Il giornalismo d’inchiesta all’Italiana, vediamolo da vicino. Il programma Report ha ricevuto dall’Autorità per la privacy una multa da 150 mila euro (che pagherà la Rai) per aver illegalmente trasmesso una telefonata fra l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie, telefonata di nessun interesse pubblico.
Report individua in Agostino Ghiglia, uno dei quattro garanti dell’Autorità presieduta dal professor Pasquale Stanzione, il responsabile della sanzione e avvia una campagna di stampa contro di lui.
Prima mostra una sua foto (ottenuta non si sa come) mentre entra nella sede di FdI alla vigilia della sentenza dell’Autorità e ne deduce, senza alcun elemento concreto, che abbia concordato la sentenza con i vertici del partito.
Poi estrae dalla corrispondenza interna all’istituto una mail che viene presentata da Report e dai giornali fiancheggiatori come un tentativo di coprire un qualche cosa di opaco nell’acquisto di una casa da parte della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Ora, nessuno di noi sa come sono andate le cose, né lo sa Report. Ma ciò a cui assistiamo è l’utilizzo di un programma televisivo, pure appartenente al servizio pubblico Rai, come motore di una campagna di denigrazione ai danni di un a persona ritenuta ostile.
È questo il giornalismo d’inchiesta? È questo un metodo di lavoro giornalistico deontologicamente corretto? Non saprei, a me ricorda altri fenomeni non proprio encomiabili.
di Marco Taradash, 1° novembre 2025
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