Cosa ha significato Draghi per la Bce

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Speciale zuppa di Porro internazionale. Grazie a un nostro amico analista che vuole mantenere l’anonimato, il commento degli articoli tratti dai giornali stranieri.

Ci sono storici e storici. Roberto Gualtieri usa la sua sapienza di studioso per coprire una sostanziale subalternità a quella Cacania che è diventata l’Unione europea. Adam Tooze autore di Crashed: How a Decade of Financial Crises Changed the World, professore alla Columbia University e direttore dell’European Insititute, adopera la sua cultura per guardare in faccia la realtà.

Da qui la sua prima considerazione in un commento sul Financial Times del 4 aprile. “the moment for an impressive display of common resolve has passed. Faced with the urgency of the crisis, the eurozone can offer nothing like an adequate programme of common public spending. Instead, crisis-fighting has been left to a lopsided combination of national fiscal policy and bond buying by the ECB”: il momento per un convincente dispiegarsi di una comune volontà nel risolvere i problemi, è passato. Confrontata dall’urgenza posta dalla tragedia in corso, l’eurozona non ha offerto alcun adeguato programma di spesa pubblica gestita in comune. Invece, il contrasto alla crisi è stato lasciato a un’asimmetrica combinazione di politiche fiscali e all’acquisto di bond nazionali da parte della Bce.

“The risk is that without a clearly defined fiscal framework, the most vulnerable states will not dare to spend enough”: Il rischio è che senza una ben definita cornice di interventi fiscali (ndt cioè innanzi tutto degli eurobond) i paesi deboli non spendano quel che è necessario. Without that prospect, ‘whatever it takes’ is at best a recipe for makeshift. At worst it is a mockery” Senza una prospettiva (ndt tipo gli eurobond) del tipo a cui si accennava, il “whatever it takes’ è al massimo una ricetta per prendere tempo, se non, nella versione peggiore, una presa in giro.

La considerazione generale di Tooze è che la politica di Mario Draghi nella Bce è stato il modo per acquisire tempo e per scommettere su riforme future dell’Unione, che non sono arrivate.

Ecco un esempio di come gli storici ci possano aiutare a capire quel che avviene, naturalmente se non cedono gualtieriscamente alle versioni alla vasellina alle quali purtroppo ci tocca assistere.

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15 Commenti

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  1. Potrei dire:”io godo di questa dotta disputa e ringrazio il bell’ accidente che ha dato occasione ad una guerra di ingegni così graziosa”, ma voglio semplicemente prendere l’argomento da un differente punto di vista. Accantoniamo la diatriba sul Belpaese cicala, le cui potenzialità sarebbero state compresse dalle regole europee. Ci troviamo di fronte ad una situazione inedita: tutti i paesi facenti parte dell’UE hanno bisogno di soldi. A cominciare dalla Germania, che parla di mettere in campo migliaia di miliardi, calpestando tranquillamente la politica fatta (e imposta) fino ad oggi, ed accrescendo (orrore!) il suo debito pubblico. La Francia, da parte sua ha un debito pubblico paragonabile a quello dell’Italia, in vivace crescita da una decina anni, durante i quali ha “sforato” i famosi parametri. Ho citato i due paesi più “importanti”, quelli che la fanno da padroni; ma il bisogno urgente di soldi è generale. A questo punto è perfettamente logico che l’Europa intera trovi a debito i soldi, e li distribuisca ai suoi membri. Ed è sbagliato dire “la Germania si accolla il debito”; sarebbe l’intera Europa, a meno che non si identifichi questa istituzione con un quarto Reich, già padrone dell’intera Europa. Accettare i “prestiti” da parte dei Paesi più deboli non sarebbe altro che riconoscere l’esistenza di “padroni”, liberi di decidere sulle sorti di altri.

