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Green pass ok, l’Italia di Mario Draghi non si è fermata.

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L’Italia di Mario Draghi non si ferma. Non si è fermata. Ieri gli italiani hanno lavorato, si sono spostati, hanno studiato, sono andati nei ristoranti, negli uffici, in vacanza, nei cinema, nelle biblioteche. Le merci hanno viaggiato e sono entrate e uscite dai porti. I servizi essenziali hanno funzionato: mobilità pubblica, ospedali e scuole non hanno subito significativi inconvenienti. Gli sportelli della pubblica amministrazione hanno riaperto al pubblico, tutti insieme. 

Chi non si è ancora vaccinato, chi non ha potuto dimostrare con il tampone rapido o molecolare di essere negativo al Covid, non ha bloccato il sistema. Semplicemente è rimasto a casa, in aspettativa non retribuita. L’Italia è green. Semaforo verde per la stragrande maggioranza di lavoratori che sono potuti entrare regolarmente a lavoro.

Un’Italia vaccinata e sempre meno contagiata. Fiduciosa grazie al proprio senso civico e alla fiducia nella scienza che la pandemia sarà presto alle nostre spalle. Pronta a seguire le regole, severe, ma di buonsenso di un governo che ha deciso di non scendere a compromessi con chicchessia sulla salute dei propri cittadini, per mera paura del dissenso. 

Il governo ha tenuto fede al principio democratico della forza della maggioranza. Perché il popolo dei novax, degli indecisi, degli ipocriti del “mi vaccino dopo perché non mi fido, vediamo prima cosa capita agli altri”, degli approfittatori che vogliono destabilizzare il quadro democratico è davvero una piccola minoranza. Chiassosa ed eterogenea, in alcune componenti anche pericolosa, ma pur sempre una minoranza. E come tale va trattata.

Con rispetto, ascoltandone le ragioni e le motivazioni quando espresse nell’alveo delle regole democratiche, ma senza assecondare la loro sindrome di Aristotele. Chi pretende di voler avere sempre ragione e si sente superiore, in realtà è affetto narcisisticamente da una propensione a non avere il dubbio di poter essere nel torto. Ma chi pretende che la propria presunta ragione prevalga sulla maggioranza delle opinioni contrarie, sulla fattualità dei dati, sulle evidenze empiriche è un pericolo per la democrazia.  

Occorre stare all’erta soprattutto quando l’ego di queste persone viene solleticato dai cinici che ne cavalcano le posizioni per averne un ritorno meramente utilitaristico. Cosa pensare di chi protesta legittimamente convito delle proprie ragioni, protetto dal diritto costituzionale della libertà di pensiero, consente che altri dal passato oscuro si impadroniscano della sua rivendicazione per spargere violenza, odio, sedizione?

Le scene della devastazione della sede della CGIL sono state il 6 gennaio italiano. Come l’attacco al Congresso americano, anche la distruzione furiosa e il bivacco inscenato nella sede di Corso d’Italia, ci riporta all’evidenza dell’insensatezza di gesti collettivi compiuti da persone ignare realmente di quello che stanno compiendo. Come i topi nella fiaba del pifferaio magico, le masse a volte vengono soggiogate dalla flautata propaganda di pochi. La reazioni del sistema istituzionale e la vicinanza delle istituzioni al sindacato è stata un balsamo, ma resta l’evidenza che non tutti i partiti siano disposti a rinunciare al consenso di questa parte minoritaria dell’elettorato.

Così in un filo rosso che lega le scene di solidarietà alla CGIL del governo per l’attacco subito e la decisione dello stesso governo di non assecondarne le ultime richieste sul green pass unisce plasticamente la forza del rispetto per tutti gli attori democratici e il coraggio dell’autonomia nel svolgere il ruolo esecutivo che consiste in ultima analisi nel prendere decisioni e attuarle

In un Paese abituato al rinvio dell’ultimo secondo, alla certezza confortata dall’abitudine reiterata in ogni circostanza che i limiti temporali previsti dalle norme siano solo orizzonti mobili facilmente rinviabili ogni qualvolta si giunga nei loro pressi, deve essere stata una sorpresa il fermo no di Draghi posto ai sindacati alla loro richiesta di rinvio dell’efficacia nel green pass per i lavoratori.

