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Fine pandemia mai

Covid, Biden non si rassegna: “In arrivo un’altra ondata”

I numeri in Europa sono in calo. La Cina abbandona la caccia al “Zero Covid”. Ma negli Usa tornano gli allarmisti

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Il paradosso è che mentre la Cina si arrende ed abbandona la strategia del “Covid zero”, c’è chi invece in Occidente sembra ancora ricercarla. O magari sfruttare ogni “sintomo” di ripresa dei contagi per dare il via alla liturgia del terrore che, da ormai due anni, torna sempre di moda sotto le feste di Natale.

In Italia lo sappiamo bene: da giorni ormai i grandi giornali, che vendono sempre meno, si stanno concentrando insieme all’associazione dei virologi uniti sulla nuova “influenza dei cammelli” e su quella australiana che starebbe mettendo in ginocchio i pronto soccorso. Tornano le mascherine. I vari Pregliasco suggeriscono ancora di vedersi a Natale in pochi e con tutte le precauzioni del caso altrimenti “si rischiano 20mila morti”. E anche negli Stati Uniti si fa avanti l’idea di reintrodurre le “care” vecchie limitazioni stile Covid.

La Casa Bianca guidata da Joe Biden nelle scorse ore infatti ha lanciato un avvertimento in vista della vigilia di Natale e dell’inverno. In sintesi: la pandemia non è finita e bisogna prepararsi “a una nuova ondata“. Per questo, l’amministrazione Usa sta avviando una nuova campagna di vaccinazione e spinge la popolazione a ripartire con la roulotte dei test. In alcuni edifici federali è stato anche reintrodotto l‘obbligo di mascherina, così come in aeroporti e stazioni – benché non vi sia nessuna prescrizione in merito – gli speaker stanno tornando a suggerire agli utenti di indossarla.  “Questa – ha detto il coordinatore per la lotta al Covid, Ashish Jha – non è una malattia con una sola patologia. I ricoveri in ospedale e il super lavoro del personale medico sono legati al fatto che sono coinvolte tutte le patologie respiratorie”.

In Italia intanto i dati dicono tutt’altro. Questa settimana l’incidenza di Covid è calata a 296 casi ogni 100mila abitanti contro 375 della scorsa settimana. In calo anche l’indice Rt, sceso sotto l’1, e l’occupazione delle terapie intensive. Come riporta l’Adnkronos, invece, l’Oms ha segnalato che nel mondo il numero di casi resta sostanzialmente stabile rispetto alla settimana scorsa segnando un +2%, mentre le nuove morti aumentano di oltre il 10%, con più di 9.700 decessi riportati. Meglio di altri sta l’Europa, dove i nuovi contagi sono diminuiti dell’11% e i nuovi decessi del 17%. Per Ginevra “le attuali tendenze devono essere interpretate con cautela”.