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È tempo di un grande partito conservatore

Terminata la conferenza programmatica di Fratelli d’Italia a a Torino, in attesa del risultato delle elezioni europee, il mondo conservatore, sovranista e popolare italiano si interroga sul futuro politico del centrodestra (ammesso e non concesso si possa ancora utilizzare questo termine). Se il governatore della Liguria Toti ha promesso fedeltà a Berlusconi e Forza Italia fino al 26 maggio, il passaggio di un europarlamentare di peso come la Gardini a Fratelli d’Italia, insieme all’adesione al partito della Meloni di una serie di consiglieri ed esponenti politici sui singoli territori, ha avviato una riflessione sulla necessità (auspicata da più parti) di un grande partito conservatore che raccolga, oltre agli attuali aderenti a FdI, associazioni, realtà civiche, consiglieri comunali, aprendosi alla società civile e a chi, riconoscendosi in valori ascrivibili al conservatorismo, ad oggi non trova una rappresentanza politica.

Se fino alle elezioni europee, al di là di passaggi dell’ultima ora, i partiti che siamo abituati a conoscere rimarranno quelli attuali, dopo il 26 maggio si prevedono importanti novità a partire dalla nascita del nuovo soggetto a vocazione conservatrice. Lo spazio politico indubbiamente esiste ed è importante costituire un partito che sia inclusivo, superi gli individualismi e le lotte intestine che hanno caratterizzato il mondo della destra dalla fine di An in avanti.

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26 Commenti

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  1. Diogene diceva: cerco un uomo. Noi cerchiamo un leader, una persona nuova con carisma che possa ispirare gli italiani a sperare, la vecchia ciurmadi politici é consunta e pronta per la spazzatura.

  2. Lasciamo da parte tutte queste parole inutili; destra, sinistra, centro, sovranitá, moderato,laico, cattolico. Piu che inutili sono etichette di persone che vIvono del passato e non hanno la minima voglia o capacitá di affrontare la realtá.
    La prima realtá é che l’Europa come sta oggi é una mera espressione geografica, perchçe non é una nazione , non ha frontiere, non ha un esercito, non ha una polizia terrirtoriale, e non ha neanche un governo. Nessuno in questa situazione pio dire con entusuasmo sono europeo invece di dire sono inglese o sono francese o italiano perché questa benedetta Europa non ha le tradizioni e le storie e la civiltá caratteristiche di ogni nazionalitá che tratta di agglomerarsi sotto questa inesistente bandiera.
    Da cui segue che s, per la nostra piccola avarizia e misero provincialisno, chiamato pure sovranitá, e non facciamo una vera nazione, di 500.000!! cittadini, saremo schiavizzati da colossi come Cina, USA, India e ci perderemo nel capitolo della storia chiamato l’Etá della Mediocritá.
    Questo difficile compito di creare un nuova nazione é la bandiera che un partito che vuole un futuro per i suoi cittadini deve porTare alle elezioni del parlamento europeo. Mi congedo con un detto che tutti conoscono ma non comprendono: L’UNIONE FA LA FORZA.
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    • LE QUATTRO LIBERTÀ CHE CI SONO COSTATE LA LIBERTÀ
      Se apri le frontiere dei capitali ai paesi in cui non si pagano le tasse, le frontiere delle persone e dei servizi ai paesi in cui non si paga il lavoro, le frontiere delle merci ai paesi in cui le normative ambientali e sulla sicurezza sono ferme all’ottocento, poi devi competere eliminando le tasse (cioè smantellando lo stato sociale), riducendo il costo del lavoro (cioè smantellando i diritti dei lavoratori) e abbassando gli standard produttivi (cioè smantellando le procedure basate sul principio di precauzione).
      Non c’è altro modo di competere con chi fa dumping sociale e fiscale e lo dimostra il fatto che non è solo l’Italia a subire le delocalizzazioni delle imprese, che colpisce anche Francia e Germania, in favore sempre e soltanto dei paesi a basso reddito e bassi diritti.
      Per tale ragione è necessario abolire queste quattro libertà su cui si fondano i trattati europei, cioè ripristinare i vincoli alla circolazione di persone, capitali, merci e servizi, ricominciando a fare una politica di stimolo dell’economia interna. Perché per esercitare queste quattro libertà abbiamo dovuto rinunciare alla libertà più importante: quella di lavorare percependo un reddito che ci consenta di vivere un’esistenza dignitosa. Queste quattro libertà ci sono costate la vita e non c’è bene o servizio che valga la dignità umana.

      [post dell’8 novembre 2018 del FSI Fronte Sovranista Italiano…]

      • Concetti imbarazzanti.
        Tutto questo è roba da rifondazione comunista, non da partito conservatore. Proponetela a Fratoianni.
        Non a caso questo concetto:
        “libertà più importante: quella di lavorare percependo un reddito che ci consenta di vivere un’esistenza dignitosa”
        è grosso modo una citazione di Stalin o Lenin se non erro.

        • Cosa significa ‘abbassando gli standard produttivi (cioè smantellando le procedure basate sul principio di precauzione)’? Frasi e concetti in libertà?

          Cosa significa ‘Se apri le frontiere dei capitali ai paesi in cui non si pagano le tasse’? Semmai sono loro che aprono le frontiere ai capitali che vengono da altrove. Dovremmo noi chiudere le nostre, ovvero impedire per legge che i capitali escano (quindi anche qualsiasi investimento all’estero con tutto ciò che ne consegue)? Che problema ‘avete’ – e riguarda peraltro tutta la classe politica, italiana ed europea – con la competizione fiscale? Non tutti i paesi che offrono una fiscalità competitiva sono classificati come ‘paradisi fiscali’ (lo sono una minoranza ormai). Gli altri sono tutti in white list (a partire dalla tanto vituperata Malta – tra l’altro, andate a controllare quali e quante classifiche economiche Malta sta scalando…), con rapporti regolati in modo trasparente tramite accordi bilaterali. Volete una unica tassazione mondiale? 1984 di Orwell vi fa una pippa… E poi, quale era la tassazione sul capital gain in Italia, negli anni del boom economico? 0%? Va bene quando lo facciamo noi ma gli altri no?