    • La Francia ha comunque 40 punti di debito in meno di noi.
      Comunque non sto dicendo di non fare debito, perchè, praticamente per la prima volta, siamo di fronte alla macchina “inceppata” keynesiana per accidenti esterni, almeno in parte (a differenza di tutte le altre volte, in cui non era affatto così, e si raccontavano favole); sto dicendo innanzitutto di chiamare le cose con il loro nome: eurobond. Cioè debito europeo, certo, ma la logica è precisamente di far indebitare “insieme” anche i paesi che potrebbero benissimo fare debito da soli, come appunto la Germania, e probabilmente – meno – anche la Francia. Quindi non nascondiamoci dietro un dito: l’idea è che si accollino parte degli oneri derivanti dal disastro che vediamo, che almeno in parte è un suicidio autoinflitto.
      Rinnovo la domanda: e poi? Una volta che abbiamo il debito “comune”?
      Cosa vi aspettate, se non che le istituzioni “comuni”, che ben conosciamo, assorbano a sè anche il corrispettivo del debito, e cioè in primis la capacità di tassare?
      Siamo sicuri che la soluzione sia sempre più debito, e sempre più uno stato debitore e tassatore unico?

      • L’errore sta nel vedere i debiti di uno stato equivalenti a quelli del Sig.Rossi, titolare di una tabaccheria. Gli stati campano tranquillamente indebitati: l’unico problema sta non fare crescere continuamente il debito.Se noi non siamo stati capaci di fare questo – anche con l’aiuto o gli intralci dell’Europa – non è un buon motivo per impiccarci all’albero più prossimo. Escludere un aumento di deficit significa il suicidio in circostanze eccezionali; qualsiasi stato sovrano, in simili circostanze deve stampare moneta. Quello che si dovrebbe fare? Mandare a quel paese l’EU ed utilizzare l’enorme massa di risparmio privato. Ad esempio, emettendo titoli nominativi riservati a cittadini italiani, infischiandosene delle norme europee. E per la cronaca: la Francia ha un debito pubblico pari al suo PIL (con qualche acrobazia contabile)

        • L’errore sta, al contrario, nel vedere uno stato come dotato di poteri soprannaturali, e capace di indebitarsi praticamente senza limiti.
          Un po’ di debito ha senso, come ha senso per le imprese.
          L’altro errore sta nel pensare che gli stati debbano sempre più indebitarsi, per “risolvere” qualsiasi problema economico.
          Come un martello conosce solo chiodi, così lo stato sa solo spendere, fare deficit, debito (e tassare).
          E’ proprio per questo che oggi, in “circostanze eccezionali”, non c’è capacità di fare debito: perchè per decenni si è abusato dello strumento, dicendo le solite fesserie.
          Fesserie che salgono addirittura ad un livello superiore quando si pensa, come un paese sudamericano qualsiasi, di risolvere ogni problema stampando soldi, come se questo non implicasse molte altre cose.
          Ma vedo che si passa anche al “risparmio privato”: in pratica lo stato prima tassa più che può il settore privato. Poi si indebita più che può, scaricando sul settore privato oneri futuri. Saturato anche questo, stampa soldi, derubando l’intero sistema economico di risorse.
          Poi, già che ci siamo, confisca pure il risparmio privato.
          Meno male che i comunisti non esistono più, altrimenti chissà cos’altro si inventavano.
          Sono solito dire paese fallito, ma probabilmente siamo una civiltà fallita: decenni e decenni di propaganda hanno completamente lobotomizzato tutti, la cui massima aspirazione ora è probabilmente vivere dentro Matrix, in modo da massimizzare l’utilità per lo stato, dato che “lo stato siamo noi”.
          Ormai l’unico limite alla predazione statale, alla completa schiavitù economica, è dato dalla fantasia.
          Moralmente, sono più rispettosi del prossimo lupi e leoni.

  2. Draghi acquistava e inondava la finanza e gli stati bolliti con soldi creati dal nulla, ma chiedeva sempre e regolarmente riforme, in particolare all’italia.
    Lui forniva il barattoli, mentre la politica italiana lo calciava.

