Negli ultimi mesi il Green Deal europeo è tornato al centro del confronto politico, con diversi governi e rappresentanti del settore che chiedono di rivedere norme considerate troppo restrittive. In questo scenario la Commissione europea ha avviato una consultazione decisiva sulla revisione del regolamento Ecodesign, una mossa che segna un cambio di approccio rispetto alle politiche della precedente legislatura. L’attenzione si concentra soprattutto sul futuro delle caldaie a gas, un tema delicato per un mercato che in Italia vale oltre 900mila unità l’anno.
Dalle restrizioni del 2023 alla nuova impostazione
Le norme attualmente vigenti prevedono una progressiva uscita di scena degli impianti alimentati a gas naturale, con il traguardo del 2040 come data per l’eliminazione definitiva delle caldaie a combustibili fossili. Le prime bozze del regolamento Ecodesign circolate nel 2023 avevano fissato addirittura uno stop alla commercializzazione già dal 2029, mentre dal 2024 gli Stati membri non possono più introdurre incentivi per l’acquisto di nuove caldaie a metano.
La revisione oggi in consultazione rovescia quell’impostazione. La nuova bozza elimina qualsiasi ipotesi di bando immediato e punta su un percorso più progressivo, consentendo la permanenza sul mercato delle caldaie a condensazione e dei modelli tradizionali. Al centro resta il tema dell’efficienza stagionale minima, completamente riformulato rispetto al passato.
Il nuovo parametro di efficienza stagionale
Il limite previsto nel testo del 2023 era così elevato da escludere in pratica ogni tipo di caldaia, configurando un divieto implicito. L’industria del settore, soprattutto italiana, aveva reagito con forza. Il presidente di Assotermica, Giuseppe Lorubio, ha definito quel livello «insostenibile per il tessuto industriale europeo» e aveva messo in guardia dal rischio di «effetti irreparabili».
La nuova bozza abbassa in modo significativo la soglia tecnica, permettendo la continuità della produzione e vendita dei principali modelli oggi in commercio. L’obiettivo sembra spostarsi verso una riduzione graduale del consumo di gas attraverso tecnologie più efficienti e non tramite divieti immediati.
Il rapporto con la direttiva Case Green
Il documento rimarrà in consultazione pubblica fino al 26 dicembre, ma la Commissione ha già chiarito che la revisione dell’Ecodesign non modifica gli obiettivi climatici fissati dalla direttiva EPBD, la cosiddetta direttiva Case Green. Il target del 2040 per l’eliminazione delle caldaie alimentate da combustibili fossili resta quindi invariato, anche se la cancellazione del divieto del 2029 apre interrogativi sulla sua realizzabilità.
Bruxelles continuerà comunque a chiedere ai governi un impegno concreto per ridurre l’uso del gas negli edifici, puntando su rinnovabili, pompe di calore, solare termico e sistemi ibridi. Secondo Lorubio, il parco impianti italiano è particolarmente datato e necessita di un profondo ricambio tecnologico. Come ha dichiarato, «le caldaie a condensazione sono già pronte a funzionare con combustibili rinnovabili e a integrarsi con solare termico e pompe di calore».
Le reazioni dell’industria
La revisione è stata accolta in modo positivo dal settore. Assotermica parla di una scelta più equilibrata, capace di accompagnare la transizione energetica senza colpire duramente un comparto industriale strategico. La nuova impostazione non elimina infatti la necessità di ridurre la dipendenza dal gas, ma affida il percorso a politiche nazionali, incentivi e soluzioni tecnologiche già disponibili.
Il testo definitivo del regolamento Ecodesign arriverà nella prima metà del 2026 e dovrebbe diventare operativo tra il 2028 e il 2029. L’Unione sembra così orientarsi verso un modello che sostiene l’evoluzione del mercato, spingendo l’efficienza ma evitando divieti che la tecnologia attuale non potrebbe soddisfare.
Enrico Foscarini, 5 dicembre 2025
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