          Che significa ‘riducendo il costo del lavoro (cioè smantellando i diritti dei lavoratori)’? Ma che c’entra? C’è poi un unico modo per garantire diritti ai lavoratori?

          Stimolo all’economia interna in deficit? Per quanto tempo? Per investire in cosa e in che modo? Delle aziende che hanno una produttività ferma a 40 anni fa e quindi destinate a fallire se non ristrutturano i modelli, che ne facciamo? Le assistiamo, le lasciamo fallire, incentiviamo fiscalmente le ristrutturazioni o cosa?

          Questi sono vuoti slogan, non programmi di governo. E’ il nulla assoluto, ed è vecchio come il cucco. Guarda a un mondo defunto da 40 anni. Altro che ‘nuovo che avanza’… Avanza un esercito di zombie che vorrebbe portare alla putrefazione anche quel poco di buono che resta nel paese…

  3. Su Libero ho letto una magnifica intervista a Warren Mosler, economista e gestore di fondi, che mi ha riportato indietro nel tempo. Per l’esattezza al settembre 1992 quando l’Italia uscì dallo SME, Serpente Monetario Europeo, per la crisi valutaria che ci fece svalutare del 20% nei confronti del DM e circa della medesima percentuale Vs U$D. All’epoca il ministro italiano era Luigi Spaventa.

    Mosler giustamente racconta fatti reali. In quel periodo ero in sala cambi ed ero sbarcato a Roma dopo una missione negli USA dove alloggiai allo Sheraton Hotel di Miami, la mia ultima tappa in quel Paese. Ebbene pagai per quella notte 100,00U$D mentre a Roma nella stessa catena dovetti pagare il corrispettivo in Lit. di circa 140 U$D. Ricordo che mi resi subito conto che qualcosa non andava e sentii immediatamente che era nell’aria una svalutazione molto prossima. Una volta di nuovo in ufficio chiamai tutti i miei clienti proponendo loro di convertire tutto il possibile in special mondo in dollari anche perché avevo immediatamente eseguito un excursus sulle quotazioni degli swaps di rischio delle varie divise oltre ai tassi ovennight. La maggior parte convennero con me che qualcosa non stesse funzionando come avrebbe dovuto e di lì a neanche una settimana avvenne la svalutazione.

    Ciò doverosamente premesso fa da antipasto a quanto affermato da Mosler nell’intervista di cui sopra.

    “Warren Mosler andò a parlare a Roma con il Ministro del Tesoro Luigi Spaventa per vedere se si rendeva conto anche lui che l’ Italia, essendo tornata ad avere la propria moneta indipendente, non rischiava in realtà nessun default. Nel colloquio Spaventa fece capire che l’ Italia non avrebbe avuto alcun problema a ripagare i BTP perché ora aveva recuperato la propria sovranità monetaria. Mosler fece allora comprare al suo fondo BTP in modo massiccio prendendo a prestito lire a tassi molto più bassi dei BTP. Non ci fu nessun panico, come aveva detto Spaventa, e negli anni seguenti i tassi di interesse dei BTP scesero pure e il loro prezzi simmetricamente aumentarono, e Mosler fece una fortuna.
    Il panico sul deficit e il debito pubblico non aveva alcun senso perché dal punto di vista operativo, la Banca Centrale di fatto anticipa sempre i soldi che poi lo Stato spende. Nel sistema monetario attuale il denaro che lo Stato spende viene creato con entrate contabili dalla sua banca, la Banca Centrale, la quale non ha mai rimandato indietro un assegno del governo perché “non c’ erano soldi sul conto”.
    Se il debito che lo Stato vende sul mercato è nella propria valuta quello Stato non rischia mai un default.”.

    Ricordo a tutti che in quel periodo il saggio di interesse sui nostri BTP era risalito al 12% e che la prima notte l’overnight era schizzato a circa il 50%.

    Quanto scritto per far comprendere per ogni stato l’importanza e la centralità che riveste una banca centrale per ogni singolo paese.

    Su determinati argomenti più che sensibili e importanti per ogni nazione non dovremo mai ragionare in modo ideologico.

    Per chi non lo avesse letto tale intervista, linko la stessa per chi vorrà leggerla con attenzione:

    https://www.liberoquotidiano.it/news/economia/13451968/warren-mosler-economista-teoria-doppia-moneta-lira-euro-salvare-italia.html

    Termino questo mio intervento scrivendo che i due errori dell’attuale governo in campo economico è quello di aver voluto perdere tempo in chiacchiere avendo privilegiato un mostrare un’insensatezza fuori dal normale pur con gli avvertimenti dati dai due economisti, Savona e Tria, che un eventuale effetto delle decisioni prese in economia hanno bisogno per dispiegarsi nell’economia reale di almeno un anno. Il secondo grave errore è stato quello di presentarsi prospettando manovre di spesa corrente con proposte di sforamento del 2,4% del deficit quando avrebbero dovuto proporre zero spesa corrente e sforamento del deficit anche del 4% per iniziare a far diventare l’Italia un vero cantiere a cielo aperto. Ma per far ciò avrebbero dovuto immediatamente azzerare il c.d. Codice degli Appalti e stroncare con estrema urgenza tutte quelle norme burocratiche che tutti noi conosciamo. Invece qualcuno ha voluto gettare altro tempo su leggi come la “prescrizione” che solo circa sei mesi orsono il Magistrato Gratteri ha spiegato che tale argomento è un falso problema che si può tranquillamente risolvere con l’informatizzazione del sistema Giustizia.

