Economia e Logistica

L'ANALISI

Debiti PA, il ritardo è di “soli” 8 miliardi

I cittadini devono essere puntuali con le tasse, lo Stato con i debiti della PA si prende tutto il tempo (necessario). L'analisi della Cgia

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Nel 2024 i debiti che la PA ha dimenticato di pagare ai propri fornitori sono ammontati a 8,15 miliardi di euro. Eppure, se un cittadino o un’azienda anche solo sogna di versare in ritardo tasse o contributi, arrivano subito sanzioni e interessi. Evidentemente la puntualità è una virtù… solo quando devono incassare.

Maglia nera d’Europa

Con uno stock di debiti commerciali di 58,7 miliardi di euro, pari al 2,7% del Pil, l’Italia è ufficialmente la peggiore in Ue. Germania, Francia e Spagna ci guardano dall’alto dei loro numeri ben più bassi. La media Ue? 1,6%. Noi, come sempre, facciamo scuola… ma nel senso sbagliato.

Tempi medi sotto i 30 giorni… sulla carta

Per la prima volta dal 2013 i tempi medi ponderati di pagamento dei debiti della PA scendono sotto i 30 giorni. Bene? Sì e no. Perché dietro i numeri ci sono “trucchi” degni di un prestigiatore:

  • Pagare prima le fatture grosse e lasciare indietro quelle piccole
  • Dire ai fornitori quando possono emettere fattura (ovviamente solo quando ci sono i soldi in cassa)

Così l’Indice di Tempestività dei Pagamenti resta bello pulito… e il problema resta.

La proposta (di buon senso) ignorata

La Cgia l’ha detto chiaramente: basta con i saldi mancati. Serve la compensazione secca tra i crediti certi verso la PA e i debiti fiscali o contributivi verso lo Stato. Così si smetterebbe di tenere le imprese per la gola. Ma evidentemente è più comodo continuare così.

Il podio del ritardo

Chi sono i campioni del “poi pago”? Alcuni esempi 2024:

  • RAP Palermo: 88 giorni oltre i termini
  • ASP Crotone: 88 giorni
  • Comune di Cosenza: 57 giorni
  • ATAC Roma: 48 giorni
  • AMAT Palermo: 45 giorni
  • ANAS: 15 giorni
  • Ministero del Lavoro e della Salute: 13 giorni

Morale della favola

Se il cittadino paga in ritardo, è evasore. Se lo Stato lo fa, è “ritardo tecnico”. L’Italia rimane un Paese dove la puntualità è obbligatoria… ma a senso unico.

Enrico Foscarini, 9 agosto 2025

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