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E Repubblica s’inventa il fascismo 2.0

La Repubblica si è rinnovata sotto la guida di Carlo Verdelli e sta progressivamente ritornando a essere simile all’Unità degli anni Cinquanta. Oggi leggiamo un articolo di Ezio Mauro, già direttore della Repubblica, secondo il quale, analizzando il presente, saremmo di fronte a un’orda di neofascisti che si vogliono impossessare del potere. Il riferimento è ai gruppi minuscoli di destra come Casa Pound, ma soprattutto a Salvini.

Questo fascismo, naturalmente, sarebbe diverso dal fascismo del regime mussoliniano: o meglio, sarebbe diverso nella forma ma uguale nella sostanza. Che però Mauro non precisa. E in effetti Mauro non può che usare parole a caso, visto che il fascismo è stata dottrina dello Stato nata da un movimento inizialmente privo di ideologia. Roba radicalmente diversa, se non addirittura opposta, alle idee secessioniste della Lega (ormai tramontate ma comunque che stanno alla base della sua storia).

A parte questo, Mauro rincara la dose e ci dice che tutti coloro che non condividono questa opinione sono negazionisti. A casa mia, con il termine negazionismo viene indicato chi nega il dramma e le proporzioni della Shoah. Usare questa parola, dunque, non è corretto: in questo modo prima o poi qualcuno potrebbe decidere di farla pagare ai “maledetti negazionisti”…

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14 Commenti

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  1. A MAURO VORREI RICORDARE CHE I VERI NEGAZIONISTI SONO LUI E I SUOI ACCOLITI…..
    O IL NEGAZIONISMO DELLE FOIBE , PER DECENNI, E’ PIU’ POLITICALLY CORRECT DELL’ ALTRO ???
    DELLE FACCE DI TOLLA INIMMAGINABILI !!!

  2. si tolga il “contributo carta” a repubblica e lo si dia ai poveri come “contributo carta igienica” sicuramente sarebbe speso meglio!

  3. A questo articolo rispondo con un suggerimento: guardate il film “Le vite degli altri” (Das Leben der Anderen) è un film del 2006 di Florian Henckel von Donnersmarck, vincitore del Premio Oscar per il miglior film straniero. È il lungometraggio di debutto del regista e sceneggiatore von Donnersmarck.
    Il dramma si confronta con la storia della DDR e indaga lo scenario culturale della Berlino Est controllata dalle spie della Stasi (Ministero per la Sicurezza dello Stato), temuto organo di sicurezza e spionaggio interni.

  4. Amico Gnocchi gli estremi si necessitano, se da una parte c’é Casapound, dall’altra ci sono gli anarchici e tutta la maramaglia dei centri sociali. Ma a questultimi si aggiungngino quelli che dal pre 1945 noi avevamo battezzato come i fascisti rossi. Oggi non si preparano piu per la presa del governo con la forza ma gli rimane il metodo della insinuazione del suggerimento di notizie false di giustificazioni inacettabili. A questo proposito mi ricordo dell’attentato di Via Rasella che i comunisti prepararono senza avvisare il Comitato Nazionale di Liberazione, e lo fecero sapendo, come tutti noi, il prezzo che il cittadino innocente avrebbe pagato mentre l’autore, in questo mondo pazzo, ricevette anche una medaglia. Quando chiedemmo spiegazioni per questa follia, la risposta fu che si voleva accendere il ripudio e l’odio deidittadini romani verso i tedeschi. Che bisogno c’era di creare un falso eroe, che scappó, al costo di cento plus vittime innocenti? Avrebbe cambiato la guerra? Avrebbe cambiato il sentimento dei cittadini di Roma contro i tedeschi? Fu solo un esempio della tattica di presentarsi nel postguerra come gli eroi a scopo elettorale. Erano sicuri di vincere, il modo non era importante.

  5. P.S. Ma reCAPTCHA rende un’ impresa sovrumana inviare un commento. Bene che vada passa al quarto tentativo. Irritante davvero. Fate qualcosa, chesso’ ! chiamate un navigator !

