“È sfacciata ipocrisia!”. Meloni, affondo su giudici e sinistra per l’imam Shahin

La premier alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio Ue. Il passaggio su Shahin, l'affondo sulle toghe e su chi invoca libertà di espressione per chi tifa 7 ottobre

8.5k 5

“Alla politica spetterebbe il compito di preservare la Repubblica dai rischi per la propria sicurezza inclusi quelli derivanti dalle predicazioni violente di autoproclamati imam che come nel caso dell’imam Shahin fanno apologia del 7 ottobre. Un impegno che dovrebbe valere per tutte le istituzioni, magistratura compresa. A nessuna sfugga la sfacciata ipocrisia di cui nelle stesse ore riesce a chiedere la censura delle case editrici e rivendicare la libertà di espressione per chi inneggia al 7 ottobre”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue.

Leggi anche:

Qui sotto, l’articolo sull’intervento alla Camera di Giorgia Meloni.


La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato alla Camera il 17 dicembre 2025. Lo ha fatto in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 dicembre. Ha toccato molti temi caldi, dalla guerra in Ucraina alla situazione in Medio Oriente. Ha ribadito la posizione italiana su punti cruciali per il paese. Il suo intervento ha chiarito dove si trova il governo su scelte importanti per il futuro.

La posizione netta sull’invio di truppe

Giorgia Meloni ha detto una cosa in modo molto chiaro. L’Italia non manderà soldati in Ucraina. Ha parlato dell’ipotesi di una forza multinazionale guidata da chi vuole partecipare. Ha specificato che la partecipazione è su base volontaria. “Approfitto per ribadire che l’Italia non intende inviare soldati in Ucraina”, ha detto la premier. Ha aggiunto che il governo non vuole abbandonare Kiev in questa fase delicata. Mantenere la pressione sulla Russia è fondamentale, secondo Meloni.

La complessa questione degli asset russi

Il Consiglio Ue dovrà trovare risorse per aiutare l’Ucraina. Una soluzione sostenibile per i paesi membri è l’obiettivo. Si parla di usare gli asset russi congelati. Meloni ha espresso molta cautela su questo punto. “Trovare una soluzione sostenibile sarà tutt’altro che semplice”, ha affermato. L’Italia ha appoggiato il regolamento che immobilizza i beni. Ma non ha ancora avallato una decisione sul loro uso. “Decisioni di questa portata giuridica, finanziaria e istituzionale come l’eventuale uso degli asset congelati non possono che essere prese a livello dei leader”, ha spiegato Meloni. Il governo vuole chiarezza sui rischi, come possibili ritorsioni o nuovi costi per i bilanci nazionali.

Lo stallo nei negoziati e le pretese di Mosca

La premier ha descritto una trattativa di pace estremamente complessa. Secondo lei, la Russia si è “impantanata” in una dura guerra di posizione. Ha conquistato poco territorio a costo di enormi sacrifici. “Questa difficoltà è l’unica cosa che può costringere Mosca ad un accordo”, ha osservato Meloni. Il problema è la mancanza di volontà russa di negoziare in modo costruttivo. “Purtroppo ad oggi tutto sembra raccontare che questa volontà non sia ancora maturata. Lo dimostrano i continui bombardamenti in Ucraina”, ha detto. Ha parlato di “pretese irragionevoli” da parte di Mosca, in particolare sulla regione del Donbass.

Il ruolo dell’Italia in Medio Oriente dopo la tregua

Meloni ha commentato la situazione a Gaza dopo il piano di pace del presidente Trump. “Il Piano di pace del presidente Trump ha avuto il grande merito di porre fine al conflitto a Gaza”, ha detto. Ha però definito quella attuale una “tregua fragile”. Serve l’impegno di tutti per consolidare la cessazione delle ostilità. L’obiettivo finale resta la prospettiva dei due stati. Meloni ha rivelato di aver ricevuto a Roma il presidente palestinese Abu Mazen. Abu Mazen, nome di Mahmoud Abbas, guida l’Autorità Nazionale Palestinese. “Il presidente palestinese ha chiesto, con convinzione, un impegno italiano forte e ambizioso”, ha raccontato la premier. Ha aggiunto che l’Italia non si sottrarrà a questo ruolo.

Il “Piano Mattei” e lo scontro sul bilancio Ue

La premier ha fatto un punto sul cosiddetto “Piano Mattei” per l’Africa. Ha detto che non è più solo un’iniziativa italiana. È diventata una strategia europea. La cooperazione vale già oltre 1,2 miliardi di euro. Sul bilancio dell’Unione Europea, Meloni ha lanciato un messaggio duro. La Commissione propone maggiori contributi dagli stati e meno soldi per politiche chiave. Tra queste ci sono la Politica agricola comune e la Politica di coesione. “Lo dirò senza giri di parole: non accetteremo di pagare di più per ottenere di meno”, ha dichiarato in Aula.

Le polemiche domestiche: dall’imam Shahin alle accuse di complicità

Meloni ha toccato anche temi interni che hanno scatenato polemiche. Ha parlato della liberazione dell’imam di Torino, Mohamed Shahin. Ha criticato le sue predicazioni violente e l’apologia del 7 ottobre 2023. “Alla politica spetterebbe il compito di preservare la Repubblica dai rischi per la propria sicurezza”, ha detto. Ha poi risposto alle opposizioni che hanno accusato il governo di complicità riguardo alla Palestina. “Vorrei chiedere a chi ha vergognosamente sostenuto che il governo fosse complice di genocidio, se si reputa che anche il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese lo sia”, ha affermato Meloni. Si riferiva all’amicizia dimostrata da Abu Mazen verso l’esecutivo italiano.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version