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La corsa al voto

Covid e restrizioni: perché c’è da preoccuparsi per il (non) programma Pd

I dem sorvolano su green pass, vaccini e restrizioni. Ma poi lodano la gestione Speranza

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Siamo ormai sempre più vicini al giorno delle elezioni ed i cittadini dovranno scegliere tra diverse visioni del mondo dopo aver vissuto due anni di restrizioni delle libertà fondamentali. Il centro destra ha espresso chiaramente un progetto di tipo liberale con un piano di rilancio per l’economia basato su defiscalizzazione, aumento delle pensioni e snellimento della burocrazia generale e, tra i punti principali, ha indicato la via maestra della libertà di scelta vaccinale e la tutela delle libertà personali per la gestione di nuove possibili pandemie.

Purtroppo non ho trovato nel programma del Pd una posizione chiara e schietta, almeno nel capito “Salute e territorio” su come affrontare una nuova crisi sanitaria, ma sono rimasto colpito dall’appoggio ideologico alla gestione pandemica iniziata nel 2020 ricca di restrizioni della libertà in nome della tutela della salute. Pensiamo alle autocertificazioni, al lockdown, alle mascherine obbligatorie, al green pass, ai vaccini obbligatori e chi più ne ha più ne metta, con tutte le ripercussioni negative sull’economia reale. Bene, su questo punto in una sezione dal titolo “Italia 2027” la nostra visione, il Pd scrive: “La recente esperienza pandemica è stata affrontata, nonostante le oggettive difficoltà, con efficacia e rigore e ha nuovamente evidenziato il valore fondamentale della Sanità pubblica. Anche per questo decisivo impegno gli italiani continuano a dimostrare fiducia nel Ssn”.

Il testo continua con elogi e promozione sulla “cultura della salute”, cosa certamente lodevole, ma sempre omettendo quella famosa parola “libertà” che il centro destra nel suo programma non ha avuto il timore di menzionare e soprattutto di mantenerla complementare alla tutela della salute. Tuttavia, il Pd vuole garantire più assunzioni, remunerazioni più alte del personale sanitario, ma anche qui in forma evanescente, non emergono importi degli aumenti relativi a stipendi dei lavoratori coinvolti nell’incremento ipotetico della retribuzione e, senza specificare le relative cariche destinate a tale potenziamento del salario.

Un passaggio degno di nota del programma Pd è il seguente: “Vogliamo tutelare il diritto all’oblio oncologico, garantendo a milioni di persone guarite la possibilità di tornare a progettare la propria vita”.

A questo punto è necessario analizzare la questione in maniera profonda, perché è molto bello leggere l’intenzione di voler tutelare la possibilità di poter progettare una vita ed in tal senso è importante non dimenticare l’impossibilità di tutti gli italiani ad immaginare un futuro dignitoso per due anni di fila a motivo delle regole rigide e del massimo rigore che miravano al covid-zero stile cinese. Notare l’assenza di posizione nette a tutela sia delle libertà personali che della salute pubblica combinate tra loro non è un bel segnale per le imprese che hanno subito ingenti danni economici e per tutti i cittadini desiderosi di lasciarsi alle spalle restrizioni, lacci e laccetti di vario tipo per iniziare realmente a progettare una vita libera e serena.

Il 25 settembre è vicino, come detto in apertura vi sono come descritto nei programmi elettorali due idee politiche possibili. Quella innovativa e liberale del centro destra che immagina l’Italia priva di restrizioni con libertà garantite, meno tasse e progetti per la realizzazione di grandi opere e quella del Pd che applaude alla gestione della pandemia con obiettivi che puntano alla “cultura della salute” ed altri aspetti che spetta a voi approfondire. A breve saranno i cittadini a scegliere l’Italia che desiderano. Si chiama: “Libertà!”

Carlo Toto, 11 settembre 2022