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Che sia banca o cripto, la crisi parte dalla fiducia

Che sia banca o cripto, la crisi parte dalla fiducia
Che sia banca o cripto, la crisi parte dalla fiducia

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Gli investitori di Terra (Luna) hanno vissuto una settimana drammatica dopo il totale crollo del valore del loro investimento, lasciandoli con una manciata di mosche. Ma cosa è successo?

Terra Luna (UST), che si era classificata tra le 10 criptovalute più preziose fino a questa settimana, con ogni token del valore di circa $ 85 (£ 69,69) il 5 maggio. L’11 maggio era già in una posizione precaria, essendo sceso a $ 17,38 (£ 14,25) fino a valere praticamente 0.

 

Di chi è stata la colpa?

Sono due le cause che vengono imputate a questo crollo: da una parte c’è chi sostiene si sia verificato quello che potrebbe essere molto simile ad uno schema Ponzi. Vi ricordate di Barnie Madoff il celebre finanziere truffatore americano che causò perdite per oltre 17 miliardi di dollari promettendo un rendimento garantito del 10%? Beh, Terra ne garantiva anche 20.

Dall’altra parte c’è chi accusa Blackrock e Citadel, tra i due fondi di investimenti più grandi al mondo, di aver fatto affondare il progetto per colpire il sistema e guadagnarci facendosi dapprima prestare 100.000 Bitcoin da Gemini per poi usarne 25.00 per comprare Terra chiedendo al loro fondatore se potevano avere uno sconto, visto la quantità ingente. Offerta che è stata naturalmente accettata, riducendo però così la quantità di Terra in circolazione. Subito dopo Blackrock e Citadel hanno venduto gli altri 75.000 bitcoin per far crollare il prezzo e scatenare l’effetto domino (riacquistandoli poi per restituirli a Gemini ad un prezzo crollato a 26.000 euro, generando in un giorno oltre un miliardo di euro di profitto)

Quello che è successo può essere paragonato alle famose “corse agli sportelli” quando i risparmiatori non si fidano più della loro banca. Il fatto è che il sistema si reggeva su un valore con garanzia volatile come quella del Bitcoin.

La miccia che ha colpito questo ecosistema si è accesa lo scorso fine settimana, quando sono avvenuti alcuni prelievi di elevata entità da Anchor Protocol, un mercato monetario decentralizzato costruito sulla blockchain Terra. L’istituzione era stata fondamentale per il sostegno della stablecoin negli ultimi mesi, che aveva acquisito particolare popolarità per via  appunto, del suo tasso di rendimento annuo del 20% offerto ai possessori di UST per depositare token sulla piattaforma, in una maniera di fatto identica al funzionamento di un normale conto bancario su cui vengono pagati interessi sui depositi. 

Il loro prelievo ha fatto calare i depositi da 14 miliardi a 11. Successivamente è stato effetuato un prelievo di 150 milioni anche dai fondatori di Terra riversandone 100 milioni quando il prezzo aveva iniziato a scendere ma ormai era troppo tardi perchè il suo valore si era sganciato dal dollaro toccando inizialmente i 65 centesimi di dollari. Un crollo che ha causato un’onda d’urto violenta sul meccanismo di equilibrio dell’algoritmo

Quando anche il prezzo del bitcoin è sceso oltre una certa soglia il valore delle azioni è crollato mandando in fumo 40 miliardi di capitalizzazione innescando un effetto domino perdendo la capacità di mantenere la parità di cambio tra l’incredulità generale dei trader.

Incredulità che deriva dal fatto che la cripto è una stablecoin algoritmica con il valore ancorato a 1 dollaro e finora ha guadagnato il favore degli operatori per la sua nota stabilità, anche nei momenti critici di mercato.

Si tratta del più colossale fallimento che ci sia mai stato sui mercati crypto facendo calare un’ombra sulla validità delle criptovalure.

 

Cos’è una stablecoin?

Ed in che senso algoritmica? La stablecoin è una valuta che rispecchia il valore della moneta fiat (moneta a corso legale) alla quale è ancorata, mantenendo un rapporto costante di 1 a 1. La moneta fiat è banalmente il denaro che spendiamo normalmente: in Europa l’Euro, America il dollaro, Yen e qualunque valuta nazionale.

