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Case okkupate: la giustizia difende gli squatter, noi paghiamo

Il Tribunale di Torino assolve 13 squatter che occupavano una casa cantoniera per migranti. Intanto in Italia 48mila immobili abusivi costano milioni ai cittadini

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Il Tribunale di Torino ha assolto 13 attivisti – italiani e stranieri – che avevano occupato la casa cantoniera di Oulx per accogliere migranti in transito verso la Francia. Il giudice ha ritenuto che l’occupazione fosse giustificata dallo “stato di necessità”, riconoscendo come prevalente l’esigenza di “salvare vite umane”.

Di fatto, ancora una volta, una sentenza trasforma un reato in un gesto legittimo, aprendo la strada a una pericolosa deriva: se c’è di mezzo l’accoglienza dei migranti, l’occupazione abusiva non sarebbe più punibile. Una visione che rischia di diventare un lasciapassare per ogni tipo di illegalità mascherata da emergenza.

L’esaltazione politica delle occupazioni

Non bastassero i tribunali, ci pensa anche la politica a legittimare le occupazioni. L’eurodeputata di Avs Ilaria Salis ha recentemente dichiarato: «Le pratiche collettive dell’occupazione di case sfitte danno una risposta concreta al bisogno dell’abitare» e «Mi ritrovo nelle battaglie del movimento di lotta per il diritto alla casa, anche nelle occupazioni».

Parole che suonano come un inno agli squatter e un tradimento verso migliaia di famiglie italiane in lista d’attesa per una casa popolare. Possibile che un rappresentante delle istituzioni europee si faccia paladina di chi viola sistematicamente la legge?

I danni alle città: Roma, Napoli, Bari

Gli esempi concreti non mancano. Solo a Roma, secondo un esposto alla Corte dei Conti, le occupazioni abusive costano 72 milioni di euro l’anno, pari a oltre 700 milioni in dieci anni tra mancati introiti, utenze non pagate e danni strutturali.

A Napoli, la Procura contabile ha rilevato un buco da 133 milioni di euro dovuto a mancati canoni di locazione e consumi non saldati, con episodi paradossali come quello di un alloggio di custode occupato dagli eredi dal 2010 senza pagare un centesimo.

A Bari, l’Arca vanta crediti per 85 milioni di euro a causa di morosità e abusi, con quasi 700 case occupate nella sola provincia, molte delle quali finite nelle mani di esponenti della criminalità organizzata.

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Racket e malaffare

Dove c’è occupazione, spesso c’è anche racket. A Roma il clan Costagliola gestiva appartamenti popolari come se fossero proprietà private, chiedendo fino a 600 euro per ogni assegnazione abusiva. In altri casi sono emerse addirittura ricevute false per soggiorni a pagamento negli immobili occupati, trasformati in veri e propri “ostelli illegali”.

Un’emergenza ignorata

La sentenza di Torino segna un precedente grave: se occupare diventa lecito quando si tratta di migranti, domani quale altra giustificazione si potrà invocare? La politica dovrebbe difendere il diritto alla casa attraverso regole e trasparenza, non con l’apologia dell’abuso.

Le occupazioni non sono un atto di civiltà: sono un crimine che sottrae risorse ai cittadini onesti, crea debiti miliardari per lo Stato (almeno un miliardo di euro) e alimenta la criminalità. Continuare a minimizzare o, peggio, a celebrare chi occupa significa accettare che la legge valga solo per chi non appartiene alle frange più rumorose dell’attivismo politico.

La negazione della proprietà privata

Secondo le stime, gli immobili sottratti illegalmente alla collettività sono circa 48mila, di cui 30mila appartenenti all’edilizia popolare. Un problema che non solo mina il principio della legalità, ma che pesa in modo drammatico sulle casse pubbliche: il costo medio di ripristino per ogni sgombero è di circa 15mila euro. Tradotto: milioni di euro sprecati ogni anno, che finiscono per gravare sulle spalle dei cittadini onesti.

Enrico Foscarini, 12 settembre 2025

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