    Evviva.

    • Post che mostra perfettamente ciò che i conservatori italiani NON devono fare: seguire cialtroni e pifferai magici vari, con idee peroniste – a essere gentili – che dobbiamo rifuggire come la peste.
      Solite idee socio-komuniste che con un centro destra, con un conservatorismo degni di questo nome, non c’entrano proprio niente.
      Questa è spazzatura adatta ai grillini più estremisti, a rifondazione, a Maduro, a gente del genere.
      Il conservatorismo come si deve ha idee che sono l’esatto opposto di tutto questo.
      Reagan e Thatcher fecero infatti cose opposte, ispirati da intellettuali degni di questo nome con idee ortogonali, ma corrette.
      Per la cronaca, Spaventa non è mai stato ministro del tesoro. E’ stato ministro del bilancio, ma non nel ’92 quando ci fu la crisi citata.
      Non sapete neanche di cosa parlate (devo dirvelo io che ero alle scuole medie), e di conseguenza date credito ai cialtroni più ciarlatani che capitino in giro.
      Se volete capire qualcosa di moneta studiate Friedman e gli austriaci, non questa gentaglia.

      Ovviamente è completamente sbagliata anche la solita idea keynesiana di spendere in deficit, di spendere soldi che non ci sono.
      Queste sono idee di sinistra, social comuniste, dei fan dello stato che spende in modo irresponsabile lasciandi ai privati il conto da pagare.
      Servono “sane basi valoriali e culturali”, di tipo opposto.

      Ripeto il concetto: i “conservatori” italiani non possono di certo ripartire dal deserto culturale.
      Perdonate se sono stato duro, ma sarei dovuto esserlo molto di più.

      • L’ultima crisi economica, quella iniziata nel 2007 e dispiegatasi nel 2008 e anni seguenti, ha cambiato i paradigmi di approccio come ha dimostrato con fatti concreti. Addirittura ha raggiunto deficit impensabili per poi rientrare nel normale alveo naturale economico con grande beneficio sia per lo stato e addirittura per i fondi pensioni. Altrettanto fece all’epoca proprio Regan che fece deficit per costruire. Deficit che poi Bush senior fece rientrare una volta divenuto Presidente. Gli USA nell’ultima crisi fu salvata proprio dalle decisioni proposte da Ben Bernancke soprannominato elicottero e il maggio conoscitore della crisi del 1929 nonche’ l’allora presidente della Fed. Con tali manovre non solo ha salvato gli USA ma ha portato il paese a iniziare un nuovo sviluppo economico che l’attuale amministrazione ha ampliato in modo enorme facendo ricorso a due provvedimenti ovvero deficit per opere pubbliche e abbassamento delle tasse. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e sono innegabili. Tutto cio’ e’ stato possibile per le decisioni prese in campo di politica monetaria. Tralascio volutamente il caso Giappone. Lei deve sapere che non sono un amante dell’indebitamento se non in particolari situazioni. E la situazione attuale e’ una di quelle poiche’ i vari governi chi non hanno mai preso il toro per le corna per risolvere il problema alle radici. E ora occorre farlo alla velocita’ Della luce e quella indicata e’ l’unica via percorribile. E da ultimo le dico che se non si opera sul denominatore, il PIL, allora avvera’ come sempre e’ avvenuto, ossia saremo sempre in deficit ed io non lo voglio assoluta,ente. Le crisi servono proprio a cambiare tutto. Ed e’ tutto mutato dopo l’ultima che ha dimostrato in modo incontrovertibile che lo stato non e’ solo il regolatore attraverso la legislazione ma anche soggetto attivo all’interno del mercato che ha il medesimo diritto di realizzare utili come gli altri attori.

        • Caro Cecconi, non sono d’accordo. La crisi iniziata nel 2007 non è stata un fatto ineluttabile, bensì causata dalla politica del tanto sopravvalutato Clinton che impose per legge garanzia federale ai mutui immobiliari. Da ciò partì la corsa degli americani a comprare case con finanziamenti al 100/120 % e la conseguente bolla dei cosiddetti sub-prime.
          Mai Reagan o la Thatcher avrebbero permesso una baggianata del genere con il denaro o garanzia pubblica.
          A mio parere mai lo Stato deve essere soggetto attivo con diritto di realizzare utili sul mercato. Si limiti a fare bene il regolatore, con interventi minimi e ben circoscritti, ed i debiti li faccia solo ed esclusivamente per opere pubbliche indispensabili e di utilità acclarata.
          Reagan disse che lo Stato non è la soluzione, ma esso stesso il problema. E la Thatcher che non esistono soldi pubblici, ma solo soldi dei contribuenti.

          • Mi spiace ma lei ha torto. L’amministrazione Regan prese le decisione di fare deficit perché le condizioni degli USA in quel periodo erano tali che non esistevano altre vie da seguire. E fece benissimo. Inoltre le debbo dire che non esistono teorie economiche buon o cattive come tenta qualcuno di affermare ideologicamente. Esistono solo teorie economiche valide ma è la scelta che ogni singolo stato in un qualsiasi determinato momento prende ad essere giusta o sbagliata.

            Come non esiste alcun modello econometrico che sia valido sempre e chiunque lo afferma commette un errore madornale.

            Non è un caso che tutte le istituzioni mondiali a partire dal FMI che usano i medesimi modelli non passa mese dell’anno per dover correggere tutte le proprie stime.

            La prima lezione di economia io e la mia generazione l’abbiamo studiata alle elementari quando i nostri insegnanti ci spiegarono che in Egitto nelle epoche remote avevano due periodi economici composti di sette anni ciascuno: “il periodo di vacche magre e il periodo di vacche grasse”.