  6. Il guaio del welfare state è che ha ostacolato la selezione naturale che, se avesse potuto agire senza interferenze, avrebbe liberato l’umanità dai portatori del gene tarato del comunismo.

  7. Gli Americani definiscono “straw man”, uomo di paglia, un avversari creato apposta per opporglisi facilmente. Questo è oggi il fascismo per gli eroici antifascisti che gli si oppongono: un avversario facile facile da contrastare e abbattere. Ovviamente gli Italiani non sono stupidi e colgono la strumentalizzazione di questo ridicolo antifascismo e i risultati e i sondaggi elettorali sono lì a dimostrarlo.

  8. Una spiegazione articolata ma documentata trovata in rete:
    Il pensiero del comunista è organizzato su uno schema esclusivamente emotivo, che nega qualsivoglia parametro di realtà e che agisce sugli strati pulsionali e primitivi del sistema rettile del cervello.
    Il meccanismo psicopatologico è facilmente comprensibile con alcuni esempi. “Il comunismo ha sempre combattuto per la democrazia, la libertà e il benessere dell’uomo”. Ora, c’è qualcuno che possa documentare questa affermazione in un qualunque paese del mondo – dalla Rivoluzione di ottobre ad oggi? C’è qualche popolo che possa testimoniare sulla prosperità ottenuta e sui diritti individuali esercitati in un potere comunista? Nessuno.
    I disastrati apologeti ti risponderebbero che quello non era il “vero” comunismo, e che il vero comunismo è altro e altrove. “Il comunismo è il difensore delle minoranze e delle ragioni personali”. Dove? In Italia, dove il PCI espelleva l’omosessuale Pasolini per indegnità morale? In Spagna, paese europeo che ha conosciuto la più sanguinaria eliminazione degli anarchici alleati? All’Est? Dove in nome dell’ateismo di Stato vennero imprigionati e soppressi decine di migliaia di cristiani e le chiese trasformate in granai?
    “Il comunismo è per la pace tra i popoli”. È un po’ difficile da sostenere questa tesi da parte di una ideologia che ha procurato oltre cento milioni di morti, a meno che per pace non si consideri quella eterna cimiteriale di tutti gli oppositori attivi, e quella della censura poliziesca che ha riempito carceri e gulag di dissidenti di ogni tipo.
    Gli esempi potrebbero continuare, ma una domanda sorge spontanea: se questa è una malattia, quale potrebbe essere la cura? È qui che la questione si fa scottante.
    Il problema clinico è talmente grave che rientra in quei disturbi che vengono considerati non solo incurabili, ma addirittura intrattabili. L’ideal-tipo comunista è un narcisista talmente invischiato nella propria falsa identità che non può tollerare un confronto con la realtà.
    I suoi meccanismi difensivi sono quelli primitivi: la negazione, che allontana ogni responsabilità e presa di coscienza, e la proiezione, che rinvia ad altri ogni causa dei fallimenti e delle frustrazioni. Mentre da un lato c’è una percezione inconscia, e inammissibile razionalmente, del fallimento personale e politico, dall’altro subentra una compensazione patologica per affrontare il senso di impotenza e di delusione.
    La sua debolezza, la sua incompetenza e la sua disgrazia esistenziale scatenano delle reazioni eccessive che, alla fine, diventano un vero e proprio abito mentale ed una struttura caratteriale. Il comunista non accetta l’incertezza, quindi la dialettica ragionata, ma vive e si relaziona con l’altro e il mondo circostante solo attraverso il filtro del sospetto e della diffidenza, perché le sue difese psicotiche – fondamentali per sostenere una pur distorta immagine idealizzata di sé – gli impediscono di confrontarsi con punti di vista altrui, di accettare un livello di fiducia, di condividere ipotesi e prospettive.
    Il mondo comunista è una “pseudocomunità paranoide”, cioè un sistema immaginario dentro al quale c’è la verità e la giustezza, mentre fuori prevale un dispositivo persecutorio e cattivo.
    Tale stato psichico comporta necessariamente un unico sentimento: l’odio. In altre parole, se tutto è interpretato contro di lui, tutto è nemico, quindi da odiare e da distruggere. All’interno di questa logica perversa e regressiva, il contraddittorio non può essere tollerato e l’unica azione possibile è tacitare chiunque sia percepito come un pericolo per la propria identità contraffatta e malata.
    Stravolgimento della realtà, negazione della stessa e presunzione di verità assoluta da imporre con ogni mezzo. Questa è la dinamica paranoica e comunista. Si racconta da parte di Trockij che di fronte ad un progetto velleitario e inconcludente Lenin questi abbia risposto: “Se il mio piano contrasta con la realtà, peggio per la realtà”. Lenin ha fallito, il comunismo è miseramente finito, l’unica cosa certa – al di la dell’impossibile dialogo – che questi relitti rimasti moriranno pazzi.
    Consiglio un libro introvabile “PSICOPATOLOGIA DEL COMUNISMO” … aiuta a capire con chi abbiamo a che fare quando tentiamo un confronto con chi si dichiara di sinistra.

