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Covid, scoperta clamorosa: la variante Delta si auto-estingue

Lo studio dell’Istituto nazionale di genetica del Giappone: troppe mutazioni hanno portato il virus al blocco evolutivo

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Dopo due anni di sfortune e notizie negative, un po’ di ottimismo ci vuole. E di positività sulla strada lastricata di allarmismo ne sparge un pochino la notizia che arriva dal Giappone. Possiamo riassumerla così: la variante Delta, lo spauracchio dei televirologi prima che scovassero la Delta Plus, si auto-estingue. O almeno è questa la conclusione cui sono arrivati gli studiosi dell’Istituto nazionale di genetica del Giappone, secondo cui la mutazione di coronavirus si sarebbe replicata così velocemente da accumulare nella proteina non strutturale nsp14. Errori che ne hanno compromesso la capacità di correggersi e dunque di replicarsi. Portandola all’auto-estinzione.

La variante Delta si estingue?

Direte: e quindi? Quindi nel Sol Levante le cose col Covid stanno andando decisamente meglio. Il governo metropolitano di Tokyo, per dire, ieri ha registrato solo 5 casi di coronavirus su 13 milioni di abitanti. Solo cinque, e non è un caso. Da un mese a questa parte i casi dal 17 ottobre non salgono mai sopra i 50 casi. “L’ipotesi della ricerca giapponese – dice l’immunologo Mauro Minelli all’HuffPost – fa emergere per la prima volta i punti deboli del Covid-19: il virus che pensavamo invulnerabile, a furia di mutare, è rimasto impigliato nelle sue stesse mutazioni evolutive, con il risultato di immobilizzarsi da solo. È un precedente da tenere bene in considerazione, anche ai fini della ricerca scientifica e dell’immunoprofilassi”.

Lo studio del Giappone

A presentare la ricerca dell’Istituto giapponese ci ha pensato nei giorni scorsi il professor Ituro Inoue, capo della ricerca che ha studiato l’auto-estinzione della variante Delta. Sebbene all’inizio questa mutazione avesse “soppiantato le altre varianti”, “man mano che le mutazioni si accumulavano alla fine il virus” sarebbe “diventato difettoso” perdendo la capacità di replicarsi. “Considerando che i casi non sono aumentati – ha spiegato al Japan Times – pensiamo che a un certo punto si sia andato verso l’estinzione naturale a causa delle mutazioni”.