Caffè avvelenato

Draghi piange per i giovani che ha impoverito

Ogni giorno un po' di veleno sulle cose del mondo

Qui al bar ci ricordiamo la clamorosa confessione di Mario Draghi. Dicembre 2024, Parigi, simposio del Centre for Economic Policy Resarch. L’ex capo della Bce nonché ex premier italiano ammette che “le politiche europee hanno tollerato una bassa crescita dei salari come strumento per aumentare la competitività esterna, aggravando la debolezza del ciclo reddito-consumo”. In sostanza, due anni fa, Draghi riconosceva che l’Ue e l’eurozona, peraltro da lui guidata per nove anni, avevano portato avanti un modello basato sul depauperamento dei salari e sulla compressione della domanda interna, con lo scopo di rendere l’Europa più competitiva sui mercati globali, dove ovviamente pesa la concorrenza al ribasso di Pechino. La cinesizzazione del Vecchio continente.

Adesso, al bar, ci tocca sentire un’altra predica del signor banchiere, che deplora le “aspettative bloccate” dei nostri ragazzi. “I giovani”, ha detto ieri in un’intervista a Bloomberg, “hanno la sensazione che nessuno li ascolti”. Ed è a partire da questo che, secondo lui, bisogna interpretare i disordini nelle piazze. Toc toc, professore: ma non sarà anche un po’ colpa sua se le “aspettative” dei giovani sono “bloccate”? Se costoro pensano di non ricevere abbastanza attenzioni dagli adulti e dalle classi dirigenti? Deprimere i salari, comprimere i consumi: non è questo il modello che ha danneggiato prima i genitori e poi i figli? Va bene che lei lo ha denunciato due anni fa; ma anche nel 2024 era un po’ troppo tardi. Possibile che, pur facendo e dicendo tutto e il suo contrario, Draghi riesca sempre predicare dall’alto di un pulpito, manco fosse l’oracolo di Delfi?

D’altronde, il dottor professore è lo stesso che, da presidente del Consiglio, i giovani li ha tenuti ben richiusi, costringendoli con il ricatto a vaccinarsi perché se no avrebbero ucciso i loro nonni e comunque, anche se Camilla Canepa ci ha rimesso le penne mentre il ministro Roberto Speranza insisteva per diffondere urbi et orbi l’Astrazeneca, era peggio prendersi la miocardite dopo il Covid che dopo una dose di Pfizer. C’entrerà pure la distorsione cognitiva sperimentata durante la pandemia, con i problemi comportamentali di questi teppisti che mettono a ferro e fuoco le città? Qualche giorno fa, qui al bar, parlavamo dell'”unica grande Chiesa” che sognava Jovanotti. Ebbene, forse si sta realizzando: va dai cappellini di Gucci dei maranza fino al Quirinale, passando per le cravatte di Mario Draghi.

Il barista, 22 ottobre 2026

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