Quello che sembrava destinato a restare uno dei tanti episodi curiosi della parata per il titolo NBA dei New York Knicks si è trasformato in una vicenda con conseguenze professionali molto pesanti. Una dirigente di JPMorgan Chase, immortalata mentre portava via uno dei cestini celebrativi installati lungo il percorso della festa, non lavora più per la banca.
Il video, diventato rapidamente virale sui social, aveva suscitato migliaia di commenti e acceso il dibattito sul comportamento della donna durante i festeggiamenti.
La dirigente identificata dopo il video virale
Secondo quanto riportato dal New York Post, la protagonista del filmato sarebbe Angie Báez, 40 anni, che ricopriva il ruolo di direttore esecutivo per il coinvolgimento della comunità nella divisione carte di JPMorgan Chase, un incarico che negli Stati Uniti può garantire una retribuzione annua nell’ordine di diverse centinaia di migliaia di dollari.
La banca ha confermato la conclusione del rapporto di lavoro senza aggiungere ulteriori dettagli. Un portavoce dell’istituto ha dichiarato: “Questa dipendente non è più con l’azienda”. Báez non ha rilasciato commenti. Nel frattempo il suo profilo LinkedIn risulta rimosso. In passato aveva lavorato anche per The Infatuation, società successivamente acquisita da JPMorgan Chase, oltre ad aver ricoperto incarichi presso Squarespace e Saks Fifth Avenue.
Il cestino dei Knicks restituito
Dopo il primo filmato, un secondo video mostrava Báez sorridente mentre viaggiava in metropolitana con il cestino celebrativo dei Knicks.
Pochi giorni dopo, il Dipartimento di Sanificazione di New York (DSNY) ha comunicato che il contenitore era stato restituito, senza indicare da chi. Sul profilo ufficiale dell’ente è comparso un messaggio accompagnato dalla fotografia del cestino: “Home sweet home!”
Nessuna denuncia né accuse penali
Nonostante la grande attenzione mediatica, la vicenda non ha avuto finora conseguenze sul piano giudiziario.
La polizia di New York ha infatti precisato che non è stata presentata alcuna denuncia e che Angie Báez non è stata incriminata per alcun reato. In città, il furto di beni dal valore inferiore ai 1.000 dollari rientra generalmente nel reato di petit larceny, un illecito che, per i trasgressori alla prima violazione, può comportare una multa oppure lavori socialmente utili.
I cestini celebrativi simbolo della parata
I caratteristici cestini in rete metallica decorati con i colori arancione e blu dei New York Knicks erano stati realizzati in edizione limitata grazie a una collaborazione tra il marchio di abbigliamento Only NY e il Dipartimento di Sanificazione della città.
Già prima della parata molti tifosi avevano ironizzato sui social, prevedendo che qualcuno avrebbe tentato di portarli via come ricordo storico dell’evento. Un utente aveva scritto: “Le strade saranno piene di spazzatura perché il 100% di questi cestini verrà rubato.”
Per chi desidera conservare un ricordo senza appropriarsi di quelli installati per strada, è disponibile una replica domestica del cestino celebrativo, venduta al prezzo di 168 dollari, insieme ad altri accessori ispirati alla collaborazione tra i Knicks e il servizio di igiene urbana di New York.
Una vicenda che racconta un mondo diverso
Al di là dell’episodio in sé, la vicenda evidenzia una differenza culturale e giuridica tra gli Stati Uniti e molti Paesi europei, Italia compresa. Negli Usa, soprattutto per chi ricopre incarichi dirigenziali o di rappresentanza, l’immagine personale è spesso considerata parte integrante di quella dell’azienda. Per questo comportamenti che possono danneggiare la reputazione del datore di lavoro, anche se non sfociano in una condanna penale, possono avere conseguenze immediate sul rapporto di lavoro. Come è accaduto per JpMorgan.
Una situazione del genere difficilmente produrrebbe gli stessi effetti in Italia, dove il sistema di tutele rende molto più complesso un licenziamento legato a una condotta extralavorativa e non è raro che controversie di questo tipo finiscano davanti al giudice del lavoro, con possibili reintegri o risarcimenti qualora il licenziamento venga ritenuto illegittimo.
Enrico Foscarini, 27 giugno 2026
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


