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Caccia, oggi parte la stagione venatoria

Preapertura della caccia in molte regioni. Solite proteste degli animalisti ma il comparto vale 8,5 miliardi

Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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La stagione venatoria 2025 prende il via in anticipo: oggi 1 settembre scatta la preapertura della caccia in molte regioni italiane, tra cui Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto. La data ufficiale di apertura, invece, resta fissata per la terza domenica di settembre, il 21.

Questa anticipazione arriva in un momento delicato: il Parlamento sta infatti discutendo il disegno di legge 1552, che potrebbe rivoluzionare il settore. Tra le proposte al vaglio ci sono l’ampliamento del calendario venatorio, la possibilità di caccia primaverile, l’uso di uccelli da richiamo e una riduzione delle aree protette.

Le associazioni animaliste hanno già espresso forte opposizione, mentre il mondo venatorio si dice pronto ad aprire un dialogo su un futuro più sostenibile della caccia in Italia.

Un settore che vale 8,5 miliardi l’anno

Secondo lo studio “Il Valore dell’Attività Venatoria in Italia” di Nomisma, il comparto venatorio genera circa 8,5 miliardi di euro annui tra valore economico, benefici ambientali e impatti sociali.

  • 708 milioni derivano dal mantenimento di habitat e aree umide
  • 20 milioni per il supporto al mondo agricolo nella prevenzione e gestione dei danni da fauna
  • 75 milioni di risparmio ambientale per la sostituzione della carne d’allevamento intensivo con selvaggina
  • 124 milioni in benefici socio-sanitari, legati anche alla riduzione dell’uso di antibiotici
  • 7,5 miliardi di indotto per le filiere armi e accessori

Il rapporto con i consumatori

Dallo studio emerge anche un crescente interesse per la selvaggina: il 62% degli italiani che consuma carne sceglie anche selvaggina, soprattutto al ristorante, mentre il 51% sarebbe disposto ad acquistarla per uso domestico se fosse più reperibile.

Tuttavia, permangono criticità: 2 italiani su 3 dichiarano di non essere sufficientemente informati sulle norme e sul ruolo della caccia nel territorio, indicando la necessità di una comunicazione più chiara e trasparente.

Ritardi per i porti d’arma

Da tempo giungono agli Uffici Centrali della Federcaccia numerosissime segnalazioni da varie parti del territorio nazionale circa gli eccessivi ritardi da parte delle Questure nel rilascio o rinnovo dei porti d’arma. Il presidente nazionale Massimo Buconi si è così rivolto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per sollecitare un suo intervento diretto volto alla soluzione del problema, che viene giustificato dagli Uffici preposti adducendo l’insufficiente fornitura degli appositi supporti documentali utilizzati per il rilascio del libretto e della licenza.

“Come potrà intuire – scrive il presidente – la cosa genera grande disorientamento e disaffezione tra i cacciatori, sia nei confronti dell’impotenza dell’Associazione che della Istituzione preposta”. “Non Le sfuggirà che le polemiche che continuamente coinvolgono l’attività venatoria portano ad esasperare anche le difficoltà burocratiche, soprattutto in prossimità dell’apertura della nuova stagione venatoria”, conclude Buconi sollecitando un intervento del Viminale.

Enrico Foscarini, 1 settembre 2025

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