Commenti all'articolo Dalla Francia all’Italia scoppia la guerra delle pensioni

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Orlo
Orlo
9 Dicembre 2019 14:06

Sistema a ripartizione da rivedere. Altro che quota 100.

20 miliardi buttati in der wc!!!

Prima gli itagliani…mi raccomando credeteci fortemente!

rokko
rokko
9 Dicembre 2019 2:04

Sono d’accordo con il contenuto dell’articolo. Preciso inoltre che la quota per le pensioni a carico della fiscalità generale è circa 30 mld (bilancio inps 2018), se però aggiungiamo le prestazioni assistenziali erogate dall’inps arriviamo alla follia di circa 100 miliardi. Queste cifre significano una sola cosa: pensioni sempre più a rischio nel futuro e tasse sempre più alte.

La soluzione è una sola: incentivare la natalità, al contempo riducendo la spesa pensionistica (aumentando l’età pensionabile oppure riducendo l’importo delle pensioni o riducendone il numero).

Sandro Cecconi
Sandro Cecconi
8 Dicembre 2019 21:44

“Non sono però d’accordo sul rapporto tra investimenti pubblici ed investimenti privati: i secondi non sono determinati dai primi.”

Non è così. Gli investimenti privati non possono essere messi in moto se non dopo quelli pubblici. Infatti le due tipologie sono sinergiche. Mentre quelli pubblici si debbono occupare di infrastrutture secondo un piano strategico di sviluppo a breve, medio e lungo termine, quelli privati si dovranno occupare di insediamenti produttivi a livello industriale e dei servizi. Le porto un esempio. Sa che in Italia noi paghiamo una tassa occulta di circa il 10/15 % sulle merci che le aziende sono costrette a mettere come ricarico sui prezzi perché non abbiamo infrastrutture di logistica?

Sicuramente avrà scoperto che soltanto alcuni giorni orsono è stata inaugurata la stazione ferroviaria di Matera. Ma questi ci fanno o ci sono?

Ancora. Conosce la situazione portuale attualmente in Italia? E come potremmo instaurare commerci con tutto il nod Africa e il medio oriente? Eppure al tempo dei romani le vie di tali commerci era più che fiorente? Come possiamo pretendere investimenti italiani e esteri per il Sud se non viene distrutta qualsiasi tipologia mafiosa? Come possiamo aspettarci investimenti se non riformiamo seriamente l’intero pianeta”Giustizia” sia civile che penale.?

Italo Lanza
Italo Lanza
8 Dicembre 2019 18:02

Caro Leopoldo Gsparro, ho letto il tuo interessantissimo articolo; sono un Primario Medico Ortopedico in Pensione, il cui Ente pensionistico è stato prima inglobato nell’INPS, poi soppresso. Il mio commento riporta la storia documentata e presente in un articolo nel sito internet del mio Ente previdenziale, che è stato letteralmente scippato dai nostri politicanti. Il welfare italiano si basa su tre pilastri: sanità, assistenza e previdenza. In questo articolo trattiamo di assistenza e previdenza e della situazione finanziaria dell’INPS, la più grande gestione pensionistica obbligatoria all’interno della UE.La differenza tra assistenza e previdenza nasce dall’articolo 38 della nostra Costituzione che identifica la prima nel capitolo 1 e la seconda nel capitolo 2. L’assistenza ha come obiettivo quello di tutelare i soggetti in condizioni di bisogno ed è attuata direttamente dallo Stato, Regioni ed Enti Locali con risorse derivanti da imposte. Può esplicarsi in forme diverse: economiche o prestazioni sociali. La previdenza si basa, invece, su prestazioni derivanti esclusivamente dai contributi versati durante l’attività lavorativa (da parte dei lavoratori e dei datori di lavoro). Si tratta, in sostanza, di un salario “differito”. In ogni Paese dove la trasparenza e il rispetto per il cittadino è all’ordine del giorno queste due voci sono separate e ben distinte, in Italia, invece, sin dal dopoguerra, questa differenziazione è stata molto debole. I Governi che… Leggi il resto »