Il governo ha mantenuto il punto, non ha sconfessato la propria strategia neanche cedendo sul tema dei tamponi gratuiti. Saper tenere fede per coerenza ad una posizione ritenuta fondamentale può apparire evento consueto nelle democrazie mature, ma non è un cosa che abbiamo spesso visto fare ai governi italiani. 

La spinta gentile del green pass ha funzionato. I tempi sono stati adatti per consentire ai ritardatari di rimediare alla loro titubanza. Oltre l‘85,26% degli italiani ha fatto almeno la prima dose del vaccino. Nell’ultima settimana l’incremento rispetto a quella precedente è stato del +34%. Il sistema ha retto. Molti indecisi e i riottosi sono stati convinti e sospinti alla vaccinazione.

Gli ultimi probabilmente non lo saranno. Ma è stato dimostrato, grazie alla fermezza dell’esecutivo, pronto a verificare la giustezza della propria decisione che i novax non hanno la forza per fermare il sistema. L’Italia corre verso la fine del tunnel della pandemia e si avvia a una stagione di ripresa economica. 

Scienza e democrazia sono gli artefici di questa condizione. E anche Aristotele ne converrebbe. 

 

Antonello Barone

 

 

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Pigi
Pigi
18 Ottobre 2021 10:27

Incredibile. Sono riuscito a trovare un articolo più servile, più lecchino, con più piaggeria di questo.

https://www.ilgiornale.it/news/politica/si-vota-meno-effetto-draghi-1982772.html

Quest’ultimo che ho citato scalza il presente articolo dal primo posto come genuflessione dell’anno.
Propongo di tornare qui ogni tanto e aggiornare l’elenco.
Mettetelo tra i preferiti.

Pigi
Pigi
18 Ottobre 2021 7:02

L’Italia non si ferma, come non si è fermata durante i lockdown.
L’Italia sta tornando indietro adesso.
Peccato, se non avessimo avuto alcun governo avremmo ripreso la corsa.

Vittorio
Vittorio
17 Ottobre 2021 18:54

Magari l’Italia non non si è fermata ma è riuscita a scrivere una delle pagine più nere della storia recente.

Quello che certe persone non si riescono a ficcare in testa, a partire dalla politica, è che la ricchezza si è sempre prodotta in situazioni di grande libertà.

art3mide
art3mide
17 Ottobre 2021 18:21

Sono andata a vedere la professione di questo sorprendente (in senso negativo)… autore sci-fi.
La descrizione qui sul blog spiega tante cose:

segue

marcor
marcor
17 Ottobre 2021 18:17

Articolo che sembra scritto dal Drago in persona. Non canti vittoria il Barone dei giornalisti di regime, che ancora potrebbe infettarsi nonostante il vaccino o beccarsi una reazione avversa, ovviamente non correlata. Dopodichè è auspicabile che vada avanti a tapichirina e vigile attesa e faccia anche la terza, quarta e quinta dose, senza ricorrere alle cure domiciliari. Nel caso andrà così?

Sergio
Sergio
17 Ottobre 2021 15:31

Che l’Italia non s’è fermata consiglio all’autore di prendere l’auto e fare un giro a Trieste ma anche a Genova. Oggi domenica i varchi sono ancora chiusi e sono decine i tir incolonnati in strada in attesa che il porto apra.
Ve lo dico io che ci vivo il porto di Genova è FERMO da venerdì mattina e parlando coi manifestanti lo resterà fino a mercoledì almeno.

E dalle voci che girano pare che nei prossimi giorni non saranno gli unici a protestare..

geogio
geogio
16 Ottobre 2021 19:54

Per la Cronaca. Trieste fermo, ma i tg dicono il contrario. pero’ dai video dei manifestanti e’ palese che non ce’ attivita’. Un sacco di supporters in tutta Trieste

geogio
geogio
16 Ottobre 2021 18:01

Barone: Cosa pensare di chi protesta legittimamente convito delle proprie ragioni, protetto dal diritto costituzionale della libertà di pensiero, consente che altri dal passato oscuro si impadroniscano della sua rivendicazione per spargere violenza, odio, sedizione? Chiediamolo alla Lamorgese, visto che ha sortato i neofascisti a spaccare la CGL. Poliziotti infiltrati, barriere di carabinieri rimosse (intervista Taormina).E gli Autonomi di Milano? Sui dati inconfutabili ricordiamoci le bugie del governo da Conte a Draghi. Cominciando dal teatrino delle Bare di Brescia