Il lancio della nuova Ferrari Luce, primo modello full electric del Cavallino Rampante, ha avuto un impatto immediato sui mercati. Il titolo di Ferrari ha registrato un forte calo del 6,6%, scendendo a 289 euro e confermando una reazione negativa degli investitori.
Il movimento di Borsa riflette una lettura prudente della strategia elettrica del gruppo, percepita come un passaggio industriale significativo ma ancora ricco di incognite.
Prezzo record: 550.000 euro e posizionamento ultra-esclusivo
Uno dei punti centrali del dibattito è il prezzo di lancio della Ferrari Luce, fissato a 550.000 euro, una cifra che supera sia il modello più costoso della gamma sia il prezzo medio di vendita del gruppo.
Gli analisti di Mediobanca sottolineano come il posizionamento sia estremamente alto, ricordando che il prezzo medio del primo trimestre 2026 è pari a 453.000 euro e stimando che la Luce possa rappresentare circa l’1% dei volumi totali. Un modello quindi altamente simbolico, più che industriale.
Analisti divisi: volumi bassi e impatto limitato sui conti
Le valutazioni degli analisti convergono su un punto: la Ferrari Luce non sarà un modello ad alto volume. Anche Equita evidenzia l’assenza di indicazioni ufficiali sui volumi attesi, interpretando il progetto come una vettura “range” ma non determinante per la crescita del gruppo.
Secondo questa lettura, l’impatto sui risultati complessivi sarà limitato, mentre resta centrale la necessità di preservare il posizionamento premium del marchio.
Design e confronto con i competitor
Il dibattito si è spostato rapidamente anche sul design e sul posizionamento estetico della vettura. Pierre-Olivier Essig di Air Capital ha descritto il modello come “un mix tra Honda Accord EV e Tesla 3”, aggiungendo: “Siamo persi nella traduzione della nuova strategia di Ferrari che cerca di emulare il design di Apple”.
Secondo questa visione, la nuova direzione stilistica rappresenta una rottura rispetto ai canoni storici del Cavallino, avvicinando il marchio a linguaggi più globali e meno identitari. Nel confronto competitivo entrano anche modelli come la Tesla e la Tesla Model 3, percepiti come alternative più accessibili nel segmento elettrico ad alte prestazioni.
Rischio margini e dubbi sulla sostenibilità industriale
Un ulteriore elemento critico riguarda la redditività del progetto. Gli analisti di Oddo Bhf, citati da Bloomberg, parlano di reazioni “in gran parte negative tra i fan più appassionati della Ferrari” per via dell’allontanamento dalla tradizione del marchio.
Il timore principale è quello di una potenziale diluizione dei margini, legata ai costi elevati di sviluppo e alla minore tenuta del valore residuo tipica dei veicoli elettrici. Una dinamica che potrebbe pesare più sul lungo periodo che sui risultati immediati.
Le reazioni dei protagonisti
Luca Cordero di Montezemolo, ex numero uno del Cavallino, ha dichiarato: “Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito. Mi dispiace moltissimo, spero che si tolga il Cavallino, almeno, da quella macchina”, aggiungendo poi con ironia: “E’ una macchina che almeno i cinesi non ci copieranno”.
Di segno opposto la posizione del presidente John Elkann, secondo cui “Ferrari Luce è un’auto del futuro, e unicamente Ferrari. Luce riafferma ciò che da sempre contraddistingue questa azienda: il coraggio di ridefinire i limiti del possibile”. Elkann ha inoltre sottolineato il ruolo del team creativo LoveFrom, fondato da Jony Ive e Marc Newson, e la collaborazione con il Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni.
Enrico Foscarini, 26 maggio 2026
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