Le Stablecoin sono quindi la trasposizione digitale, ovvero una criptovaluta che mantenga un rapporto di 1 a 1 con la valuta corrente che i creatori hanno scelto per renderla stabile. Questa stabilità è perseguita o detenendo asset liquidi come monete, azioni ed obbligazioni ad alto record in una quantità espressa in valuta tradizionale equivalente ai coin in circolazione oppure attraverso algorimi che automaticamente gestiscono vendite e acquisti per regolare il valore della valuta digitale.

Algoritmica quindi significa che non è basata su un deposito centrale o una terza parte che funge da intermediario, come una banca, ma da un algoritmo neutrale che ne stabilizza il prezzo.

Quello che è successo gli scorsi giorni è stato che “Luna” e “Terra” non solo hanno perso la parità con il dollaro ma sono crollate totalmente.

All’ inizio del 2021 l’ecosistema terra aveva registrato una crescita impressionante passando da un valore di 180 milioni di dollari fino ad oltre 18 miliardi nelle scorse settimane mentre il prezzo di LUNA ha registrato una vera e propria esplosione passando da 66 centesimi di dollaro all’inizio del 2021 per toccare il massimo storico di quasi 120 dollari lo scorso 4 maggio 2022.

Le stablecoin sono inoltre ritenute dai trader di cripto un parcheggio sicuro per i loro contanti durante le loro scommesse sul volatile mercato delle criptovalute. Tra queste Tether, altra cripto che questi giorni ha subito un forte scossone, gioca un ruolo cruciale nel facilitare gli scambi sul mercato cripto offrendo anche un legame con il sistema finanziario tradizionale.

 

Cos’è Tether?

È tra le principali stablecoin. Fondamentalmente funziona un po’ come il tradizionale dollaro, ovvero ogni singolo dollaro emesso in Tether ha una collateralizzazione fisica (termine tecnico per indicare il collegamento, agganciamento ad un altro asset come il dollaro o l’oro) di qualche tipo. Cosa significa? Che per ogni Tether la compagnia possiede l’equivalente in dollari, titoli, obbligazioni o qualunque altro asset che, all’occorrenza, potrebbe essere convertito in valuta legale per soddisfare il cliente che necessita riconvertire i propri averi in dollari classici.

 

Che differenza c’è tra le stablecoin e le criptovalute?

Spesso non è chiara la differenza tra le due valute digitali. Le stablecoin o monete stabili non sono altro che un tipo di criptovalute create per mantenere un prezzo meno volatile. Il valore delle tre più grandi, Tether, Circle’s USD Coin e Binance USD, si è gonfiato fino a circa 110 miliardi di dollari da circa 11 miliardi di un anno fa. Il valore delle Stablecoin è reso stabile dall’ancoraggio a un elemento di scambio più stabile: una valuta fiat (come dollaro o euro), oppure una commodity (come l’oro).

Le criptovalute invece, nonostante siano considerate una rivoluzione economica, sono molto instabili nella loro valutazione. L’idea di fondo quindi, è quella di eliminare almeno in parte la volatilità che ha sempre caratterizzato le criptovalute classiche.

Un’altra differenza sostanziale tra stablecoin e criptovalute è la volatilità che rende difficile l’uso delle criptovalute per i pagamenti giornalieri. Facciamo un esempio concreto: dati alla mano, se aveste investito lo scorso 1° ottobre 1.000 Euro in Shiba Inu (SHIB), il 1° novembre il valore del vostro portafoglio avrebbe toccato i 9.088 Euro, mentre il 1° gennaio sarebbe sceso a 2.888 Euro. Un portafoglio Tether (la stablecoin), nelle stesse tre date, sarebbe passato da 1.000 a 1001,62 a 1017,82 Euro.

Le stablecoin vengono a volte definite “antibitcoin” ma non è corretto in quanto entrambe le criptovalute permettono pagamenti criptati con il sistema blockchain.

 

Conclusione

Quale potrebbe essere in questi casi la soluzione? Prima di tutto non investire in qualcosa che non capisci, è importante conoscere in cosa si sta investendo e soprattutto i rischi, come le opportunità, a cui si va incontro. Quando si investe in titoli potenzialmente rischiosi o volatili,  investi non più di quanto ti puoi permettere di perdere. Il guadagno facile in finanza non esiste, c’è sempre un prezzo da pagare. Ma soprattutto diversificare è la soluzione ideale quando si decide di investire, qualunque sia il prodotto. Per poter ottenere rendimenti non si può sfuggire da un metodo, dalla pazienza e da un obiettivo chiaro.

 

Deborah Ullasci, 14 maggio 2022