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Ranucci, delirio Schlein: “Libertà a rischio in Italia”. Meloni: “Si vergogni”

Dalle fake news all'attentato a Ranucci, la leader Pd getta ombre sul governo. La replica del premier è categorica

meloni schlein Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Elly Schlein è tornata in versione resistenza permanente, ma questa volta l’ha sparata veramente grossa. Dal Congresso del Pse, davanti a un pubblico già convinto, ha scagliato il suo ennesimo anatema contro “l’estrema destra al governo”. Meloni colpevole di tutto: tagliare la sanità, la scuola, la spesa pubblica e pure l’aria, probabilmente. Peccato che i numeri — quelli veri — raccontino tutt’altro. Ma purtroppo non si è fermata qui.

Andiamo per gradi. La sanità? I fondi aumentano, anche se non abbastanza (e su questo potremmo discutere). E comunque i numeri parlano chiaro: i governi Pd hanno usato la forbice per ridurre i fondi destinati alla sanità, dati Gimbe. La scuola? Stesso discorso. La spesa pubblica? Altro che tagli: cresce da anni, compresa sotto i governi di destra. Ma nel racconto di Schlein non serve la realtà: basta la narrazione. “Tagliano tutto”, dice lei, e giù applausi.

Ed eccoci alla solita accusa: “Propaganda, odio e polarizzazione. La settimana scorsa Meloni a Firenze ha detto che l’opposizione è peggio di Hamas”. Interessante che a dirlo sia chi, da mesi, non fa altro che dividere il Paese in buoni e cattivi, fascisti e democratici, oppressi e oppressori. Ma l’attacco più spregevole arriva nel finale, dove sembra lasciare intendere un collegamento tra l’attentato a Sigfrido Ranucci e la Meloni: “Voglio solidarizzare con Ranucci vittima di un attentato terribile: la libertà e la democrazia è a rischio quando l’estrema destra è al governo”. Senza vergogna. Tanto da costringere il premier a intervenire in tackle: “Siamo al puro delirio. Vergogna, Elly Schlein, che vai in giro per il mondo a diffondere falsità e gettare ombre inaccettabili sulla Nazione che, da parlamentare della Repubblica italiana e leader di partito, dovresti rappresentare e aiutare”. Fare opposizione non significa dipingere un Paese che non esiste e gettare ombre vergognose, ma la Schlein evidentemente non lo ha ancora capito.

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Schlein si presenta come la paladina dei diritti e della giustizia sociale, ma finisce per ripetere gli slogan di una sinistra anni Settanta che non ha ancora metabolizzato il fatto di essere diventata establishment. E mentre lei sogna un Paese “inclusivo e socialista”, la gente reale si preoccupa di mutui, inflazione e stipendi. Non è una leader credibile ma soprattutto non è all’altezza per incarichi di rilievo, oggi lo ha dimostrato per l’ennesima volta. La segretaria del Pd parla come se fosse all’opposizione di un regime, non di un governo eletto. Ma forse, per certa sinistra, la vera tragedia democratica è proprio quella: che gli elettori abbiano scelto qualcun altro.

Franco Lodige, 18 ottobre 2025

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