Banca

PASSAGGIO STORICO

Parte la nuova Mediobanca “targata” Mps

Melzi d’Eril nominato ad, Grilli presidente e Panizza vicepresidente. Assemblea di Mediobanca compatta e clima positivo

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È ufficialmente partita la nuova Mediobanca controllata da Monte dei Paschi di Siena, con Vittorio Grilli alla presidenza, Sandro Panizza vicepresidente e Alberto Melzi d’Eril nel ruolo di amministratore delegato.

Subito dopo la nomina, Melzi d’Eril ha inviato un messaggio ai dipendenti esprimendo “emozione e onore per guidare una banca al centro del sistema finanziario italiano da decenni” e invitando tutti a “scrivere insieme un nuovo capitolo della storia della banca”.

Una transizione storica in Piazzetta Cuccia

Alla cerimonia di passaggio erano presenti anche l’amministratore delegato di Mps Luigi Lovaglio e il presidente Nicola Maione, che hanno salutato il nuovo consiglio di amministrazione augurandogli buon lavoro. L’assemblea, presieduta per l’ultima volta da Renato Pagliaro, ha approvato all’unanimità i punti all’ordine del giorno, con una partecipazione pari all’88,9% del capitale sociale.

Il nuovo cda, composto da 12 membri, è stato completamente rinnovato, fatta eccezione per Panizza, rappresentante di Delfin e unico confermato del precedente board. Tra i nuovi ingressi figurano, tra gli altri, Massimo Lapucci, Tiziana Togna, Giuseppe Matteo Masoni, Federica Minozzi, Donatella Vernisi, Andrea Zappia, Ines Gandini, Silvia Fissi e Paolo Gallo, quest’ultimo anche amministratore delegato di Italgas.

Grilli e Melzi d’Eril, la coppia scelta per la nuova Mediobanca

Un banchiere d’affari e tecnico prestato alla politica, e un manager con esperienze nel private equity, nella gestione del risparmio e nel wealth management: la coppia scelta da Mps per guidare Mediobanca è ben assortita, con competenze complementari e il comune denominatore della laurea alla Bocconi.

Il nuovo presidente Vittorio Grilli proviene da J.P. Morgan, dove ha guidato il corporate e investment banking dell’area EMEA. Prima di entrare nel colosso statunitense, Grilli ha ricoperto ruoli di vertice nelle istituzioni italiane: ragioniere generale dello Stato, direttore generale del Tesoro, viceministro e ministro dell’Economia nel governo Monti, in piena crisi del debito del 2012. In Mediobanca porterà una rete di relazioni internazionali di altissimo livello, utile a sostenere lo sviluppo del business, pur senza deleghe operative. È stimato anche da Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, di cui è consulente.

A guidare l’operatività sarà invece Alberto Melzi d’Eril, per oltre cinque anni amministratore delegato di Anima Holding, dove era entrato nel 2011 come direttore finanziario, contribuendo alla crescita dell’asset manager. In precedenza è stato investment director di Clessidra Sgr, e ha maturato esperienze in Unicredit Banca Mobiliare e Dresdner nel team di corporate finance e M&A. Tra i suoi sostenitori figura il gruppo Caltagirone, ex azionista di Anima e secondo socio di Mps.

I due manager avranno ora il compito, in stretto coordinamento con Mps, di accelerare l’integrazione tra i due istituti e realizzare i 700 milioni di euro di sinergie promessi da Lovaglio agli investitori. L’obiettivo industriale è chiaro: Mediobanca concentrata su corporate e investment banking e private banking, mentre Mps si focalizzerà su wealth management e credito al consumo, dimostrando che il progetto di fusione ha basi solide e complementari.

Nuove deleghe e prossime tappe

Nel corso della prima riunione, descritta da Gallo come svolta in “un clima ottimo”, il consiglio ha attribuito le deleghe e deciso di convocare per il 1° dicembre un’assemblea straordinaria volta a modificare lo statuto: tra gli obiettivi, cambiare la denominazione in “gruppo Montepaschi” e allineare l’esercizio fiscale con quello della capogruppo, facendolo coincidere con l’anno solare.

Il cda tornerà a riunirsi il 5 novembre per l’approvazione della trimestrale, che sarà diffusa il giorno successivo, alla vigilia del consiglio Mps sui conti.

Approvati bilancio e dividendo

L’assemblea ha inoltre approvato il bilancio, il dividendo con saldo di 0,59 euro in pagamento il 26 novembre, e le politiche di remunerazione e incentivazione con il piano di performance shares 2025-2026.

È stato fissato un compenso annuo di 2,5 milioni di euro per il consiglio, al netto delle remunerazioni individuali per le cariche assegnate. La società di revisione sarà d’ora in poi PwC, che subentra a EY.

Enrico Foscarini, 28 ottobre 2025


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