Di questo passo diventeremo sudditi come nei Paesi comunisti - Seconda parte

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Ora siamo al bivio. Il nostro debito è troppo grande. Se non si reinstaura anche brutalmente e rapidamente una cultura del dovere, non saremo in grado di ripagarlo. Magari non subito perché c’è la Bce, ma tra breve succederà. La rivoluzione copernicana che dobbiamo fare è una rivoluzione di arretramento dello stato dall’economia, reinstaurazione della cultura del dovere, chiarimento e esplicitazione del ruolo dello Stato e dei suoi limiti, completa distruzione dell’enorme burocrazia basata sulla sfiducia nel cittadino. Purtroppo la rivoluzione passa proprio da un radicale cambiamento anche della vasta maggioranza di funzionari, burocrati, commissioni, task force, incaricati e consulenti che proprio dalla macchina pervicace dello Stato accentratore traggono il proprio sostentamento a ampio potere. Sono come il virus. Sono dentro di noi, difficilissimi da estirpare, si muovono e si riproducono costantemente… fino a che, a volte, uccidono il loro ospite, nella fattispecie noi stessi tutti insieme e cioè il nostro Stato.

Invertire questa deriva è difficilissimo. Chi ne parla viene additato come un pericoloso sovversivo, un “liberista” , un cultore del profitto a ogni costo, un capitalista che non ha capito il fallimento del modello ultra liberista.  Purtroppo è vero esattamente l’opposto: la difesa dei deboli (bambini, pensionati, i più poveri, i meno fortunati) passa razionalmente solo per una consapevolezza profonda sull’equilibrio tra generazioni, tra risorse generate e risorse impiegate, tra diritti e doveri, tra l’essere cittadini liberi invece che sudditi. Tuttavia dirlo chiaramente non è popolare, ne elettoralmente produttivo anzi l’opposto.

Nella storia chi ha provato a sopprimere le libertà dei privati nella convinzione che lo Stato sappia fare meglio (Cuba, URSS e paesi dell’est prima del 1989, Korea del nord, Iran per citare gli ultimi) ha sempre fallito. L’Italia è il prossimo interessante esperimento in corso sul tema.

Giovanni Cagnoli Presidente Carisma, 4 maggio 2020

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2 Commenti

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  1. lo dico da un pezzo che il loro obiettivo è l’urss e questa è un’occasione d’oro per accelerare con decisione

  2. L’esercizio della libertà

    Ogni uomo deve vivere attivamente la vita vera in libertà. L’uomo deve essere sveglio, attivo. La maggiore nostra necessità ora è l’esercizio della libertà personale. La libertà è più importante della sicurezza, la seconda deriva dalla prima. Non abituiamoci a questa nuova normalità. Appena finita l’emergenza si deve tornare alla vita, alla realtà, alla libertà: spaccarsi il **** lavorando a contatto diretto con la gente, partite di calcetto e di tennis, lunghe passeggiate e corse nei boschi e nei parchi, un bagno nelle nostre meravigliose spiagge, una giornata in montagna fra la natura, camminare in mezzo a un giardino e sentirne gli odori, andare a caccia e a pesca, le sagre di paese, il caffè e il cornetto, la pizza e il gelato senza plexiglass e mascherine, grigliate e tavolate infinite di amici, il darsi la mano e il baciarsi, fare l’amore con la propria fidanzata, la serie a, la moto gp, la formula 1, andare allo stadio, fumarsi una sigaretta su una terrazza mentre si fa un aperitivo, conoscere e abbracciare nuova gente, fare volontariato, andare in piscina, studiare insieme in biblioteca e in classe, andare a messa, stare con i nonni, uscire per una birra con gli amici in gruppi di minimo 5 persone, andare in discoteca e nei lidi, fare shopping nelle vie del centro, andare al cinema e a teatro, fare un pellegrinaggio nei nostri meravigliosi luoghi di culto, seguire le processioni dei patroni delle nostre città, andare al museo. Queste piccole cose sono la nostra libertà. Questa è l’anima dell’Italia. Noi non ci abitueremo a questa nuova forma di schiavitù, ma alzeremo la testa fieri delle nostre tradizioni e dei nostri modi di fare. W LA LIBERTA’. W L’ITALIA E LE SUE REGIONALITA’. ESERCITATE OGNI GIORNO LE VOSTRE LIBERTA’.

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