            In tutti questi migliaia di anni il genere umano ha tentato in ogni modo di dimostrare che sarebbe stato possibile evitare il periodo di vacche magre. Le elite hanno tentato in ogni modo possibile e immaginabile ma le crisi sono continuate e continueranno sempre. Così come esiste la notte e il giorno.
            Nel mio precedente intervento non ho mai parlato di garanzia pubblica, ho parlato di stato come attore del mercato che deve intervenire, così come avvenuto negli USA, per mettere fine agli scempi precedentemente voluti da chi gestì la res publica. Infatti è intervenuto nel modo giusto e in pochissimi anni non solo è rientrato dal deficit di bilancio ma ci ha anche guadagnato. Ciò lo trovo più che giusto in quanto lo stato è il rappresentate di tutti i cittadini di quella nazione. Pertanto se lo stato “diventa più più ricco o meno povero”, ciò va a beneficio dell’intera nazione.

            Le porto ancora un esempio. nel 1999 l’allora presidente della FED, Alan Greenspan, ha tentato, facendo deficit, di intervenire questa volta per tentare una sorta di maledizione cercando di abbattere la soglia della disoccupazione del 4% spendendo cifre enormi per la riconversione dei lavoratori attraverso corsi di formazione e percorsi psicologici. Ci stava riuscendo, ma nel 2000 scoppiò la crisi delle DOT- COM.

            I grandi statisti in ogni momento storico sono coloro che prendono le giuste decisioni dopo un’attenta analisi delle situazioni che il paese sta attraversando.

            Ebbene in questo momento per l’Italia occorre adottare la teoria economica di Robert Solow, premio Nobel per l’Economia nel 1987 ” per i suoi contributi alla teoria della crescita economica”. Non è un caso che ho proposto zero spesa corrente e deficit al 4% per opere pubbliche necessarie e indispensabili finalizzate alla crescita economica augurandomi di poter vedere l’Italia come un cantiere a cielo aperto.

            Mai usare il pilota automatico in economia poiché si va a sbattere contro un treno merci lanciato a velocità folle.

          • @sandro cecconi:
            1) Reagan fece deficit per “attutire” l’impatto della disintossicazione monetaria, che inevitabilmente condusse ad una forte recessione (normale e giusta: un cambiamento forte implica recessione e riconversione).
            2) Esistono eccome teorie economiche buone e cattive, perchè esistono teorie che spiegano bene la realtà, e teorie che lo fanno male, od in modo miope, come il marxismo e la sua variante light chiamata keynesismo.
            3) FMI e simili, che certamente sbagliano molto, difatti usano la macro keynesiana. E’ per questo che sbagliano.
            4) E’ precisamente l’economia keynesiana a voler evitare i periodi di vacche magre. E’ questa ad impedire ogni aggiustamento, anche quando è utile e necessario. Si basa solamente sul voler ripristinare la situazione precedente la crisi, anzichè voler andare oltre, cambiando ciò che è necessario cambiare.
            5) Nello stesso tempo, così facendo crea le condizioni di squilibrio per la crisi successiva.
            6) Greenspan ha CREATO il disastro della bolla dot com.
            Che non è opera di folletti e fatine, ma sua.
            Per perseguire obiettivi magici ed irreali, ha creato il disastro.
            E poi, non contento, lo ha fatto ancora ed in misura ancora maggiore, salvo lasciare il posto a Bernanke subito prima che il nuovo maggiore disastro esplodesse.
            7) Greenspan di certo non ha fatto “deficit”, dato che gestiva la politica monetaria.
            8) Solow è un altro accademico che non capisce nulla. Deve la sua fama ad un modello in cui la crescita viene considerata esogena, e quindi indipendente da qualsiasi genere di politica ed impostazione adottata.
            Follia, follia pura.
            Ma è un tratto comune a tutti gli accademici incompetenti di formazione neo keynesiana: quello che non capiscono, cioè quasi tutto, è “esogeno”.
            Non lo è.
            In genere sono esogene le crisi, dopo che in realtà averle create: la dot com da lei citata come se fosse caduta dal cielo, la crisi del 2007/2008, ma sono degne di essere citati anche i disastri degli anni ’70 (di certo non opera degli arabi cattivi, ma degli incompetenti keynesiani “stimolatori”, statalisti ed inflazionisti post 68), la crisi del ’29, di cui magari parleremo un’altra volta, ma che è un esempio grottesco di mistificazione dei fatti, e di propaganda storica scritta da chi aveva il potere.

        • La crisi del 2007/2008 fu precisamente un effetto delle politiche keynesiane di stimolo adottate da metà anni ’90 circa, e rilanciate gli anni dopo l’11 settembre.
          Furono quelle politiche, monetarie soprattutto, a creare i fortissimi squilibri e l’inevitabile crollo che ne scaturì.
          Bernanke è un incompetente, perchè se avesse realmente capito Friedman (l’inventore del lancio di moneta dagli elicotteri) non avrebbe di certo creato tali squilibri destinati al crollo.
          Opera evidentemente di Greenspan più che sua, dato che Greenspan lo fece per 15 anni, salvo scappare poco prima che la barca affondasse grazie al suo operato (stessa identica cosa fece Blair – politico grandemente sopravvalutato anche a dx).

          Quindi non c’è proprio alcun cambio di paradigma: c’è solo una massa di cialtroni che prima sfascia tutto, e poi nasconde la mano e dà la colpa alle fate ed ai folletti.
          Una massa di ignoranti che non sa quello che sta facendo, perchè segue teorie economiche sbagliate, cioè quelle keynesiane.
          Il Giappone non è affatto da tralasciare: è un altro mirabolante esempio di quanto male funzionino queste teorie.
          Il Giappone ha fatto deficit come nessun altro. Lo sta facendo ormai da decenni.