    • Sì, vero.
      Per questo, dicevo, ho un giudizio ambivalente: da un lato chiede riforme, e concede il tempo e la possibilità di farle.
      Dall’altro toglie pressione. Ed i nostri hanno pensato “allora possiamo continuare così”.

  3. Quindi dobbiamo spendere e far pagare i tedeschi? E’ questa l’ideona?
    Parliamone.
    Su Draghi, non solo ha “comprato tempo”, ma ha anche “stimolato” per svariati anni, portando la BCE fuori dalle sue stesse regole fondative.
    Non c’era bisogno di farlo per salvare l’euro, dopo una certa data. E’ servito per implementare una politica monetaria keynesiana.
    Peraltro non sta scritto da nessuna parte che la soluzione ottimale sia una politica fiscale comune, cioè lo stato fiscale unico.

    Draghi ha permesso di “comprare tempo”?
    Sì, ma la cosa va vista anche sotto un’altro punto di vista: comprare tempo significa togliere pressione ai conti pubblici, togliere pressione a chi vive di debito, cioè gli stati.
    Quindi, se si vuole vedere la cosa positivamente, questo tempo consente di avere margine per risistemare i conti pubblici.
    Se la si vuole vedere negativamente, consente loro di continuare esattamente come prima, senza alcuno stimolo pressante a migliorare le cose. Ci stupiamo se poi questo accade?
    Al di là del fatto che “comprare tempo” non è gratis, e non paga Draghi.

    • “Quindi, se si vuole vedere la cosa positivamente, questo tempo consente di avere margine per risistemare i conti pubblici.”

      Voglio ricordare a tutti noi che l’Italia è l’unico paesein Europa, sia quelli dell’€ che gli altri – Grecia compresa -, è l’unica nazione che ancora ha un gap del 2% di PIL procapite netto rispetto al 2000. Non solo. L’Italia dal 2000 sino al 2019, quest’anno sarà acora peggiore, ha sepre sconfinato dal defici del 3%, ha una media annua del 3,1%.
      E poiché, nessuno lo dimentiche mai che la politica di bilancio ed economica è sempre stata in capo ai singoli stati, siamo passati a quasi raddoppiare lo stock del debito pubblico nello stesso periodo temporale.
      A tutto ciò aggiungo che l’Italia non eè mai stata in grado di sfruttare i fondi messi a disposizione dalla UE per il nostro paese mentre altri hanno fatto in modo di sfruttarli talmente bene che riescono a crescere di oltre il 3/4% per anno.
      Ora una semplice domanda ricolta a tutti: quale è il teorema che stabilisce in modo corretto e universale la c.d. “sostenibilità del debito”?

      P.S. Nessuno ha chiesto alla Germania di condividere il debito sovrano italiano alla Germania mentre la stessa ha rifiutato di pagare i debiti di guerra alla Grecia. La Germania inoltre dovrebbe ringraziare l’Italia per aver due volte quasi azzerati i debiti di cruccolandia a partire dalla fine del secondo conflitto mondiale.

      E’ venuto il momento di far chiarezza una buona volta per tutte.
      Concludo che un ottimo economista deve essere anche un ottimo storico, altrimenti è solo un quaquaraquà.

      Cito solo un brano dell’editoriale de Nostro sul Financial Times di alcuni giorni orsono:

      “La sfida che affrontiamo è come agire con sufficiente forza e velocità per evitare che la recessione si trasformi in una depressione prolungata, resa più profonda da una pletora di valori predefiniti che lasciano danni irreversibili. ”

      Per chi non conosca ancora quegli eventi “la grande depressione iniziata nel 1929” è terminata con la seconda guerra mondiale e per depressione in economia si deve intendere una accentuata fase discendente del ciclo economico. E’ una fase economica molto più grave rispetto a una recessione economica. La depressione economica è un fenomeno di medio-lungo periodo che accompagna la crisi economica. E’ caratterizzata dalla chiusura delle attività economiche e produttive, da disoccupazione, da un forte calo della domanda e da una marcata caduta dei prezzi.

