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Covid, il medico denuncia: “Potevamo salvare 6mila vite”

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L’Italia è quel Paese che ha una strana vocazione: se la canta e se la suona da solo. Ricordate il famoso modello italiano durante il governo di Giuseppe Conte, risultato un disastro, tant’è che abbiamo dovuto sostituirlo con quello attuale di Mario Draghi? Ci risiamo: la storia del green pass viene vista come una sorta di avanguardia mondiale. Eppure, gli altri paesi hanno un numero di vaccinati anche inferiore al nostro e sono riaperti, mentre noi dobbiamo procedere nella nostra vita civile “incivile” con il lasciapassare.

E che dire poi della questione delle cure? Soltanto adesso, grazie ad una serie di campagne stampa (come quella della Verità o della trasmissione di Mario Giordano) stanno venendo fuori storie delle cure alle quali si sarebbe potuto ricorrere. Invece noi abbiamo affrontato tutto, da una parte, con la storia della vigile attesa che portava direttamente all’ospedale, al ricovero e al camposanto e dall’altra abbiamo puntato tutte le carte col vaccino.

Ma scusate: è meglio avere al proprio arco una sola o più frecce? Oggi viene fuori un’altra storia incredibile: sul Corriere del Mezzogiorno c’è una pagina intera in cui Ivan Gentile, ordinario di malattie infettive al policlinico Federico II, dice che se avessimo utilizzato la cura dei monoclonali avremmo salvato migliaia e migliaia di malati. Lui dice che in questo modo avremmo risparmiato, usando i monoclonali sul 90 per cento dei malati a rischio, 13.798 ricoveri e 6.313 morti nel Paese.

Stiamo parlando di numeri reali. Quante vittime si sarebbero evitate se avessimo puntato su cure serie concrete e alla nostra portata? Questa è la domanda alla quale si deve rispondere. E se non ci siamo incamminati su questa strada seria clinicamente percorribile, lo dobbiamo ad un unico fattore: quello di aver creato, attraverso il governo, il ministero della sanità e il circo mediatico istituzionale, un vero e proprio clima di terrore nel Paese che era funzionale soltanto alla inadeguatezza di chi doveva affrontare la questione e ha preferito ricorrere alla paura e allo stato di emergenza.

Questa la questione centrale quando parliamo di Covid in Italia.

Giancristiano Desiderio, 1° ottobre 2021