          Sul fatto che l’economia si sia poi “ripresa”, forse non è chiaro quanto sia dipendente dalla droga della moneta.
          Ne riparliamo alla prossima recessione. Sarà allora che emergeranno i problemi veri.
          Perchè anche fino al 2006 avrebbe potuto dire le stesse cose: gli stimoli funzionano e l’economia tira.
          Peccato che lo stesse facendo creando le basi del disastro.

          La questione è ideologica, pienamente ideologica.

          • I suoi interventi li trovo sconcertanti poiche’ mi dimostrano che lei fa parte di coloro che hanno trovato la soluzione che portano alla dimostrazione della c.d. “Equazione di Dio”. Le faccio i miei complimenti per le diffuse e confuse banalita’ bufale da lei descritte proprio come fanno coloro che si professano di sinistra. Poi quando ho letto che tutti non capiscono niente e che la bolla delle dot-com l’avrebbe provocata Greespan mi sono cadute definitivamente le braccia poice’ mi ha dimostrato inavvertitamente che lei va a tentoni su argomenti a lei completamente sconosciuti.
            Problemi solo suoi. Ad ogni modo le auguro di dimostrare tutta la sua destrezza e capacita’ in campo economico magari in Francia e non in Italia almeno sino a quando risiedero’ nel mio paese.
            Le auguro una felice notte
            P.s. Le rammento che il FMI come tutte le altre istituzioni hanno con le loro idee completamente sbagliato i moltiplicatori mandando allo sprofondo la Grecia che aveva gia’ sbagliato per propria , Sbaglio che ha causato la morte definitiva di quella nazione. E le ricordo che un nostro ex per sempre PDC affermo’ che noi avremmo dovuto prendere lezione proprio dalla classe politica di quel paese, come le ricordo che due economisti italiani proprio quando avvenne il default della Grecia affermarono che il Giappone avrebbe fatto la medesima fine entro un massimo di due anni. Ma questi erano e rimangono due arroganti e diffusori di sciocchezze a Pine mani senza ritegno.

            E ora tragga lei le dovute conclusioni magari dopo aver iniziato ad operare sui mercati internazionali con le sue idee e quindi venga a esporci i risultati economici raggiunti.

            In bocca al lupo.

          • Caro Sandro Cecconi, sconcertanti sono le ricostruzioni e le teorie completamente errate, e che testimoniano il deserto culturale del centrodestra italiano. Da cui allontanarsi per ripartire su basi solide e corrette.
            1) L'”equazione di Dio” forse pretendono di averla i ciarlatani keynesiani, e la usano per giocare con l’economia e con la vita delle persone.
            Salvo creare disastri, regolarmente.
            Esattamente come i marxisti comunisti. Esattamente.
            Al contrario, il liberalismo professa una molto maggiore umiltà di fronte a ciò che non si comprende appieno.
            Le consiglio questa lettura: http://vonmises.it/2013/03/25/la-pretesa-di-sapere-discorso-di-accettazione-del-nobel-di-friedrich-hayek/
            2) Certo che è stato Greenspan a provocare tutto quel casino.
            15 anni di follie monetarie, pompando volontariamente gli asset, crede che non provochino nulla?
            Lei, insieme a tanti altri, si è costruito un film completamente sbagliato, e mi spiace darle la pillola rossa: sono scemenze.
            3) L’FMI sbaglia ad usare il moltiplicatore. Benissimo. E’ proprio il concetto del moltiplicatore ad essere una scemenza. Difatti è uno dei concetti dell’armamentario keynesiano. Armamentario dannoso ed errato.
            4) Gli economisti che parlano del default del Giappone non so chi siano, nè ne rispondo.
            Il Giappone, nonostante ovviamente non sia fallito, sta comunque declinando da 25/30 anni. 25/30 anni di stimoli, di deficit, e quant’altro.

            In Italia sarebbe ora di ristabilire un po’ di verità, anche in campo economico.
            Sarà bene che le persone di centrodestra, conservatrici, si rendano conto che l’economia keynesiana, con i suoi “stimoli”, e la sua confisca di ricchezza, è precisamente tale e quale a leggi e magistratura che difendono i ladri e non chi si vede derubato.
            La cultura di centro destra, dei conservatori, è tutt’altra.
            Semplicemente, in questo come in mille altri campi citati su queste pagine, l’egemonia culturale ed accademica catto comunista ha cercato per decenni di cancellarla dal paese e dal dibattito. Spesso riuscendoci.
            Ma la ragione sta dalla parte di Einaudi, non dello pseudo marxismo light.

      • Davide, sono completamente d’accordo con te. In Italia il grande Milton Friedman (in larga parte ispiratore delle politiche della Thatcher e di Reagan) viene confuso con il Friedman giornalista che imperversa da Formigli o dalla Gruber.
        Rimane il fatto che quelle rivoluzionarie politiche furono possibili con una piena sovranità statale sia in USA che in Gran Bratagna, con due personaggi imparagonabili ai nanerottoli ai quali siamo abituati in Italia che hanno come massima aspirazione di essere rieletti alle prossime elezioni.