      • 1) Non capisco il punto. L’Italia non cresce, da tanto, lo sappiamo bene.
        Quindi, cosa intende dire di preciso?
        2) L’Italia ha chiesto eccome alla Germania di accollarsi il debito relativo a questa crisi.
        I “coronabond” questo sono, c’è poco da girarci intorno.
        3) Non c’è nessuna formula magica per la sostenibilità del debito, non è la legge di gravitazione universale.
        L’abc scolastico dice, come ovviamente sa, che è sostenibile il debito se il rapporto debito/pil tende a descrescere o almeno a rimanere costante.
        E questo dipende dai costi del debito stesso, dal deficit, e dalla crescita, prima di tutto.
        Il punto, però, è che i costi di finanziamento sono già oltremodo compressi artificialmente (quindi il debito italiano e non solo è GIA’ insostenibile, sul mercato, da molto tempo).
        Se il costo reale fosse zero, dovremmo allora concludere che è “sostenibile” un debito infinito?
        Forse in tal modo il debito sarà “sostenibile” per il debitore pubblico, ma che questo lo sia anche per chi ne paga realmente i costi, cioè il sistema economico privato, è tutt’altro discorso.
        In Giappone ormai la banca centrale compra tutto quello che c’è, ed i tassi sono abitualmente a zero.
        Lo stato non fallisce, bene. E poi?
        Il risultato “finale” di tale strategia è semplicemente il socialismo, perchè viene completamente a mancare l’allocazione del mercato dei capitali, ed anche la loro proprietà: alla fine tutto è in mano della banca centrale, nuovo soviet che sceglierà come gestire qualsiasi attività economica.
        Col governo sua mano operativa che, spendendo in deficit con grande “generosità”, sceglie chi deve prosperare e chi no.
        Col socialismo non stato non fallisce, ma i problemi sono quelli che conosciamo: povertà per tutti nel medio/lungo temrine.

        • “1) Non capisco il punto. L’Italia non cresce, da tanto, lo sappiamo bene.
          Quindi, cosa intende dire di preciso?”

          Credevo fosse chiaro ma evidentemente non è stato come pensavo. La colpa è solo nostra, delle scelete dei vari governicchi che hanno riproporre i medesimi errori del passato. Ancora. Si sono assoggetati alla costruzione tanto mostruosa a di questa architettura UE da far addirittura schifo senza mai e poi mai produrre qualcosa di positivo. In compenso ci hanno pensato molto bene gli italiani con i propri risparmi a sorreggerli.

          “I “coronabond” questo sono, c’è poco da girarci intorno.”

          No, altro errore. Nella fattispecie i corona bonds sono soloper avere tassi di interesse minori, ma sarebbero ascrivibili al debito italiano. La prego, sia serio.

          “3) Non c’è nessuna formula magica per la sostenibilità del debito, non è la legge di gravitazione universale.
          L’abc scolastico dice, come ovviamente sa, che è sostenibile il debito se il rapporto debito/pil tende a descrescere o almeno a rimanere costante.”

          No, lei si è fermato neanche al primo corollasrio e solo parzialmente. Un deve deve scendere anche se di poco ma deve scendere c he significa che il pil deve aumentare mentre il debito deve scendere. Ma poi esiste il secondo corollario che recita che il PIL deve aumentare almeno del doppio dei saggi di interessi pagati, cosa che non è stata da tempi immemorabili. A maggior ragione con tassi cos’ compressi. E ciò spiega il perché non si è creta nuova ricchezza e assorbimento della disoccupazione con mancanza di entrate dalle tasse dei nuovi occupati.

          “Se il costo reale fosse zero, dovremmo allora concludere che è “sostenibile” un debito infinito?”

          Mai affermata una simile sciocchezza che lascio volentieri agli stolti arroganti.

          Il socialismo lo lascio a chi crede ancora di usare le teorie economiche come una clava seguendo la medesima strategia in ogni stagione. E quando l’economia aderisce a tale follia ideologica risulta essere quelle più errata al mondo. Come chiedere a una qualsiasi impresa il medesimo comportamente sia in tempi di crescita che in tempi di recessione. E ovviamente le imprese falliscono. E’ questa la sua totalmente errata ideologia.

