Kasanova cambia proprietà. Il consiglio di amministrazione della catena di casalinghi ha deliberato di accettare l’offerta avanzata da Pamaf, la holding fondata e guidata dall’imprenditore napoletano Antonio Bernardo, ex amministratore delegato ed ex azionista di Piazza Italia, per l’acquisizione del 100% delle azioni. Il valore dell’operazione non è stato reso noto, ma il gruppo ha descritto la proposta come “seria, solida e pienamente idonea ad assicurare una rapida e positiva soluzione della crisi d’impresa”.
Gli obiettivi del nuovo assetto
Ad accogliere con entusiasmo la svolta è Maurizio Ghidelli, amministratore delegato di Kasanova, che ha dichiarato di essere “molto orgoglioso di avere ricevuto e accettato l’offerta di un imprenditore gentiluomo, un uomo di valori e di parola che potrà, insieme alle nostre persone e alle sue, portare questa società ancora al successo”. Secondo quanto comunicato dal gruppo, l’ingresso di Pamaf consentirà a Kasanova di completare in tempi rapidi il percorso di risanamento già in essere e di avviare una nuova fase di ottimizzazione e modernizzazione della struttura del business, accompagnata da un piano di apertura di nuovi punti vendita.
La crisi, la trattativa con OVS e il nuovo acquirente
Kasanova si trova in composizione negoziata della crisi da poco più di un anno e mezzo. Nel novembre 2025 era sembrata vicina a un accordo con OVS, che aveva annunciato l’intenzione di acquisire la catena sottoscrivendo un aumento di capitale da 15 milioni di euro, contestualmente a un piano di razionalizzazione dei negozi meno redditizi. A febbraio 2026, però, il gruppo veneto aveva fatto marcia indietro — con ogni probabilità per nodi irrisolti sul fronte bancario — in una decisione che Kasanova aveva definito “sorprendente”. La catena aveva però ribadito la propria determinazione a proseguire nel percorso di risanamento, trovando infine in Antonio Bernardo e nel gruppo Pamaf il partner cercato.
I numeri di Kasanova
Kasanova conta oggi circa 700 punti vendita: 220 a gestione diretta, 280 in franchising e 200 corner all’interno di negozi di bricolage. Nel corso del 2025, secondo quanto riportato nell’ultima relazione al Tribunale, la catena ha chiuso circa 159 punti vendita poco performanti, ridotto le spese per il personale e tagliato i costi operativi. I ricavi hanno risentito di questa contrazione e dell’andamento difficile del mercato retail, scendendo di 56 milioni rispetto al 2024 e attestandosi intorno ai 280 milioni di euro. Il piano di risparmi ha però permesso al gruppo di conseguire un margine operativo lordo positivo pari a 3,4 milioni, segnale che il lavoro di ristrutturazione ha iniziato a produrre risultati concreti. Ora, con l’arrivo di Pamaf, si apre per Kasanova una nuova fase.
Enrico Foscarini, 18 marzo 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