  9. Sapesse, gentile Gnocchi, come vorrei farla pagare ai cretini che s’inventano ogni idiozia perchè son servi d’una ideologia che la Storia ha già condannato.
    S’inventano il negazionismo loro che negano ogni delitto che hanno commesso verso questo paese fermandolo nella crescita economica, dando benestare a ladri e criminali, grattando nelle tasche degli italiani perfino facendo pagare loro le pensioni ad una torma di sindacalisti parlamentari e pubblici amministrativi, negano d’essere incapaci benchè ce ne sia prova.
    Non vengono sfiorati dal dubbio che forse la gente è talmente stufa delle loro mani sul paese che, benchè sia giovane o relativamente giovane, non sa più a che santo votarsi per liberarsi da questa tigna rossa. Poi, si presume che un giornalista, se non è totalmente obnubilato dal sinistrume e non sia scemo, sappia e conosca la Storia e ricordi che ebbe dei nonni che applaudivano ai fasci.
    I comunisti d’oggidì come quelli di ieri sono privi d’argomenti ed idee e si buttano come dei suonati sul fascismo perchè è argomento facile per attirar cretini che non vedono l’ora di sbandierar la loro poca intelligenza.
    Sono nata un 20 maggio del ’45 in un brutto luogo germanico e le assicuro che mia madre, mio papà non c’è più, non pensa minimamente ad un ritorno fascista ma, nota la mia 98enne mamma, che il comunismo italico è ben vivo e vegeto ed è la causa di tutti i nostri mali.

  10. Quotidiani nazionali Vendite agosto 2008 Vendite agosto 2018
    Corriere Sera 455.876 212.147
    La Repubblica 442.836 166.008
    Qualche politologo dovrebbe studiare la relazione ed i nessi di causa effetto tra la debacle delle copie vendute dai giornaloni e la debacle dei voti del PD. Chissà se uno dei motivi potrebbe essere l’ANTIFASCISMO in assenza ultrasettantennale di FASCISMO ????!!!!

  11. “diverso nella forma ma uguale nella sostanza.” Verissimo, infatti Salvini si appresta a promulgare leggi razziali, sta per invadere un paese africano per farne una colonia italiana, sta per creare un partito unico e sta per dichiarare guerra a Francia, Inghilterra e Stati Uniti. Come si vede Ezio Mauro è un finissimo intenditore di storia e di politica e marita tutta la nostra ammirazione. Un genio.

    • il vero problema di mauro, poveraccio, e’ di natura psichiatrica.
      Se fosse ancora esistita la Unione Sovietica, tanto cara e fonte certo di nostalgia per lo stesso mauro e gli accoliti suoi “compagni rossi”, lo avremmo spedito in quella estesa terra e sarebbero stati i servizi sanitari locali a tentare di sanarlo con immissione di zolfo nelle sue vene per purificare il suo cervello spegnendogli ogni reattivita’ ( era la psichiatria comunista in auge)

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