il doppio senza fiatare.

E stiano attenti a come gestiscono gli ospedali, dato che il paese svetta per infezioni ospedaliere per carenze igienico-sanitare, di cui sostanzialmente se ne fregano.

Elisabetta
Elisabetta
5 Marzo 2020 17:23

i medici che devono andare ai domiciali con relativi infermieri a seguito si comprino guanti in lattice, alcoll etilico 90% inodore, garze ai markets e per sostituire le masherine le bandane usate a mò di bavaglio o garze a più strati imbevute di alccol inodore o simil prodotto che crei barriera … bagnare la bandana ogni volta che si deve avere contatti con pazienti.

Se scarseggiano guanti in lattice monouso prendere quelli con cui le casalinghe lavano i piatti , quelli spessi e pluriuso poi sterilizzarli con lavaggi ad alcool o simil disinfettante.per nuovo intervento

Questo fanno alcuni medici sprovvisti di presidi idonei.

Se si ammala il personale sanitario ….non aggiungo altro