  4. Finchè c’è il deserto culturale, ed il cdx seleziona servi intellettualmente indegni, in genere ex socialisti ed ex comunisti, non si va da nessuna parte.
    Serve una solida base valoriale e culturale, assolutamente sì: va costruita con impegno partendo proprio dalla filosofia politica liberale che ha sorretto ed ispirato Reagan e Thatcher.
    Dietro ai quali c’era un fior di pensiero, strutturato, evoluto, raffinato. Colto, nel senso buono del termine, sostenuto da personaggi intellettualmente al top.
    Pensiero che ha funzionato ove applicato, anche se da soggetti insospettabili.
    Di certo non riassumibile in “tagliamo le tasse in deficit” nè tantomeno in “stampiamo i soldi che servono”.
    Sia ben chiaro che i vari Bagnai, Borghi, ecc. vanno regalati all’opposizione, visto che rappresentano il pensiero contrario a quanto è necessario.
    Sia altrettanto chiaro che, se si gioca a fare il sovranista cui stanno antipatici “le banche e la grande finanza”, i suddetti non forniscono affatto gli strumenti per comprenderne cause e storture.
    Gli strumenti vengono da chi ispirava Reagan e Thatcher.

    • Davide,innanzitutto buona serata.
      È sempre un piacere ritrovare un tuo contributo.
      Bisogna trattare Reagan in modo delicato,perché il tanto vituperato divorzi del nostro tesoro da banca d’Italia si rese necessario dal momento in cui la politica americana vide il Reagan alla sua guida più alta per combattere un declino statunitense.
      Un America first,in pratica.
      Difatti in questo blog molti lo lodano come esempio da seguire,ma dimenticano il pesantissimo contributo che diede a quello che molti nel tale blog,ritengono l’inizio di ogni nostro male.
      Io nn sono tra essi e ritengo il tal divorzio una mano santa per una visione “lib-lab” presente nel psi di Craxi e Martelli pur nn ritenendo la visione ultraliberista di Reagan una giusta scelta condivisibile dal momento che nn è venuta “presentata”,ma “imposta” al resto dei paesi occidentali e ripresa soltanto dalla Thatcher in quella visione estrema.
      La “via italiana” di Craxi era molto più adatta a una società meritocratica,ma intenzionata a far valere le conquiste del welfare state
      C’erano personalità politico-economiche,in quel periodo in Italia che capirono,oltre ai liberalsocialisti, il cambio di passo che l’economia mondiale avrebbe intrapreso a breve e svilupparono il sopracitato divorzio,il quale dopo una prima fase di rodaggio che diede l’impressione di portare al declino fece da impulso alla nostra economia,ancora fornita di grandi campioni multinazionali tipo montedison che sotto la guida di Gardini arrivò ad un passo dal creare il più grosso aggregato della chimica europeo.
      Vi era Craxi che nei suoi due governi ci porto a essere la quinta potenza mondiale,ma sopratutto si rese possibile superare l’indole gattopardesca di un popolo rendendo evidente che percorsi genetici in ambito di approccio alla vita,nel nostro caso italiano legati alla visione di un popolo familista dedito al piccolo particulare,poteva essere tranquillamente smentito se si ha una classe dirigente lungimirante.
      Fu un periodo avvincente della nostra storia di giovane Stato unitario che vide nelle neglette visioni dei gattopardi del tempo(in primis De mita e la parte massimalista del pci),impauriti della perdita di potere che derivava dalla loro rendita di posizione messa in forse,una lotta senza quartiere contro l’Italia per riportarla sotto la loro ala, sotto l’egida del parassitismo.
      Ad oggi stiamo riassistendo ad un ritorno al passato senza avere,ne economicamente,ne politicamente lo stesso tessuto industriale e di classe dirigente illuminata e lungimirante del tempo.
      Ci sono rimasti soltanto i gattopardi e la sensazione di essere incompresi.

      • Sarò breve: chi pensa che il divorzio Tesoro – Bankitalia sia stato una cosa negativa non capisce nulla di quanto accaduto, nè di economia.
        Il conservatorismo anglosassone, che dopo di allora ha fatto solo peggio, ha semplicemente sposato una politica economica basata sul capitalismo degno di questo nome, sulla ricchezza e sull’iniziativa privata, e non sul solito stato ladro che fa miracoli, confiscando ricchezza tramite inflazione, tasse nel presente e tasse nel futuro.
        Quindi ripeto: bisogna assolutamente ripartire da quei valori, da quelle idee, che sono corrette e che lo hanno pienamente dimostrato anche gli ultimi 10/15 anni, con una crisi causata da chi ha fatto l’opposto.
        Inclusa una BCE che ha, 15 anni fa, rinnegato completamente le fondamenta monetariste per sposare la solita cialtroneria dello “stimolo keynesiano”.

        Sia ben chiaro che non ci fu proprio nulla di “estremo” in Reagan e Thatcher.
        Hanno semplicemente messo un freno, purtroppo solo momentaneo, alla degenerazione statalista che negli anni ’70 stava distruggendo tutto, come oggi.
        La Germania, per esempio, dal dopoguerra ha sempre adottato una politica monetaria prudente (estremo è fare l’opposto), di cui ha sempre beneficiato.
        Anche negli anni ’70.
        Cosa ci sarebbe di estremo?
        Nulla, sono cose che sembrano estreme solo se confrontate a chi pensa sia corretto usare la moneta in un certo modo, come Maduro.

