Commenti all'articolo Glovo, il suicidio della gig economy in Italia
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Onan il Barbaro
12 Febbraio 2026, 11:28 11:28
Il problema è che non si tratta veramente di “collaborazioni occasionali”. Magari sono occasionali per il lavoratore, ma non per l’azienda. L’azienda lavora solo così. Tutto il lavoro è svolto da questi poveretti che vengono pagati una miseria. Effettivamente non vedo dove sta (continua)
Fabry
12 Febbraio 2026, 8:59 8:59
I problemi che evidenzia (reali) vanno distinti o si fa ancora più danno. Ma la realtà da noi è sintetizzabile in uno solo. La concentrazione per legge di potere e ricchezza nelle mani di pochi. Uno dei “pochi” è proprio lo stato. E la crescente “esazione” genera il resto. Miseria e fuga inclusi..
Maurizzzio
12 Febbraio 2026, 7:56 7:56
Da un lato è praticamente l’unico lavoro onesto cui possono accedere facilmente i pagapensione, quasi tutti senza arte ne parte. Dall’altro rappresentano una piaga per il traffico urbano e sono “filosoficamente” uno scandalo nel concetto di lavoro. Basta guardare le pubblicità: un festival di
Sertorio
11 Febbraio 2026, 23:13 23:13
Non occorre regolare tutto, ma se il settore prospera con margini minimi (e già nella ristorazione sono bassi) e che non può sopportare di abbassare (per assicurazioni, contributi, aumenti etc) significa che deve chiudere.I 10mlm di clienti ne faranno a meno o i2 milioni rimanenti pagheranno di più.
Stefano
11 Febbraio 2026, 22:19 22:19
Se il lavoro è quello di portare le pizze a casa il futuro è segnato.
Usare bande di schiavi e pretendere il 20% dai commercianti che producono il cibo rasenta il mafioso.
Non erano necessari fino a qualche tempo addietro e non ne sentiremo la mancanza.
Addio
Ilario bodini
11 Febbraio 2026, 22:00 22:00
Nessuna propaganda borghese può scalfire la certezza che il proletariato si riorganizzerà per lottare anche con modi non convenzionali. Annientare il liquame liberista è dovere delle forze collettiviste panauropee
Il problema è che non si tratta veramente di “collaborazioni occasionali”. Magari sono occasionali per il lavoratore, ma non per l’azienda. L’azienda lavora solo così. Tutto il lavoro è svolto da questi poveretti che vengono pagati una miseria. Effettivamente non vedo dove sta (continua)
I problemi che evidenzia (reali) vanno distinti o si fa ancora più danno. Ma la realtà da noi è sintetizzabile in uno solo. La concentrazione per legge di potere e ricchezza nelle mani di pochi. Uno dei “pochi” è proprio lo stato. E la crescente “esazione” genera il resto. Miseria e fuga inclusi..
Da un lato è praticamente l’unico lavoro onesto cui possono accedere facilmente i pagapensione, quasi tutti senza arte ne parte. Dall’altro rappresentano una piaga per il traffico urbano e sono “filosoficamente” uno scandalo nel concetto di lavoro. Basta guardare le pubblicità: un festival di
Non occorre regolare tutto, ma se il settore prospera con margini minimi (e già nella ristorazione sono bassi) e che non può sopportare di abbassare (per assicurazioni, contributi, aumenti etc) significa che deve chiudere.I 10mlm di clienti ne faranno a meno o i2 milioni rimanenti pagheranno di più.
Se il lavoro è quello di portare le pizze a casa il futuro è segnato.
Usare bande di schiavi e pretendere il 20% dai commercianti che producono il cibo rasenta il mafioso.
Non erano necessari fino a qualche tempo addietro e non ne sentiremo la mancanza.
Addio
Nessuna propaganda borghese può scalfire la certezza che il proletariato si riorganizzerà per lottare anche con modi non convenzionali. Annientare il liquame liberista è dovere delle forze collettiviste panauropee