Da Zan agli inginocchiamenti: 8 aforismi sul tempo delle stronzate

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1. Mettiamo il caso che io giochi in Nazionale (c’è poco da ridere; è un’ipotesi realistica, giocavo a centrocampo poi, purtroppo, mi hanno fatto studiare). Dunque, gioco in Nazionale. Tutti si inginocchiano. Solo io resto in piedi. Dopo la partita il “giornalista collettivo” prova a farmi sentire in colpa. Dice: “Perché non si è inginocchiato? Non capisce che così danneggia la battaglia dell’antirazzismo per un mondo migliore e trasmette un messaggio sbagliato?”. Mi fermo. Lo guardo. Conto fino a 3. Rimando indietro le sante parole che potete immaginare. Dico: “Ci voleva uno, almeno uno che dissentisse. Il dissenso è libertà. E senza libertà la stessa battaglia dell’antirazzismo, peraltro ideologica e strumentale, sarebbe priva di senso e insostenibile”. Ogni movimento antirazzista che cancella la cultura della libertà (accade con la cancel culture) rende impossibile la giustizia, l’eguaglianza, l’emancipazione, esattamente come chi pretendendo di essere padrone del Gioco rende impraticabile il calcio. L’antirazzismo non deve aspirare a cancellare la cultura della libertà dell’Occidente ma, come ogni uomo, deve ad essa innalzarsi.

2. Vincerà gli Europei il calciatore che resterà in piedi e non si inginocchierà, resistendo al conformismo e alla schiacciante pressione dei mass-media. Dimostrando con la vita che il gioco non ha padroni.

3. I giocatori che non si sono inginocchiati sono criticati dalla solita sinistra conformista. Bruno Neri non alzò il braccio resistendo al conformismo, alla tirannia, al fascismo. Bruno Neri si inginocchierebbe? Non lo so. Ciò che so è che non alzò il braccio.

4. Enrico Letta: “Tutti gli azzurri inginocchiati”. In pratica, siamo al “chi non salta juventino è”. Il livello mentale questo è.

5. Papa Francesco, il cui francescanesimo la sinistra ci ha da subito invitato a seguire per salvare il mondo, è diventato in mezza giornata un puzzone gesuita. Perché? Perché, purtroppo, è toccato alla Chiesa fare la parte laica nel dibattito sull’incostituzionale e integralista ddl Zan.

6. La Chiesa, quando non è teocrazia ma ecclesia pressa, libera, secondo il grande insegnamento di Cavour, è il più grande antidoto agli abusi del potere statale. Chi parla in modo sgraziato di ingerenza vaticana e di laicità dello Stato non sa proprio cosa sia la laicità: la forma secolare del mito religioso. La laicità a cui si appellano è l’ingerenza ideologica nelle vite e coscienze, nella totale indistinzione di Stato, morale, libertà. Una sorta di Anticristo che va dal ddl Zan alle genuflessioni da stadio. È questo il più grottesco fallimento della “scuola pubblica” che è “scuola privata di Stato” : insomma, monopolio della cultura o dello spirito. Una forma di teocrazia senza Dio, che è ciò a cui la Chiesa, ricorrendo alla stessa Costituzione concordataria, si sta opponendo.

7. L’ignoranza dei nostri tempi è pari solo alla loro supponenza. Il deputato del M5s, Pasquale Maglione, è relatore alla Camera del ddl sulla “biodinamica” con cui si legittimano in agricoltura pratiche esoteriche o stupidaggini come il seppellimento di corna di toro ripiene di escrementi. Voi capite perché Teoria generale delle stronzate. Come si distrugge una nazione (Castelvecchi) è un libro necessario!?

8. Hannah Arendt diceva che il soggetto ideale del regno totalitario non è il nazista convinto ma l’uomo per il quale la distinzione tra fatti e finzione (ossia la realtà dell’esperienza) e tra vero e falso (cioè le norme del pensiero) non esiste più. Il nostro è il tempo di questa indistinzione. Ecco perché la vera emergenza è culturale e riguarda la liberazione della scuola dal monopolio statale e il recupero della facoltà di giudizio per distinguere vero e falso, reale e irreale, esistente e finto, sostanza e stronzate.

Giancristiano Desiderio, 25 giugno 2021

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