De Luca insulta i no green pass: “Pippe, via dalla Campania”

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Siamo poi sicuri che gli intolleranti, a questo mondo, siano i no vax? No perché a leggere alcune dichiarazioni di politici, tuttologi e scienziati, qualche dubbio inizia a venire. Non che sia nostra intenzione fornire lezioni di democrazia, ma sentir dire un presidente di Regione che “in Campania non c’è diritto di cittadinanza per i “no green pippe“, beh: forse qualche dubbio sul concetto di “rispetto delle opinioni altrui” viene eccome. No? Oggi il presidente De Luca ha incontrato gli attori di Un Posto al Sole, la soap opera ambientata a Posillipo che compie 25 anni di vita. Tra gli attori presenti c’erano anche alcuni che hanno prestato, legittimamente, il loro volto per la campagna di sensibilizzazione per la vaccinazione anti Covid-19. Giustissimo, bravi, bis. Lo diciamo da tempo che vaccinarsi è buono e giusto. Ma una cosa è essere favorevoli al siero anti-Covid e un’altra e piegarsi al coro unico dei favorevoli al green pass.

De Luca e il green pass

“Ieri – ha detto De Luca – mentre facevo un’iniziativa alla Città della Scienza, mi arriva la notizia che abbiamo 11 bambini e 5 insegnanti positivi in una scuola a Qualiano. Facciamo il contact tracing ricostruendo i rapporti che hanno avuto questi bambini, andiamo nelle famiglie e sono tutti figli di genitori non vaccinati. È una cosa che mi fa impazzire. Che c’entra questo con lo stato di diritto, con queste palle degli intellettuali radical chic?”. A chi si riferiva? Mistero. Poi De Luca ha aggiunto: “Cioè tu rivendichi come tuo diritto il diritto di contagiare i tuoi figli e di mandare i tuoi figli a contagiare altri bambini nelle scuole, nelle quali puoi trovare un bambino immunodepresso che è in cura magari al Santobono, o al Pascale, per problemi oncologici, di leucemia. Questa totale perdita di senso civico e di senso di responsabilità è una cosa che mi fa impazzire”. Da qui l’idea che “in Campania non c’è diritto di cittadinanza per i “no green pippe” e la minaccia: “Non illudiamoci, se continuiamo a distrarci, a novembre richiudiamo”.

Ora, occorre forse ricordare a De Luca un paio di cose. Primo: il vaccino non è obbligatorio. Si può biasimare chi sceglie di non inocularsi il siero, mettendo a repentaglio la propria vita. Ma se lo Stato garantisce libertà di scelta, trattarli come dei minorati non è che sia proprio carino né democratico. Secondo: essere contro il green pass, o “no green pippe” come dice lui, non significa essere contro i vaccini. Semplicemente, come Agamben e Cacciari, vuol dire mettere in allerta il sistema sulle continue limitazioni imposte alle nostre libertà. E far presente che impedire a un cittadino di lavorare se non aderisce alla profilassi non sta né in cielo né in terra. Terzo: è proprio così difficile accettare che qualcuno la pensi diversamente sul lasciapassare verde?

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