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È tempo di un grande partito conservatore

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Terminata la conferenza programmatica di Fratelli d’Italia a a Torino, in attesa del risultato delle elezioni europee, il mondo conservatore, sovranista e popolare italiano si interroga sul futuro politico del centrodestra (ammesso e non concesso si possa ancora utilizzare questo termine). Se il governatore della Liguria Toti ha promesso fedeltà a Berlusconi e Forza Italia fino al 26 maggio, il passaggio di un europarlamentare di peso come la Gardini a Fratelli d’Italia, insieme all’adesione al partito della Meloni di una serie di consiglieri ed esponenti politici sui singoli territori, ha avviato una riflessione sulla necessità (auspicata da più parti) di un grande partito conservatore che raccolga, oltre agli attuali aderenti a FdI, associazioni, realtà civiche, consiglieri comunali, aprendosi alla società civile e a chi, riconoscendosi in valori ascrivibili al conservatorismo, ad oggi non trova una rappresentanza politica.

Se fino alle elezioni europee, al di là di passaggi dell’ultima ora, i partiti che siamo abituati a conoscere rimarranno quelli attuali, dopo il 26 maggio si prevedono importanti novità a partire dalla nascita del nuovo soggetto a vocazione conservatrice. Lo spazio politico indubbiamente esiste ed è importante costituire un partito che sia inclusivo, superi gli individualismi e le lotte intestine che hanno caratterizzato il mondo della destra dalla fine di An in avanti.

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AndreaSalvadore
AndreaSalvadore
16 Aprile 2019 23:21

Diogene diceva: cerco un uomo. Noi cerchiamo un leader, una persona nuova con carisma che possa ispirare gli italiani a sperare, la vecchia ciurmadi politici é consunta e pronta per la spazzatura.

AndreaSalvadore
AndreaSalvadore
16 Aprile 2019 4:09

Lasciamo da parte tutte queste parole inutili; destra, sinistra, centro, sovranitá, moderato,laico, cattolico. Piu che inutili sono etichette di persone che vIvono del passato e non hanno la minima voglia o capacitá di affrontare la realtá.
La prima realtá é che l’Europa come sta oggi é una mera espressione geografica, perchçe non é una nazione , non ha frontiere, non ha un esercito, non ha una polizia terrirtoriale, e non ha neanche un governo. Nessuno in questa situazione pio dire con entusuasmo sono europeo invece di dire sono inglese o sono francese o italiano perché questa benedetta Europa non ha le tradizioni e le storie e la civiltá caratteristiche di ogni nazionalitá che tratta di agglomerarsi sotto questa inesistente bandiera.
Da cui segue che s, per la nostra piccola avarizia e misero provincialisno, chiamato pure sovranitá, e non facciamo una vera nazione, di 500.000!! cittadini, saremo schiavizzati da colossi come Cina, USA, India e ci perderemo nel capitolo della storia chiamato l’Etá della Mediocritá.
Questo difficile compito di creare un nuova nazione é la bandiera che un partito che vuole un futuro per i suoi cittadini deve porTare alle elezioni del parlamento europeo. Mi congedo con un detto che tutti conoscono ma non comprendono: L’UNIONE FA LA FORZA.
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Sandro Cecconi
Sandro Cecconi
15 Aprile 2019 22:46

Su Libero ho letto una magnifica intervista a Warren Mosler, economista e gestore di fondi, che mi ha riportato indietro nel tempo. Per l’esattezza al settembre 1992 quando l’Italia uscì dallo SME, Serpente Monetario Europeo, per la crisi valutaria che ci fece svalutare del 20% nei confronti del DM e circa della medesima percentuale Vs U$D. All’epoca il ministro italiano era Luigi Spaventa. Mosler giustamente racconta fatti reali. In quel periodo ero in sala cambi ed ero sbarcato a Roma dopo una missione negli USA dove alloggiai allo Sheraton Hotel di Miami, la mia ultima tappa in quel Paese. Ebbene pagai per quella notte 100,00U$D mentre a Roma nella stessa catena dovetti pagare il corrispettivo in Lit. di circa 140 U$D. Ricordo che mi resi subito conto che qualcosa non andava e sentii immediatamente che era nell’aria una svalutazione molto prossima. Una volta di nuovo in ufficio chiamai tutti i miei clienti proponendo loro di convertire tutto il possibile in special mondo in dollari anche perché avevo immediatamente eseguito un excursus sulle quotazioni degli swaps di rischio delle varie divise oltre ai tassi ovennight. La maggior parte convennero con me che qualcosa non stesse funzionando come avrebbe dovuto e di lì a neanche una settimana avvenne la svalutazione. Ciò doverosamente premesso fa da antipasto a quanto affermato da Mosler nell’intervista… Leggi il resto »

