Cronaca

Derby nel caos, poliziotti allo sbando. Lo sfogo del poliziotto: “Chi comanda a Torino?”

Ultras organizzati arrivano allo scontro, reparti insufficienti e agenti accerchiati. Le quattro domande dell'agente

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A meno di cinque mesi dai gravi fatti del 31 gennaio scorso, ci troviamo nuovamente costretti a porre domande che potranno apparire semplici, ma che racchiudono criticità profonde e mettono ancora una volta in evidenza le evidenti carenze nella gestione dell’Ordine Pubblico da parte della Questura di Torino.

In occasione dei derby non ci si trova di fronte a semplici tifosi o a “ragazzini”, bensì a gruppi ultras violenti e organizzati, con il dichiarato intento di cercare lo scontro. Alla luce degli episodi avvenuti già nella notte precedente, era ampiamente prevedibile che la situazione potesse degenerare. Eppure, la prevenzione messa in campo è apparsa insufficiente e inadeguata.

Ci chiediamo quindi:

  • Per quale motivo le due tifoserie sono riuscite ad arrivare allo scontro nei pressi di via Filadelfia?
  • Perché gruppi così pericolosi sono stati contenuti da un numero apparentemente esiguo di reparti, peraltro suddivisi tra i due fronti?
  • Per quale ragione non è stato disposto un intervento immediato e risolutivo?
  • Perché è stato consentito ai tifosi granata di oltrepassare lo sbarramento dei Carabinieri in via Paoli?

Ci siamo ritrovati con personale praticamente accerchiato, ultras in avanzata fino quasi al piazzale e, contemporaneamente, gruppi juventini in movimento nella stessa direzione. In queste condizioni il caos era inevitabile. Ci domandiamo inoltre se gli interventi di alleggerimento siano ormai scomparsi dai protocolli operativi e dai percorsi formativi dei funzionari preposti alla gestione dell’ordine pubblico. Oggi si percepisce un’evidente mancanza di fermezza, di coordinamento e di capacità decisionale.

Esiste forse una correlazione tra i continui ferimenti del personale e le responsabilità di chi dirige i servizi di ordine pubblico? Altrettanto grave appare il silenzio della Questura rispetto alle notizie diffuse sul ferimento di un ultras: ancora una volta si è lasciato spazio a ricostruzioni che hanno finito per addossare responsabilità alle Forze dell’Ordine, alimentando un clima pericoloso e ostile. All’interno dello stadio, la situazione non è stata meno preoccupante: una manifestazione sportiva condizionata da gruppi di delinquenti che hanno agito indisturbati. Manca fermezza. Mancano direttive chiare. Mancano decisioni tempestive.

E infine, ci chiediamo ancora per quanto tempo il personale in abiti civili, che ricordiamo, dovrebbe essere solo il dirigente del servizio, continuerà a operare senza adeguati dispositivi di protezione, senza armi, senza sfollagenti e senza caschi rendendosi difatti quasi irriconoscibili. Noi siamo bardati e loro affrontano il pericolo in maniche corte? Per qualcuno forse tutto questo può sembrare un gioco. Per noi no. Noi non vogliamo rischiare la vita a causa di scelte sbagliate, sottovalutazioni o mancanza di coraggio decisionale.

Andrea Cecchini, 26 maggio 2026
*Segretario Italia Celere

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