        La tragedia di questo tempo, e la tragedia del centrodestra italiano, è che le più normali e corrette idee liberal-conservatrici sembrano “assurde”.
        No, assurdo ed estremo è fare il contrario.
        Noi dovremmo trovarci dalla parte giusta del muro, in teoria. Non da quella dove comandano i social-comunisti.
        Destra liberal conservatrice = moneta sana + disciplina di bilancio
        Sinistra social komunista = inflazione/stampante + deficit

        • Davide,nn essere un fautore della reaganeconomics nn fa rientrare in automatico nella dimensione collettivistica della società.
          A posteriori, la politica economica di Reagan non può non essere definita molto rischiosa, in quanto introdusse ulteriori elementi di disparità economico-sociale nella già dura società americana e di squilibrio finanziario nell’economia mondiale,dal momento che,oltremodo a parole l’amministrazione Reagan era orgogliosa di affermare sepolta l’economia keynesiana,ma nei fatti applicava la stessa nella sua forma più estrema perché espanse l’economia gonfiando il deficit pubblico e il deficit estero,oltremodo per tenere bassa l’inflazione teneva alto il valore del dollaro che unita ad una attrazione di capitali dovuti ad una tassazione molto favorevole,contribuì a rendere la bilancia commerciale in forte disavanzo.
          Senza parlare dell’aver reso la società americana ulteriormente diseguale.
          Insomma una politica da superpotenza,egoisticamente strafottente verso il resto del mondo a cui rese anche squilibri economici imponendo scelte molto dure senza il minimo preavviso.
          Ebbe,come tutti i cambi di paradigma,anche effetti salvifici ma deleteri.

          • Purtroppo leggo ancora errori importanti: Reagan non introdusse affatto “instabilità finanziarie”. Fu esattamente il contrario.
            Reagan – l’opera fu iniziata da Volcker prima che Ronald diventasse presidente – perseguì una politica di moderazione della politica monetaria, votata alla prudenza.
            L’effetto è quello di creare stabilità, di non creare bolle e distorsioni varie, di non creare caos inflazionistico nè sui mercati mobiliari ed immobiliari.
            Si parla quindi dell’esatto contrario.
            Anche sulla bilancia commerciale è fortemente impreciso: se nei primi anni aumentò, poi ridiscese, e continuò a farlo durante la presidenza Bush sr, che si concluse con una bilancia commerciale quasi in pareggio.
            Fu dopo, con Clinton e Bush jr, che furono perseguite politiche diverse – monetarie in primis – che condussero ad una continua esplosione del deficit commerciale.
            L’unica cosa che fece fu un pochino di deficit, per motivi principalmente militari.

            Thatcher, invece, riuscì a controllare anche spesa e deficit – oltre a tutto il resto, in modo analogo a quanto descritto per Reagan.
            A fine anni ’80 arrivò in surplus di bilancio.

            Tutto ciò è il contrario di “molto rischioso”: molto rischioso è stampare soldi per pompare l’economia, è fare deficit e debito per lo stesso motivo.
            Riuscire ad avere un sistema economico sano, in crescita, nel contempo disintossicando il sistema dalla droga inflazionistica degli stampa soldi, nonchè di spesa e deficit, è al contrario una politica prudente, che non crea le basi per i disastri vari cui abbiamo assistito negli ultimi 20 anni.
            Creati, appunto, dall’aver rinnegato tale prudenza negli anni ’90, con i “progressisti” Clinton e Blair che si sono messi a stampare, creando bolle, eccesso di debito, ed eccesso di finanza.

            Il centrodestra conservatore ha quindi gli strumenti logici ed intellettuali per dare una spiegazione pienamente convincente degli avvenimenti principali degli ultimi decenni.
            Senza ricorrere all’armamentario fallito ed ideologico della sinistra, keynesiana in primis.

          • Col fatto,appurato,di un deficit federale(tralasciando quello dei vari Stati)raddoppiato da Reagan alla fine dei suoi mandati rispetto al lascito di Carter e con l’abbassamento delle tasse ai ricchi inefficace nel rendere le casse federali bilanciate,ci si trovò anche aumentato il debito nazionale di 2000 miliardi di dollari.
            La retorica vorrebbe Reagan il campione del liberismo(che nn è liberalismo attenzione),ma la realtà è che lo stesso rese sterile soltanto l’inflazione,ma le spese di un dollaro forte le fece pagare al resto del pianeta,sopratutto ai suoi alleati.
            La sua ricetta di “tax and spend” trasformava sistematicamente in spesa pubblica ogni incremento di gettito.
            Per noi italiani fu l’innesto di una politica portata avanti da liberali e lib-lab del psi di Craxi dove trovammo l’appiglio giusto per riposizionarci nei paesi avanzati,ma finita l’era craxiana,ci ritrovammo pure Berlusconi sull’onda della ricerca del voto di pancia da pagare con incrementi di spesa parassitaria.
            Il cambio di paradigma reaganiano impose un giro di vite estremo al mondo del lavoro dove la disintegrazione dei sindacati rese,e rende tutt’oggi gli USA un Paese a bassa produttività,mentre il ridimensionamento fatto da Craxi dopo ls vittoria nek referendum sulla scala mobile,era orientato alla salvaguardia della rappresentanza sindacale in un’ottica cogestionale. A mio parere un”ottima coniugazione tra libero mercato e welfare state.
            Che in ultima analisi è ciò che Renzi con Bentivogli,avrebbero voluto riannodare per il rilancio del nostro Paese.
            Per stoppare tale cambio sono scesi in campo tutti i “vecchi arnesi” del regressismo,De mita compreso.

          • Mi perdoni caro Orlo, ma la sua ricostruzione sul deficit federale Usa non è corretta: nel 1980 siamo al 2.58%. Nel 1989 al 2.7%.
            Quindi ha lasciato sostanzialmente il deficit che aveva trovato.
            Con la differenza che lascia un’economia con tassi di crescita reali del 3/4%, quindi ampiamente maggiori del deficit stesso.
            Cioè un debito che non cresceva più.
            Deve essere chiaro, inoltre, che tanto più inflazioni – come negli anni ’70 – tanto più è facile contenere il debito, perchè lo stai scontando in termini reali.

            Approfittiamone per contestualizzare i numeri: parliamo di deficit inferiori al 3%, esattamente come previsto dal “rigore” di Maastricht. Non del 10% come avveniva in Italia per opera degli sciagurati socialisti e democristiani, con l’approvazione dei comunisti.