          Ovviamente non è la mia, grazie a Dio.

          Infatti sui mercati finanziari esistono i tempi della crescita e i tempi delle correzioni.

          Ma occorre parteciparvi per capire così come occorre essere amministratori di imprese vere.

          P.S. Il socialismo mi è sempre stato indifferente, mi è scivolato senza lasciare traccia.

          • 1) Bene, ma forse non poi così tanto. Non è la UE la causa dei malanni italiani.
            2) Insisto: i coronabond servono solo per “condividere” il debito. Nel senso che se l’Italia non lo onora, paga qualcun altro.
            E’ solo per questo che i tassi sarebbero minori.
            Quindi si tratta precisamente di volere Germania ed altri a rispondere per il debito italiano.
            3) Il debito deve scendere? Bene. Dobbiamo avere crescita? Benissimo.
            Quindi, il punto del suo primo intervento qual era?
            4) Il socialismo e le teorie economiche non sono “una clava”: sono gli strumenti per capire, se possibile, quanto succede.
            Visto che il dibattito pubblico pare, purtroppo, interamente votato a vedere deficit e debito pubblico come Via per la Salvezza, è bene sapere dove porta il loro abuso. Soprattutto dopo 30 anni di Giappone che non risolve nulla operando in questo modo.
            Al di là del fatto che, nella unica situazione attuale, un “aiuto” pubblico per rimettere in moto la macchina, ci può stare.
            Fermo restando che hanno scelto loro di fermarla così tanto, per poi proporsi come “salvatori”.
            Non c’è niente di ideologico nè di sbagliato in questo, ma una semplice comprensione dei fenomeni.
            L’ideologia, al contrario, sta sempre nel vedere espansioni fiscali e monetarie come soluzione di qualsiasi problema.

        • Su punto n. 1 si è risposto da solo, l’ho scritto e riscritto in quantità industriale, ma è solo una parziale verità Nel precedente intervento ho scritto pure: che i nostri governicchi si sono adeguati alle imposizioni dei crucchi di cruccoilandia nello strutturare questa UE. Se costoro e i loro schiavi ora vogliono adottare il MES, a proposito si legga cosa recita ne rimarrà di stucco, il motivo è solo uno: una guerra totale attraverso l’economia per impadronirsi del risparmio degli italiani, cosa che loro neanche si sognano di avere. Sa a quanto corrispondono?

          Lei sui coronabonds può insistere sinché vuole ma la realtà è che per la nostra parte sareb bero ascrivibili al debito pubblico italiano e noi dei vari barbari.

          Un debito deve essere prodotto in determinati casi altrimenti sarebbe guerra, come accade con la depressione iniziata nel 1929. Questa è la realtà dei fatti, non le varie favolette raccontate. Poi una volta superato il momento ovviamente si deve ritornare gradualmente alla normalità. Così come avviene in medicina. Coronavirus docet.
          Mi viene da piangere quando all’inizio dell’epidemia il coronavirus veniva descritto come una banale influenza e veniva portato il numero dei morti causati dall’asiatica nel 1957, per colpa della quale morì mio nonno materno, quando esisteva soltanto la pennicillina di cui ho ancora sotto il naso il puzzo e la visione delle bottiglie che la contenevano. Ebbene i morti di allora furono 30000. Ota l’Italia ha già superato abbondantemente le 15000 ufficiali ma è nettamente e abbondantemente ben superiore.

          Citare il caso giapponese per paragonarlo all’Europa è fuori dalla grazia di Dio, sono casi completamente diversi in tutto.
          Fermare la macchina produttiva è stato necessario e indispensabile. O preferiva, lei ed altri fuori di testa, che i morti fossero ben superiori a quelli dell’asiatica e della spagnola’ messi insieme?
          Qualora lei e altri con il suo medesimo pensiero evidentemente non ha ancora preso atto che è il mondo intero che sta messo in tal modo, altro che le sciocchezze allucinanti propalate a piene mani senza ritegno. E stia pure tranquillo che gli attuali governanti non saranno più rieletti ma cacciati in malo modo per i ritardi che hanno causato tanti di quei morti che li perseguiteranno per il resto delle loro inutili vite.

