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Covid, i carabinieri piombano a scuola

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Ormai stiamo raschiando il fondo del barile pandemico. Ieri, a Casto, nel Bresciano, è successo l’incredibile. Sapete tutti che in quella provincia è emergenza variante inglese. Sono state adottate rigide misure di contenimento – e non vogliamo certo affermare che bisogni infischiarsene dell’epidemia, piuttosto che intervenire tempestivamente per limitare i danni. Ma certe manifestazioni, più che un mezzo di profilassi, sono l’anticamera della dissoluzione psicosociale.

Ebbene: in una scuola media del paesino, che doveva essere chiusa perché l’area è in zona arancione rafforzata, si sono addirittura precipitati i carabinieri. Sapete qual era il gravissimo illecito in atto? Nell’edificio c’era una quindicina di studenti, inclusi alcuni disabili. Evidentemente, ragazzi che le loro famiglie, fatte da genitori che non stanno a girarsi i pollici tutto il giorno, ma sono costretti a lavorare, non saprebbero come accudire. E allora, che si fa? L’unica cosa possibile per chi non ha il triplo stipendio da devolvere a baby sitter e assistenti domestiche, come l’alta borghesia delle metropoli: li si manda a scuola. Che nel caso dei giovani affetti da disabilità, non è solo un luogo di apprendimento, ma letteralmente di cura e assistenza.

E invece l’Italia, ormai, è la patria della didattica a distanza. È l’unico Paese d’Europa in cui, da un anno, i nostri figli trascorrono più tempo a casa che in classe. Così è stato anche oggi: i carabinieri hanno prelevato dieci di loro e li hanno rispediti dai genitori. Segnalati addirittura al tribunale dei minori, per omessa sorveglianza. Cos’altro ci aspetta? Le teste di cuoio in università?

Nicola Porro, 3 marzo 2021

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Pablo
Pablo
15 Marzo 2021 15:09

Con tutto il rispetto per le ffoo, ma farebbero meglio a rispedire a casa clandestini e spacciatori. O almeno a controllarli un po più severamente.

Nello
Nello
6 Marzo 2021 8:13

Veramente sarebbe ora di finirla con questa farsa del covid e abusi di potere prima o poi bisognerà ribellarsi,perché non fanno intervenire i veri esperti in materia e non queste prime donne che si fanno vedere in tv e pagati profumatamente a spese nostre?abbiamo degli emeriti scenziati ma non li fanno parlare perché?

Antonella Goi
Antonella Goi
5 Marzo 2021 22:02

Marina, sono un’insegnante della scuola “incriminata”. Orgogliosa di esserlo. Grazie di aver spiegato claris verbis quello che noi insegnanti abbiamo spiegato con la pratica quotidiana. Antonella Goi

Dsvide
Dsvide
4 Marzo 2021 20:09

Si però finché stiamo a guardare….

Cristina
Cristina
4 Marzo 2021 19:08

Buonasera Porro, abito in un paesino che dista 5 km da Casto, conosco bene il preside ( grande persona e grande professore ce ne fossero di Luca Bonomi) purtroppo qui si vive nell’era fascista quando dovevi stare attento a come comportarti, comunque la situazione da noi non è tranquilla ma ci vuole anche un po’ di senso civico e mettersi nei panni dei genitori di questi bambini perché sono ancora bambini, sono convinta che hanno agito in buona fede per farli entrare in classe per varie problematiche. Concludo con la speranza che tutto questo finisca presto e che i nostri ed i miei figli tra qualche anno non abbiano bisogno di psicologi

marco
marco
4 Marzo 2021 18:55

Per lo stupidario giornaliero del virus

Marco
Marco
4 Marzo 2021 18:17

Buonasera Caro Nicola, prima di tutto, vorrei precisare che non appartengo alla categoria delle Forze dell’Ordine e quindi non sono qui a difendere o a colpevolizzare nessuno. I Carabinieri sono ufficiali pubblici, dipendenti dello Stato e come tali, non possono e non potranno mai agire senza un ordine partito dall’alto. Il fatto di essere piombati su una scuola, non credo sia una decisione presa all’ultimo minuto. Avranno ricevuto un ordine ben preciso, o una segnalazione da parte di una persona che secondo lei, ha notato un assembramento di ragazzi. Il fatto che i Carabinieri abbiano prelevato dei ragazzi, riportandoli dai loro genitori è certamente una cosa che non stà, ne in cielo ne tanto meno in terra. Ma in questo caso, il Preside avrebbe dovuto prendere dei provvedimenti. Il fatto che ti trovi d’avanti a un uomo in divisa, non ti può escludere dal tuo sacrosanto diritto, di chiedere dei chiarimenti. Ovviamente in casi come questi, usare il buon senso sarebbe la cosa migliore. Oltretutto sapendo che all’interno della scuola, c’erano dei ragazzi disabili. Detto questo, mi rivolgerei al capo pattuglia che in quel momento, non è stato in grado di gestire la situazione e sarei felice per un suo spontaneo chiarimento a riguardo. Purtroppo in tutte le categorie, esiste il personaggio che non vuole ascoltare ragioni, sopratutto quando si… Leggi il resto »

Luciano Motz
Luciano Motz
4 Marzo 2021 17:22

Follia pura!