Hamas continua a scegliere la guerra, rifiutando di consegnare gli ostaggi israeliani “vivi o morti”, proibendo ai civili palestinesi, donne e bambini, di rifugiarsi nei tunnel sotterranei, vietando loro, pena ritorsioni violente, di accettare il cibo dai convogli non gestiti dalle Ong ufficiali e complici. E usa la propaganda, vera o fasulla, per mobilitare il senso di colpa dell’occidente.
Per Hamas il valore della vita dei palestinesi è zero. Ciò che conta per Hamas è mantenere il potere sul futuro della Palestina, in combutta con l’Iran e i movimenti terroristi suoi simili dall’Iran alimentati.
Netanyahu e il suo governo di estrema destra clericale si trova perfettamente a suo agio nel “sistema Hamas”. Coglie l’occasione per uccidere quanto più numerosi attuali o futuri terroristi, progetta di estendere a Gaza e alla Cisgiordania il territorio di Israele, rinvia il momento della resa dei conti politica e giudiziaria nel suo paese, fa di tutto per impedire una soluzione diplomatica grazie alla mediazione americana e dei paesi arabi, spera di ridurre l’opposizione alla marginalità.
Europa e Usa dovrebbero coordinare le loro iniziative per spezzare questa spirale di violenza e crimini, ma l’instabilità mentale e/o politica di Trump rende ogni iniziativa improbabile.
Marco Taradash, 31 maggio 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


