Commenti all'articolo Cosa ci insegna il crollo di Apple in borsa

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Leonardo Canella
Leonardo Canella
11 Gennaio 2019 16:25

Ora è rimasto solo il popolo africano (vergine tecologicamente) apprezza e si nutre della grande mela….

Luigi Cestaro
Luigi Cestaro
8 Gennaio 2019 14:23

E se fosse anche il costo proibitivo dei pc oltre che quello dei telefonini Apple?

Roberto
Roberto
7 Gennaio 2019 9:15

Sottoscrivo pienamente quanto esposto. Ho lavorato una trentina d’anni per una multinazionale. Negli ultimi anni il MARKETING ha sempre più assunto un fare “arrogante” condito da un eccesso di presunzione di onnipotenza. Ho ricordato più volte a questi “presuntuosi” che il vero PROPRIETARIO di una ditta è e resterà sempre il CLENTE ! Non esistono ditte senza CLIENTI … meditate gente!

Roberto Montemurro
Roberto Montemurro
6 Gennaio 2019 17:31

Bello e corretto. Ma va cosi’ nel mondo: squadra che vince non si cambia. E tutte le imprese di tecnologia “leggera” fanno gli stessi errori (al momento salvo le grandi industrie farmeceutiche e le grandi industrie aeronautiche).
Nella tecnologia leggera dopo un po’ di anni la squadra che vince comuncia a perdere. Inevitabile.

In Cina hanno capito che il telefonino non e’ solo una macchina fotografica, ma ora tornando da Shanghai ho scoperto che in citta’ erano spariti i Bancomat… nessuno usa piu’ il denaro. Tutti mostrano nello scanner il loro codice QR del telefonino: finanza rivoluzionata!

Forse i Cinesi staranno gia’ studiando a come trasmettere gli odori attraverso il telefonino . Ridiamo? Uhmmmmm
Insomma squadra che vince deve cambiare per vincere ancora altrimenti soccombera’ presto.

Giacomo Cambiaso
Giacomo Cambiaso
6 Gennaio 2019 16:09

Il caso di apple è particolarmente eclatante per i numeri spaventosi che la riguardano, ma nell’articolo non viene ben contestualizzato. Sicuramente vero che ci sono ragioni soggettive da non trascurare, ma il vero responsabile del tonfo è il mercato finanziario, non quello della telefonia o dell’alta tecnologia. Il titolo apple, come altri illustri teconologici, ha complessivamente subito un grosso tonfo, ma in realtà le sue domensioni sono state più marcate solo perché questi titoli erano più in bolla rispetto agli altri. Per chi segue i mercati finanziari non è un mistero che nell’anno appena trascorso è stata la stragrande maggioranza degli asset finanziari ha produrre perdite rilevanti piuttosto che guadagni. A questo va unito il nuovo crollo del barile e delle materie prime. Allora guardiamo al quadro nel suo complesso, tutto era in bolla ed anche se anemica c’era una crescita economica, ora tutto rallenta e le bolle si sgonfiano, forse qualcuna addirittura scoppierà. Tutto in coincidenza con rialzi dei tassi e fine dello shopping delle banche centrali. Queste sopravalutazioni e crescite artificiali sono destinate a fare i conti con la realtà e la presunta medicina delle banche centrali ha prodotto più intossicazioni che guarigioni. Emblematico il caso del nostro spread, doveva esplodere con la fine del QE unita al terrorismo mediatico nostrano e non, invece lo spread è rimasto… Leggi il resto »

Elena De Santis
Elena De Santis
6 Gennaio 2019 13:36

Il paragone con Nokia non mi sembra calzante… Per me trattasi invece di una delle tante avvisaglie della guerra commerciale tra USA e Cina… Peccato che un tonfo del genere sia successo con Apple anziché con Google o altri OTT super invadenti… Occhio però ai prossimi, imminenti, nuovi invasori ovvero ai campioni cinesi quali WeChat, Baidu ecc., che fra l’altro operano con una propria, unica piattaforma per le varie finalità e, ahimè, sono sotto un regime ben regolato. P. E. un account WeChat non può avere più di 25.000 follower: è meglio??? Infine è da considerare che la UE non ha nessun campione nel settore internet, del digitale e dell’intelligenza artificiale: siamo destinati ad essere colonizzati o, per difenderci, saremo capaci di disciplinare la materia? Non mi sembra vista la mancanza di una concezione politica unitaria circa l’immigrazione incontrollata!