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Virostar in astinenza

Covid, la gufata della Viola (che non ci sta)

In Ucraina c’è la guerra. I bambini muoiono sotto le bombe. Ma le nostre virostar insistono col Covid

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Va bene: la guerra ha spazzato via il Covid dalle prime pagine dei giornali. Però non ha piegato la resistenza, questa sì davvero eroica, dei virologi star da salotto. I quali, trovatisi improvvisamente senza la prima pagina assicurata o l’invito in una qualche trasmissione tv, sembrano quasi in astinenza da visibilità.

Coronavirus, allarmi continui

Alcuni di loro, vedi Walter Ricciardi, insistono nel seminare un po’ di panico, affermando che presto vedremo “un incremento della curva epidemica”. “La fine dell’emergenza giuridica non corrisponde alla fine dell’emergenza sanitaria – spiega l’uomo che sussurrava a Speranza – Il Covid è la terza causa di morte in Italia dopo i tumori e la malattie cardiovascolari”. Altri chiedono la mascherina in eterno, magari pure all’aperto. E non mancano neppure gli allarmi sulla nuova variante Xe, di cui in realtà ancora sappiamo veramente poco. Il tutto nella speranza, chissà forse magari, anche di riconquistare uno strapuntino di prime time.

La (pessima) via italiana al Covid

Ora: nessuno qui nega l’esistenza del virus. Né che l’emergenza ci sia stata. Il punto è, ed è sempre stato, la risposta italiana alla pandemia: l’emergenza eterna, l’ascolto dei profeti di sventura, la via delle chiusure, delle restrizioni, dei divieti e del green pass. Avete presente quello che vi abbiamo raccontato ieri? Mentre il Paese va verso le sbandierate riaperture, per i bambini dell’asilo le regole si inaspriscono: nei mesi più duri dell’epidemia alla materna si potevano non indossare le mascherine, dal 1 aprile sono obbligatorie ma solo per i pochi sfortunati che durante l’anno scolastico compiono 6 anni. Che senso ha? Nessuno.

Covid, la gufata della Viola

Come poco senso ha questo insistere dei virologi nel cercare a tutti i costi un posto al sole del dibattito pubblico. Adesso i veri pericoli sono la guerra a due passi dalle nostre capitali, il timore di una escalation nucleare, la sicura inflazione (che corre a ritmi sfrenati) e la possibilità che gli aumenti del costo dell’energia portino alla chiusura di migliaia di aziende. Non vi sembra più urgente, adesso, pensare a questo? No, ovviamente. Antonella Viola, ascoltatissima esperta, oggi ci spiega che chi contrae il covid rischia di sviluppare il diabete. “Tiè”, corna, amuleti e gesti apotropaici vari: possibile che la liturgia del terrore debba continuare anche mentre in Ucraina i bambini muoiono sotto le bombe?