Economia

CAOS EVITATO

Airbus, 5mila A320 riprendono a volare. Anche il Papa al sicuro

Aggiornamenti software a tempo di record. La situazione dei voli sta tornando normale dopo i rapidi interventi tecnici

Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Le principali compagnie aeree mondiali stanno rientrando alla normalità dopo l’ondata di cancellazioni e ritardi legata al difetto software individuato sugli Airbus della famiglia A320. In appena 48 ore, oltre 5.000 aeromobili hanno ricevuto il nuovo aggiornamento obbligatorio, richiesto dalle autorità di sicurezza europee e statunitensi dopo l’analisi sull’incidente del volo JetBlue del 30 ottobre.

Cos’è successo: il software esposto alle radiazioni solari

L’indagine tecnica condotta da Airbus ha confermato che un’anomalia introdotta da un aggiornamento software può rendere vulnerabile il sistema di controllo ELAC, esponendolo a errori in caso di intensa attività di radiazioni solari. Il malfunzionamento sarebbe alla base della repentina perdita di quota registrata dal volo JetBlue Cancun–Newark, costretto a un atterraggio d’emergenza a Tampa, con 15 passeggeri feriti.

Dopo la conferma dell’origine del problema, l’EASA e la FAA hanno imposto un intervento immediato su migliaia di velivoli.

Ritorno alla normalità in Europa

Per la maggior parte dei jet il ripristino richiede meno di due ore e può essere eseguito tra un volo e l’altro o durante i controlli notturni. Grazie al lavoro continuato dei team tecnici, la rete europea è tornata quasi del tutto regolare già da sabato mattina. Il ministro dei Trasporti francese Philippe Tabarot ha parlato di “situazione stabilizzata”, mentre Lufthansa, dopo aver completato gli aggiornamenti nella notte, non prevede ulteriori cancellazioni.

Nel Regno Unito, l’impatto è stato minimo: solo tre aerei British Airways necessitavano dell’intervento. EasyJet ha segnalato possibili aggiustamenti d’orario, comunicati direttamente ai passeggeri.

I numeri nel mondo

Negli Stati Uniti, l’intervento è arrivato nel pieno del rientro del weekend di Thanksgiving:

  • American Airlines (480 A320 in flotta, 209 coinvolti) prevede di completare le ultime operazioni oggi, dopo aver gestito la maggior parte dei velivoli nella giornata di venerdì.
  • Delta stima meno di 50 jet interessati.
  • United ha solo sei aerei coinvolti, con lievi ritardi.
  • Hawaiian Airlines non è interessata dal problema.

In Asia, All Nippon Airways ha annullato 65 voli domestici e avvertito di ulteriori possibili riprogrammazioni.

Il caso del velivolo papale

Tra gli aerei coinvolti c’è anche quello utilizzato da Papa Leone XIV nel suo viaggio inaugurale in Turchia e Libano. Il team tecnico di ITA Airways ha comunicato che il componente necessario — il modulo per l’aggiornamento del sistema ELAC — è stato spedito da Roma direttamente a Istanbul, insieme al tecnico incaricato dell’installazione. L’intervento, completato in tempi rapidissimi, ha consentito di rispettare la tabella di marcia del volo papale previsto verso Beirut.

Disagi in calo

La maggior parte delle compagnie ha scelto di eseguire l’aggiornamento senza interrompere massicciamente le operazioni.

  • Air India ha già completato oltre il 40% degli interventi, senza cancellazioni.
  • SAS ha operato nella notte e ora vola regolarmente.

Secondo gli analisti, l’eccezionale diffusione della famiglia A320 — la più utilizzata al mondo nella fascia single-aisle — ha reso il difetto particolarmente critico. Tuttavia, la rapidità della soluzione ha evitato uno scenario di caos prolungato.

Una delle campagne più rapide di sempre

Gli esperti del settore sottolineano come questo intervento, pur imponente per numeri, sia stato gestito a una velocità senza precedenti: “Una correzione così diffusa su una flotta così grande, completata in pochi giorni, è un evento raro”, afferma Mike Stengel di AeroDynamic Advisory.

Con gli aggiornamenti ormai quasi completati e l’operatività tornata stabile nella maggior parte dei Paesi, le compagnie confermano che la priorità resta la stessa: garantire la massima sicurezza senza compromettere la continuità dei collegamenti.

Enrico Foscarini, 29 novembre 2025

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