          Coloro che sostengono tale follia se ne prendano pure le responsabilità ma non possono imporre le loro fantasie incoscienti agli altri. Volete ancora più morti? Sì o no?
          Io no.

          E lei continua a parlare a vanvera di socialismo senza alcun senso..

          • Cercando di raccapezzarmi nel suo commento, diciamo poco ordinato, provo a rispondere.
            Ripeto: per quanto la UE possa avere difetti anche gravi, NON è la causa dei problemi italiani avuti finora.
            Che sono opera della nostra incapacità di ridurre la spesa pubblica, la sua inefficienza, e nel far funzionare i mercati, in modo da avere un po’ di crescita.
            Se la giustizia non è giustizia, per lentezza e regole assurde, è colpa dell’Italia, non della UE.
            Il suo primo messaggio mi sembrava migliore: Draghi ha dato tempo all’Italia di migliorare la propria situazione, precisamente come indicato nella “letterina” del 2011 sua e di Trichet (praticamente perfetta), ma qui si è preferito non farlo.

            Sui coronabond insisto, anche perchè non ho l’abitudine di dar ragione per sfinimento, quando qualcuno persiste con una tesi errata.
            SE paghiamo meno interessi su tale debito, è perchè su tale debito ci sarebbe anche la garanzia degli altri stati.
            Questo non è un punto su cui ci sia margine di discussione.
            Quindi vuol dire mutualizzazione del debito, c’è poco da girarci intorno.
            Conte & c. vogliono un debito “europeo”, spacciandolo per aiuto, senza dirci che poi gli “europei” verranno anche a reclamare l’altra faccia della medaglia, e cioè capacità fiscale – nel senso di imporre tasse – per sostenere tale debito.

            La depressione “iniziata nel ’29” è un fantastico esempio di analisi errata mandata avanti come verità “scientifica”: la crisi del ’29 fu semplicemente un crac dovuto all’espansione bancario/creditizia precedente.
            Poi i governi ci misero del loro per fare più danni possibile.
            Le consiglio innanzitutto il testo di Murray Rothbard, ed intanto le dedico qualche parola riportata da Scacciavillani (Crollo di Wall Street, un disastro epocale che spense l’illusione del boom – leggete tutto il pezzo perchè è molto carino ed istruttivo):
            ” il segretario al Tesoro Henry Morgenthau Jr. Nella sua testimonianza al Comitato Ways and Means (la Commissione Bilancio del Congresso), il 9 maggio del 1939 – quasi sette anni dopo l’elezione di Roosevelt, con la disoccupazione risalita al 19,9% – dichiarò:
            >
            “Abbiamo provato a spendere soldi. Abbiamo speso più di quanto avessimo mai speso prima e non funziona. Io ho solo un interesse, e se sbaglio qualcuno può prendere il mio posto. Io voglio vedere questo paese prospero. Voglio vedere la gente trovare lavoro. Voglio che la gente abbia abbastanza da mangiare. Noi non abbiamo mantenuto le nostre promesse… Dico che dopo otto anni di questa Amministrazione noi abbiamo tanta disoccupazione come quando abbiamo iniziato… e [abbiamo accumulato] un debito enorme da sostenere”.

            Questo per amor di discussione, visto che oggi la pandemia domina il quadro economico e determina lo stop, ma veniamo anche da 10 anni di espansione “stimolata” senza precedenti.
            Il Giappone dimostra che – pandemia a parte – queste ricette funzionano molto poco, e non basta raccontare frottole per un secolo perchè comincino a funzionare.

