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Di cosa hanno paura gli italiani (che si lamentano troppo)

La maggioranza degli italiani teme la Terza Guerra Mondiale. Perché è necessario riscoprire i valori liberali

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Dal nuovo rapporto Censis emerge la descrizione di un popolo italiano malinconico e spaventato dagli eventi globali. Pandemie, guerre e crisi economiche hanno messo  a dura prova lo stato emotivo della popolazione. Sul piano dell’economia molti ritengono inaccettabile il divario sociale sempre più ampio tra ricchi e persone in stato d’indigenza.

Rischio Terza Guerra Mondiale

L’87,8% degli italiani odia il gap tra i salari dei manager e quelli dei dipendenti, mentre l’86,6% non tollera gli eccessi, i jet privati, le auto costose ed i bonus dei top manager. Il risentimento è presente  anche verso gli influencer per l’81,5%, a motivo di guadagni considerati spesso “immeritati perché non sempre accompagnati da competenze certe”. In aumento paure nuove: ormai l’84,5% degli italiani, in particolare i giovani e i laureati, ritiene che anche eventi geograficamente lontani possano cambiare le loro vite; il 61% teme che possa scoppiare la Terza Guerra Mondiale, il 59% la bomba atomica, il 58% che l’Italia stessa entri in guerra. Oltre metà degli italiani, inoltre, teme di rimanere vittima di reati sebbene nell’ultimo decennio le denunce siano in calo del 25,4%, gli omicidi volontari siano diminuiti del 42,4%, così come le rapine (-48,2%) e le case svaligiate (-47,5%).

Purtroppo, a mio modesto parere non richiesto, gli italiani negli ultimi anni hanno sposato esclusivamente la “moda del lamento”. È vero, la situazione sociale è difficile, ma oltre a sfogare  la frustrazione sotto i post di quei pochi in cerca di soluzioni attraverso commenti privi di contenuto, fuori tema e carichi di rabbia, raramente si assiste ad una partecipazione attiva per cambiare le cose in meglio. L’astensione elettorale è una prova non tanto dell’indignazione, ma della svogliatezza e della mancanza di responsabilità di un popolo pigro.

Pensiero liberale

Nonostante il quadro disastroso, almeno nel mondo dell’informazione c’è chi continua a lavorare instancabilmente per rigenerare un paese in senso “liberale”, penso a Nicola Porro che lanciò il bellissimo progetto della “Ripartenza” nel momento più aspro dell’emergenza sanitaria ed ancora oggi, grazie all’uscita del suo nuovo libro: Il Padreterno è liberale, prova ad avvicinare le persone ad una cultura della libertà, sempre più marginalizzata perché richiede l’impegno personale nella vita sociale e politica.

Ho citato l’operatività di Nicola Porro come esempio perché, in questo complesso scenario, il desiderio di un nuovo paradigma sociale e la necessità di un benessere generalizzato è presente nel popolo italiano e cresce di giorno in giorno, anche perché la percentuale di coloro in stato di povertà assoluta aumenta senza sosta.

Oggi, abbiamo un nuovo Governo guidato da Giorgia Meloni ed alleati, carico di buona volontà per migliorare le cose, ma la gente deve smetterla di lasciare deleghe in “bianco” ai politici senza nessuna partecipazione attiva e valutazione dell’operato. Prendersela sempre con il potere senza mettersi in discussione è da ipocriti e da ignavi. È giunto il momento di darsi da fare per edificare una nuova comunità. Se non ora, quando?

Carlo Toto, 4 dicembre 2022