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Droga, Al Qaeda, migranti: cosa succede in Sudamerica

A volte pensiamo sia molto lontano da noi. Ma ci riguarda eccome. Ecco una serie di news dal Sudamerica che non leggerete altrove…

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di Paolo Manzo

Al Qaeda sbarca in Brasile

La struttura finanziaria di Al Qaeda ha una struttura oliata e molto attiva in America Latina, in particolare in Brasile. Lo ha dimostrato l’Office of Foreign Assets Control (OFAC) degli Usa che mercoledì ha identificato come agenti della rete terroristica in Sud America Ahmad Al-Khatib, un egiziano di 52 anni residente a San Paolo; Haytham Ahmad Shukri Ahmad Al-Maghrabi, anche lui egiziano, 38 anni e residente in Brasile dal 2015; e Mohamed Sherif Mohamed Mohamed Awadd, siriano di 48 anni. Attraverso società di facciata questi tre uomini hanno raccolto e riciclato denaro per finanziare le attività terroristiche di Al Qaeda.

I 3 agenti che lavorano a San Paolo per la rete di Al Qaeda erano legati a Mohamed Ahmed Elsayed Ahmed Ibrahim, uno dei più ricercati dall’FBI. Il Brasile è un centro di attrazione per le organizzazioni terroristiche globali perché contiene la più grande popolazione di immigrati con radici in Medio Oriente e che professano l’Islam. A San Paolo e a Foz de Iguazú, alla Triple Frontiera con Argentina e Paraguay, è dove si concentra la maggior parte del milione e mezzo di musulmani arrivati negli ultimi 20 anni in America Latina. È tra loro dove si nascondono gli agenti terroristi che raccolgono fondi per le loro organizzazioni come l’Hezbollah libanese che ha una macchina ben oliata che opera alla Triple Frontiera, così come reti più piccole di ISIS ed Al Qaeda. Lì l’Fbi statunitense sta cercando da due anni l’egiziano Mohamed Ahmed Elsayed Ahmed Ibrahim, per aver agito come agente di Al Qaeda e facilitatore degli attentati negli Stati Uniti dal 2013. Buona parte della cocaina che viene trafficata attraverso Bolivia e Perù segue una rotta in Africa occidentale attraverso il Maghreb, e da lì verso l’Europa, viene trasportata da agenti di Al-Qaeda. Propongo pezzo

Pelé è stato dimesso dalla clinica di San Paolo

La leggenda del calcio brasiliano Edson Arantes do Nascimento, meglio conosciuto come Pelé, è stato dimesso la Vigilia di Natale dalla clinica Albert Einstein di San Paolo dopo due settimane, per continuare il suo trattamento per il tumore al colon a casa. Pelé, 81 anni, aveva già subito un intervento chirurgico, a cui è seguita la chemioterapia. Da quando ha lasciato l’ospedale, Pelé ha pubblicato diversi messaggi sui social media festeggiando il Natale con la sua famiglia e ringraziando i follower per il loro sostegno.

L’OMS approva il primo vaccino anticovid prodotto in America Latina

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha approvato questo giovedì il primo immunizzante anticovid prodotto in America Latina. Si tratta di un vaccino AstraZeneca prodotto congiuntamente dalla società biofarmaceutica argentina mAbxience, che produce il suo principio attivo farmaceutico, e la Laboratorios Liomont de México, che miscela e rifinisce il prodotto per la distribuzione finale. Il vaccino AstraZeneca prodotto a livello regionale è già utilizzato in alcuni paesi dell’America Latina, ma la sua inclusione nell’elenco degli usi di emergenza dell’OMS ne faciliterà l’acquisizione e la distribuzione attraverso la cooperazione e i meccanismi di distribuzione dei vaccini come il PAHO Revolving Fund e il Covax.

La giungla di Darién, la Lampedusa verso gli Stati Uniti

Più di 121mila migranti sono entrati a Panama da gennaio a ottobre attraverso la giungla di Darién e così il 2021 diventa l’anno con il più grande flusso migratorio che il paese abbia mai registrato nella sua storia. Lo stretto di Darién è il grande spartiacque tra Panama e la parte settentrionale del dipartimento di Chocó in Colombia. La regione è inospitale ed è usata da paramilitari e narcotrafficanti, così come da bande che abbandonano, derubano e abusano sessualmente di migliaia di migranti che tentano di attraversare una distanza di circa 50 km all’interno della foresta vergine che separa le città di Acandí, in Colombia, e Bajo Chiquito, a Panama. Nel 2020, l’Unicef ha riferito che più di 20.000 bambini e 3.000 donne incinte hanno attraversato il Darién. Attualmente, il 65% dei migranti sono haitiani, che emigrano a causa della grave crisi politica ed economica del loro paese. Il resto sono cubani, venezuelani, asiatici ed africani.

Ecuador: Vaccino anti-COVID-19 dichiarato obbligatorio, prima nazione latinoamericana

L’Ecuador ha dichiarato la vaccinazione contro il COVID-19 obbligatoria per la popolazione dall’età di cinque anni a causa della presenza della variante omicron. Il Ministero della Salute ha sostenuto che la decisione era in linea con la Costituzione, che afferma che lo Stato deve garantire il diritto alla salute. Circa il 69% dei 17,7 milioni di abitanti del vicino settentrionale ha già ricevuto due dosi del vaccino.