            Infine, premesso che fuori di testa sarà sua sorella (insisto anche nel non farmi insultare e nel rispondere a tono a chi si prende tali libertà), oggi oltre al problema della pandemia c’è il problema di un blocco economico eccessivo, spropositato, che farà danni giganteschi se non si comincia a ragionare su come limitarli, in modo proporzionato alla minaccia sanitaria, e non da isterici fuori di testa come il 99% dei nostri politici.
            E’ appena uscita la stima di Unicredit, che prevede un bel 15% di recessione per l’Italia per il 2020, nell’ipotesi ottimista che già nel terzo trimestre si riprenda pienamente. Quindi potrebbe andare molto peggio.
            Ma che gli frega a lei, basta stampare soldi ed indebitarsi, giusto?

          • > Fermare la macchina produttiva è stato necessario e indispensabile. O preferiva, lei ed altri fuori di testa, che i morti fossero ben superiori a quelli dell’asiatica e della spagnola’ messi insieme?

            La devo contestare qua, come contesto chiunque parla di morti. Se le stime sono corrette, e quindi gli infetti in Italia sono 10 o 100 volte tanto, i buoi sono già scappati ed è inutile chiudere la stalla.

            Se la CFR (case fatality ratio) italiana è così alta rispetto al resto del mondo (10%, quindi 10 volte quella coreana e circa 3 volte quella cinese) è perché c’è qualche problema, specialmente in *come* si è diffusa l’epidemia, che in Italia è arrivata addosso alle fasce più deboli (si veda il disastro nelle case per anziani, dove sono stati falciati in quantità) anche per una totale impreparazione sanitaria (a tutti i livelli, dal governativo ai protocolli sanitari).

            Problema *italiano*, anche nel modo in cui si contano i morti (al di là delle sciocchezze “con” e “per”, li stiamo contando in modo completamente diverso da qualunque altra sindrome respiratoria… ma le sembra normale?).

            In più si è voluta combattere questa battaglia (non guerra, non scherziamo: la guerra è una cosa molto più seria) negli ospedali, al punto che mi sto augurando di non doverci andare mai, perché il rischio di contagio aumenta in modo consistente (ma nessuno vuol fare uno studio su questo?)

            La mortalità mediana è dell’1%. Il problema è sempre il decorso della malattia in quel 20% che necessita ospedalizzazione per 2-3 settimane (i casi fulminanti sono un 5% di quel 20%), che tiene i letti occupati per un bel po’. E’ un problema di tenuta sanitaria, non di mortalità.

            Chiudere tutto pensando ad un vaccino è folle dal punto di vista farmaceutico. Questo perché nulla si sa sul fatto se funzionerà o meno (c’è UN vaccino, quello di Moderna, dei 20-30 in test che sta venendo testato sull’uomo, il resto è tutto in preclinica e quindi con tempi più lunghi). Ci sarebbe da investire molto di più nelle sperimentazioni dei farmaci, che ci possono aiutare adesso, non tra 2 anni. Negli USA l’hanno capito, da noi mi sa di no.

            Da ultimo, questa crisi ci ha mostrato che dal punto di vista sanitario non siamo assolutamente capaci di fare una valutazione reale del rischio, e preferiamo farci prendere dal panico. Non è un problema solo italiano, visto che ha tirato fuori il peggio di tutti i governanti mondiali (l’ultima delusione è la governatrice di Tokyo, Koike, che anche lei si mette a fare proclami come un Brusaferro qualsiasi). E questo si vede anche nell’idolatria della medicina (come sottolineava Panebianco qualche giorno fa).

  4. E purtroppo la classe dirigente politica italiana non lo ha voluto comprendere mentre la classe dirigente europea non e’ in grado di intendere e volere.
    Che quest’ultima fosse in tale stato pietoso era facilmente intuibile da parte di quella italiana che continuato con i vecchi sistemi come i somari con i paraocchi.
    Addirittura ci sono dei veri poveracci italioti e beoti che hanno dileggiato Draghi trattandolo da traditore mettendo in evidenza la propria crassa ignoranza della materia e la benche’ Mi ama attivita’ intellettuale.
    Idioti senza possibilita’ di una pur minima guarigione.

    Da vomito!

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