            Sulla produttività, sta ancora descrivendo un film errato: negli anni ’80 la produttività Usa cresceva eccome.
            E’ al contrario in tempi recenti – in seguito agli “stimoli” – che ha cominciato a crescere poco.

            Deve quindi essere chiaro, anche per chi è interessato ad un punto di vista “sociale”, come gli ultimi 20 anni di “stimoli” abbiano arricchito alcuni soggetti molto più della gente normale.
            Ovvio, dato che il sistema degli “stimoli” ruba ricchezza ai secondi per regalarla ai primi, mentre blatera di “mercato” e simili.
            Al contrario, la gente normale è avantaggiata da disciplina monetaria e fiscale.
            Quando intende analizzare le diseguaglianze, le consiglio vivamente di tenere presente questi aspetti.
            Perchè la “truffa” è questa: lo stato ruba alla gente normale per dare ad alcuni ricchi, e poi dice che è colpa “del mercato”, e che quindi deve rubare ancora di più.
            Basta, non si possono più sentire queste assurdità.
            Se ce l’ha con Goldman Sachs o chi per lei, da dove crede che derivi la loro redditività? Dal mercato, o dalla mafia del crony capitalism, e dai soldi regalati a tasso zero?

    • Detta molto sinteticamente, e giusto limitandosi a far ‘due nomi (non) a caso’ tra la classe politica ‘storica’ – Tatcher e Reagan, chiaramente da considerare sempre con occhio critico e tenendo conto del contesto e periodo storico attuale -, sono d’accordo, sostanzialmente su tutto – almeno come ‘core’ della ‘political culture’ alla quale si dovrebbe fare prevalentemente riferimento, a cui poi si possono eventualmente aggiungere, se e quando è il caso, elaborazioni e riflessioni altre ma non incompatibili.

      Idem per quanto riguarda il giudizio sui Bagnai, Borghi e il sovrautarcomunitarstatalismo – perché questo è il sovranismo che viaggia a slogan: mix di comunitarismo, velleità autarchiche, protezionismo, statalismo assistenzialista foraggiatore di capitalismo clientelare, monopoli e rendite di posizione varie, totalmente deresponsabilizzante verso le responsabilità individuali (del cittadino, del lavoratore, del risparmiatore, dell’investitore, del professionista, dell’imprenditore); nulla ci entrano né la supposta difesa degli interessi nazionali, né quella dell’identità nazionale propriamente intesa, e nemmeno quella delle funzioni dello Stato correttamente inteso.

      Purtroppo però non è questo quel che vedo. Se l’approdo di Gardini e Alberoni in casa Meloni costituiscono il prodromo di un ‘grande polo sovranista, conservatore e popolare’ (come a dire tutto e il contrario di tutto. Capisco la foga della giovinezza Giubilei, e capisco che a quell’età si è molto più soggetti al fascino degli slogan astrattamente ideologici a fini squisitamente elettorali, alla ‘voglia di vincere’ a tutti i costi per poi una volta al governo non fare un emerito cazzo, ma un’accozzaglia del genere non è nulla di diverso rispetto a quanto abbiamo visto, con poche eccezioni, negli ultimi 100 anni di storia italiana, altro che nuova destra…), Dio ce ne scampi e liberi…

      • Il giudizio di Borghi, Bagnai & c. e del loro statalismo della peggior specie è del tutto condivisibile.
        Tra l’altro sarà meglio che Salvini capisca che il suo consenso è dovuto alla gestione dell’immigrazione, a battaglie come quella della legittima difesa (per me più di facciata e di principio che altro), mentre il suddetto statalismo irresponsabile viene solo tollerato dalla stragrande maggioranza dell’elettorato conservatore.
        Che preferisce anche rimanere nell’euro, per inciso.

  5. Perfettamente d’accordo, in Italia si era partiti dal dualismo centrodx e centrosx. Il problema sono gli omuncoli, che li compongono, nessuno vuole rinunciare al proprio orticello. Da qui il fatto che nelle comunali ci siano una miriade di “esterni” locali che hanno la loro lista riconosciuta o appoggiata dal Centrodx o centrosx. La lega con il suo no agli immigrati, FdI con prima gli Italiani, FI con le idee sull politica cara al Berlusca non si fondono e (cosi o peggio la sx). Il problema che molti di questi vengono da una formazione dal mondo civile, niente a che fare con veri politici, quindi la Politica con la P maiuscola non c’e piu, se non la ricostruiamo con veri politici, non ne verremmo fuori, se no come populisti/sovranisti come Maduro o Bolsonaro.

  6. Giubilei, concordo sulla sua analisi – sintetizzata ovviamente perche’ il tema e’ molto ampio, articolato, e profondo dal momento che affronta pensieri e coscienze degli individui -. In Italia non e’ mai stato possibile per colpe gravissime dei due partiti fideisti che hanno impedito in modo delinquenziale con ogni mezzo, per lo piu’ illecito attraverso le solite falsità pseudo culturali. Ma ora e’ arrivato il momento giusto poiche’ ormai il velo della vergognosa falsita’ e ipocrisia e’ caduto quasi del tutto. Manca solo l’ ultima spallata, ma per riuscire dobbiamo essere pronti ad affrontare l’ultimo scontro che non potra’ e non dovra’ essere condotto con il fioretto e, pertanto sara’ il piu’ duro di questi ultimi 70 anni. Per scontro intendo dialetticamente parlando senza senza andare tanto per il sottile se vogliamo riuscire a portare avanti il nostro progetto per realizzarlo in modo totale. Gli altri, intendo tutti e nessuno escluso, hanno iniziato da oltre due anni a sparare a palle incatenate poiche’ si stanno giocando la loro sopravvivenza. I due partiti fideisti hanno cambiato solo i nomi, le sciocchezze sono sempre le medesime.

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