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Doppio standard a sinistra

Danimarca, i “buoni” di sinistra spediscono i migranti in Ruanda

Altro che Meloni e Piantedosi: la politica “migranti zero” più dura d’Occidente la mette in campo la socialdemocrazia danese

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Un pezzo pubblicato su Italia Oggi diretta da Magnaschi ci spiega cosa succede in Danimarca, Paese notoriamente democratico. Bene: mente l’Italia per i giornali diventa la succursale del Ventennio fascista solo perché chiede alle Ong di non sbarcare tutti i migranti nel Belpaese, il governo danese (di sinistra) manda gli stranieri in Ruanda. Traduco: arrivano i migranti, li mettono su un aereo e li portano in Ruanda. E non stiamo parlando di Ron De Santis in Florida, oppure di Meloni o Piantedosi, ma della socialdemocrazia danese. Non solo. Sapete cosa fanno? Affittano le prigioni in Kosovo per chi delinque. E noi stiamo qui a stracciarci le vesti per i rave party oppure per le navi umanitarie tenute al largo della Sicilia?

Nel pezzo su Italia Oggi, firmato da Tino Oldani, si legge come la premier Mette Fredericksen sta impostando la sua strategia “zero migranti”: “Primo punto: con un progetto simile a quello di Boris Johnson, i richiedenti asilo saranno trasferiti in Ruanda. Punto secondo: i migranti che delinquono, dopo la condanna, saranno trasferiti in carceri del Kosovo, prese in affitto. Punto terzo: i permessi di soggiorno già concessi saranno ritirati agli immigrati provenienti da Paesi in cui la situazione è migliorata per la fine della guerra”. Vi è chiaro? E pensare che quando BoJo aveva pensato la stessa identica soluzione, i partiti di sinistra di tutta l’Europa – compreso quello italiano – avevano dato vita a una levata di scudi per stigmatizzare il cattivone conservatore. Se invece a portare avanti politiche anti-stranieri, finanche richiedenti asilo, è un partito di sinistra… beh: allora tutti zitti.

Ps: Giorgia Meloni nel suo discorso alla Camera ha assicurato che il diritto d’asilo non verrà toccato. Per fortuna non ha deciso di seguire l’esempio dei socialdemocratici danesi…

dalla Zuppa di Porro del 4 novembre 2022