Davide
Davide
15 Aprile 2019 18:29

Finchè c’è il deserto culturale, ed il cdx seleziona servi intellettualmente indegni, in genere ex socialisti ed ex comunisti, non si va da nessuna parte.
Serve una solida base valoriale e culturale, assolutamente sì: va costruita con impegno partendo proprio dalla filosofia politica liberale che ha sorretto ed ispirato Reagan e Thatcher.
Dietro ai quali c’era un fior di pensiero, strutturato, evoluto, raffinato. Colto, nel senso buono del termine, sostenuto da personaggi intellettualmente al top.
Pensiero che ha funzionato ove applicato, anche se da soggetti insospettabili.
Di certo non riassumibile in “tagliamo le tasse in deficit” nè tantomeno in “stampiamo i soldi che servono”.
Sia ben chiaro che i vari Bagnai, Borghi, ecc. vanno regalati all’opposizione, visto che rappresentano il pensiero contrario a quanto è necessario.
Sia altrettanto chiaro che, se si gioca a fare il sovranista cui stanno antipatici “le banche e la grande finanza”, i suddetti non forniscono affatto gli strumenti per comprenderne cause e storture.
Gli strumenti vengono da chi ispirava Reagan e Thatcher.

Vincenzo
Vincenzo
15 Aprile 2019 16:01

Perfettamente d’accordo, in Italia si era partiti dal dualismo centrodx e centrosx. Il problema sono gli omuncoli, che li compongono, nessuno vuole rinunciare al proprio orticello. Da qui il fatto che nelle comunali ci siano una miriade di “esterni” locali che hanno la loro lista riconosciuta o appoggiata dal Centrodx o centrosx. La lega con il suo no agli immigrati, FdI con prima gli Italiani, FI con le idee sull politica cara al Berlusca non si fondono e (cosi o peggio la sx). Il problema che molti di questi vengono da una formazione dal mondo civile, niente a che fare con veri politici, quindi la Politica con la P maiuscola non c’e piu, se non la ricostruiamo con veri politici, non ne verremmo fuori, se no come populisti/sovranisti come Maduro o Bolsonaro.

Sandro Cecconi
Sandro Cecconi
15 Aprile 2019 15:00

Giubilei, concordo sulla sua analisi – sintetizzata ovviamente perche’ il tema e’ molto ampio, articolato, e profondo dal momento che affronta pensieri e coscienze degli individui -. In Italia non e’ mai stato possibile per colpe gravissime dei due partiti fideisti che hanno impedito in modo delinquenziale con ogni mezzo, per lo piu’ illecito attraverso le solite falsità pseudo culturali. Ma ora e’ arrivato il momento giusto poiche’ ormai il velo della vergognosa falsita’ e ipocrisia e’ caduto quasi del tutto. Manca solo l’ ultima spallata, ma per riuscire dobbiamo essere pronti ad affrontare l’ultimo scontro che non potra’ e non dovra’ essere condotto con il fioretto e, pertanto sara’ il piu’ duro di questi ultimi 70 anni. Per scontro intendo dialetticamente parlando senza senza andare tanto per il sottile se vogliamo riuscire a portare avanti il nostro progetto per realizzarlo in modo totale. Gli altri, intendo tutti e nessuno escluso, hanno iniziato da oltre due anni a sparare a palle incatenate poiche’ si stanno giocando la loro sopravvivenza. I due partiti fideisti hanno cambiato solo i nomi, le sciocchezze sono sempre le medesime.