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Covid manager, l’ultima follia per rovinare i matrimoni

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Non bastavano l’obbligo di mascherina ogni volta che ci si alza, i tavoli distanziati, le limitazioni al buffet, i balli mantenendosi ciascuno lontano due metri dall’altro. I matrimoni, che finalmente potranno ripartire dal prossimo 15 giugno con tanto di green pass, saranno funestati dall’ingombrante presenza di una figura resa obbligatoria dalle disposizioni governative e che dovrà essere garantita da tutti i gestori dei locali, per le feste con almeno 50 invitati: il Covid manager.

Covid manager, cosa fa

Questa specie di poliziotto sanitario, introdotto per la prima volta in una catena di hotel tedeschi ma già sperimentato da alcune Regioni italiane, dovrà verificare il rispetto di tutti i protocolli durante lo svolgimento della cerimonia. Solo che gli stessi esercenti lamentano: “Nessuno ci ha detto come funzionerà”. Teoricamente, il Covid manager dovrebbe verificare il mantenimento delle distanze, il posizionamento delle barriere di plexiglas, la presenza dei dispenser di gel igienizzante e, soprattutto, dovrebbe monitorare il comportamento degli ospiti.

La Palombelli contro il Covid manager

Il rischio non considerato

La domanda da rivolgere a chi ha inventato questi regolamenti – e che, peraltro, ha previsto l’impiego del green pass, quindi la possibilità di accedere al ricevimento solo se si è immuni o negativi a un tampone – è se abbia presente cosa significa, semplicemente, vivere.

È possibile sposarsi con una specie di “guardia” che richiama chiunque osi improvvisare un ballo di coppia? È un matrimonio, questo? È un bel modo di celebrare quello che dovrebbe essere un giorno indimenticabile, forse il più bello della propria vita? Quante persone che stavano pensando di riprogrammare per quest’estate la loro cerimonia, rinunceranno esattamente per evitare di dover sopportare la psicopolizia del Covid pure mentre pranzano?

Il rischio che i maghi della burocrazia non hanno considerato è questo: o il Covid manager è destinato a rendere i matrimoni un inferno; o, essendo comunque un dipendente del gestore del ristorante, si guarderà bene dall’infastidire gli ospiti e, quindi, tecnicamente sarà del tutto inutile. Ma è un problema che questi signori che scrivono le regole si sono posti? La sensazione è che, da un anno a questa parte, si producano in serie norme e divieti con puro spirito burocratico e senza alcun senso della realtà.