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Cosa non torna nelle nuove linee guida anti Covid

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Durante gli anni bui dello stalinismo, in merito al cosiddetto uomo nuovo che il regime comunista vantava di aver creato, i coraggiosi detrattori della spietata dittatura, scherzando, lo definivano l’idiota di tipo nuovo. Un classico soggetto, diffuso in qualunque sistema politico, sempre pronto a bersi tutto d’un fiato le pozioni accuratamente preparate dalla propaganda di chi governa.

I covidioti del virus

Ebbene, anche oggigiorno in Italia possiamo vantare un consistente numero di idioti di tipo nuovo: i covidioti. Tutta gente che, soprattutto a causa di una assillante disinformazione di massa in atto da oltre un anno, non sembra fare letteralmente una piega di fronte alle continue modifiche, generalmente in senso più restrittivo, delle già demenziali misure con le quali si vorrebbe contenere, se non bloccare, la diffusione di un virus a relativa bassa letalità.

A questa enorme platea di persone confuse e terrorizzate pare infatti normale che, dopo il delirio delle mascherine all’aperto, i copriscarpe fatti indossare ai ragazzini dell’asilo e delle elementari – come sta accadendo da mesi ai figli del mio amico Stefano Cece, caporedattore dell’Opinione in quel di Roma – il contingentamento sempre più ridotto negli esercizi commerciali e l’obbligo di farsi misurare la temperatura all’ingresso, con un addetto che ti spruzza sulle mani un gel sanificante, adesso arrivi il raddoppio della distanza minima da mantenere dei riguardi del prossimo, passandoda mantenere dei riguardi del prossimo, passando da uno a due metri.

Cts, ennesima misura anticommercio

Ora, tale decisione, scaturita da una infallibile indicazione del Comitato tecnico-scientifico, è stata presa a causa delle recenti varianti, in particolare l’inglese e la brasiliana, che si presume siano più contagiose. Ma ammesso e concesso che lo siano, i geni che hanno proposto e fatto approvare questa ennesima misura che desertifica ulteriormente il commercio e il settore della somministrazione, riducendo il numero degli presenze nei relativi locali, pensano che questo renda il coronavirus anche più bravo a saltare da un soggetto all’altro?