Economia

IL FATTO

Ex Ilva, ormai è caos totale

Tra scioperi e accuse al governo i sindacati denunciano rischi per i posti di lavoro e chiedono una soluzione. Ma è troppo tardi

Ilva
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

La vertenza dell’ex Ilva è precipitata in un caos totale, con Genova trasformata in uno dei punti più incandescenti della crisi industriale. Nel quartiere di Cornigliano lo stabilimento è stato occupato dai lavoratori in sciopero, mentre la strada a mare Guido Rossa è rimasta bloccata per ore dopo il corteo partito all’alba. Le tensioni sono esplose dopo l’ennesima rottura con Palazzo Chigi, che non è riuscito a rassicurare sindacati e lavoratori sul destino degli impianti del Nord.

I sindacati denunciano da giorni l’assenza di un piano credibile, un giudizio che nelle ultime ore si è trasformato in aperto conflitto. A Genova, Fim, Fiom e Uilm parlano di uno scenario drammatico, con l’ombra della chiusura che si allunga su circa mille posti. «Sono mille i posti di lavoro a rischio» è il grido d’allarme che arriva dal fronte sindacale, esasperato da mesi di incertezza e da un confronto che non sembra produrre soluzioni.

La scintilla definitiva è scoccata dopo il vertice di ieri a Palazzo Chigi, da cui i rappresentanti dei lavoratori sono usciti furiosi. «Abbiamo rotto, abbiamo dichiarato 24 ore di sciopero perché i nostri dubbi sono diventate certezze. È un disastro», ha dichiarato il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, annunciando la mobilitazione immediata. Secondo il sindacato, il nuovo impianto programmatico «porta alla chiusura dell’ex Ilva» e rivela «il mancato senso di responsabilità delle istituzioni e del governo».

Leggi anche:

A rincarare la dose è la Fim, con il segretario generale Ferdinando Uliano che ha spiegato come il piano presentato a luglio – e allora condiviso con il governo – «nel nuovo bando non c’è più». Secondo Uliano, lo stop alle aree a freddo appare come «la prospettiva di chiudere lo stabilimento per metterlo nelle disponibilità di potenziali acquirenti, che ad oggi non ci sono», motivo per cui il rapporto con l’esecutivo è precipitato «dall’alleanza allo scontro».

«Abbiamo detto con chiarezza che non c’è alcun aumento della cassa integrazione» ma piuttosto «c’è un forte, significativo investimento sulla formazione con l’intenzione di concentrare le risorse proprio sulla manutenzione degli impianti ai fini della maggiore tutela, come doveroso, dei nostri lavoratori che nel contempo dovranno seguire ce lo auguriamo dei corsi di formazione per essere meglio preparati anche professionalmente alle nuove tecnologie green che si intendono installare», ha ribadito il ministro delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso, promettendo percorsi di formazione e un focus sulla manutenzione degli impianti in vista della transizione verso tecnologie green. Una rassicurazione che, tuttavia, non sembra aver convinto le rappresentanze dei lavoratori, già provate da mesi di stop, produzione al minimo e un futuro industriale sempre più nebuloso.

Intanto a Genova continuano presidi e proteste. I lavoratori annunciano che la mobilitazione non si fermerà finché non arriveranno certezze concrete. Ma, tra vertici che naufragano, piani industriali che cambiano di settimana in settimana e un mercato dell’acciaio in piena trasformazione, l’unica certezza è la confusione. Un caos che rischia di trasformarsi in una crisi sociale irreversibile. Una proprietà “sequestrata”, un ramo d’azienda affidato a un diretto concorrente che voleva la fine del più grande polo siderurgico europeo e le popolazioni (di Taranto ma anche di Genova) indottrinate alle follie green non lasciano presagire nulla di buono.

Enrico Foscarini, 19 novembre 2025


Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Lui conserva tutto - Vignetta del 16/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Lui conserva tutto

Vignetta del 16/05/2026