Politica

Detto, fatto: Travaglio insiste su Minetti. E ora Mattarella che fa?

Il Fatto torna in Uruguay e tira fuori altre testimonianze. La Procura ha smontato il teorema. Ma il Colle s'è ficcato in un guaio

Marco Travaglio Sergio Mattarella Minetti
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Noi alle storie raccontate dal Fatto Quotidiano su Minetti non ci crediamo granché. Sin dal primo giorno la storia puzzava lontano un miglio, come poi confermato anche dalla Procura Generale di Milano che ha confermato il parere positivo alla Grazia (poi ratificata anche dal Quirinale). Il problema, semmai, è la gestione del Colle. Ad aver rimediato la figura barbina sono infatti più gli uffici di Mattarella che i cronisti di Travaglio. Sono loro, con quel paradossale comunicato di aprile, ad aver “creduto” alle storie raccolte dal Fatto a tal punto da inviare un comunicato urgente urbi et orbi in cui si chiedeva al ministero della Giustizia di indagare ulteriormente sul fascicolo Minetti. Comunicato che -tra le righe- sembrava dare la colpa del pasticciaccio a Carlo Nordio, il quale poveraccio nulla c’azzeccava.

Beh. Quella corsa in avanti degli uffici del Quirinale ora rischia di costargli caro. Molto caro. E Marco Travaglio l’ha fatto capire chiaramente a Mattarella e soci l’altra sera da Lilli Gruber, quando ha accusato Re Sergio di essere un “amante del rischio” avendo chiuso la pratica in 24ore dopo la ricezione del nuovo fascicolo redatto dalla Procura generale in cui si smentivano, punto per punto, le contestazioni sollevate dalle inchieste del Fatto. E se Travaglio tirasse fuori nuovi testimoni, ci chiedevamo ieri, del tutto scollegati dall’istruttoria bis realizzata dalla Procura generale, cosa farà Mattarella? Ci “crederà” come fatto al primo giro? Ricomincerà tutto d’accapo?

Domanda lecita. Anche perché stamattina il Fatto è tornato sulla vicenda portando in prima pagina altre testimonianze di due presunti autisti che sostengono di aver portato prostitute al ranch di Cipriani a Punta del Este (in realtà anche il cronista ammette di non poter certificare che quelle ragazze andassero lì per prostituirsi). Una circostanza che secondo la difesa dell’imprenditore e di Minetti non sta né in cielo né in terra, e infatti sia negli Stati Uniti che in italia gli avvocati si apprestano a depositare una valanga di querele e richieste di risarcimenti per cifre che si avvicinano ai 250 milioni di euro. E forse li supereranno pure.

La Procura Generale di Milano ritiene inattendibili le testimonianze raccolte dal Fatto, si legge nel comunicato stampa, perché “risultano smentite da numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive, nonché dalle dichiarazioni rese ai Carabinieri da persone informate sui fatti“: “le affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni”, insomma, non sono vere. Ma per gli inviati di Travaglio queste due nuove testimonianze renderebbero credibile la massaggiatrice che, dice il direttore del Fatto, avrebbe dovuto essere ascoltata (e non è stato fatto) prima di bollarla come inattendibile. La domanda è: cosa fa ora il Colle, corre di nuovo dietro alle strambe teorie di Travaglio&co?

 

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