
La manovra torna al centro del confronto parlamentare dopo una giornata di intenso lavoro tecnico e politico. La riunione della commissione Bilancio del Senato, inizialmente prevista in tarda serata, è stata rinviata a oggi pomeriggio per consentire al ministero dell’Economia di esaminare l’imponente pacchetto di oltre 400 emendamenti segnalati da maggioranza e opposizione. L’obiettivo dichiarato resta quello di avviare il voto sugli emendamenti già in serata, un segnale importante per rimettere in moto l’iter della legge di Bilancio.
Il governo è chiamato a esprimere un parere su ogni proposta, valutando coperture e sostenibilità finanziaria o chiedendo eventuali riformulazioni. Un passaggio delicato ma inevitabile, che nelle ultime ore ha visto un confronto serrato tra Ragioneria dello Stato, uffici legislativi e vertici politici.
Le partite che sembrano già chiuse
Alcuni capitoli della manovra appaiono ormai definiti. L’iperammortamento per gli investimenti delle imprese dovrebbe essere esteso da uno a tre anni, mentre sull’oro della Banca d’Italia si va verso una riformulazione che chiarisce come le riserve appartengano “al popolo italiano” pur restando detenute e gestite dalla banca centrale nel rispetto dei Trattati europei.
Si profila invece una correzione sull’emendamento che prevedeva il blocco dei pagamenti delle parcelle ai professionisti non in regola con fisco o contributi, norma che ha sollevato forti perplessità anche nella maggioranza. Resta invece confermata la tassa di due euro sui pacchi fino a 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue, misura pensata per contrastare l’invasione di merci acquistate online da piattaforme asiatiche.
Le coperture che mancano e le priorità territoriali
Non trovano spazio, per ora, né la proroga di Opzione donna né un nuovo semestre di silenzio-assenso per il conferimento del Tfr ai fondi pensione. Arrivano però segnali positivi per Roma Capitale, che viene esclusa dal fondo perequativo e potrà contare su risorse certe, e per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano, destinatarie di nuovi stanziamenti tra il 2026 e il 2028.
Un esame a oltranza per rispettare i tempi
Da oggi la commissione Bilancio entrerà in una fase di esame a oltranza, con sedute anche notturne fino a sabato. L’obiettivo resta quello di portare il testo in Aula al Senato e poi alla Camera, che dovrà approvarlo senza modifiche entro il 31 dicembre. Il ricorso al voto di fiducia appare ormai scontato. Come ricorda il presidente della commissione Nicola Calandrini, “in tanti anni che ho seguito la manovra è sempre passata col voto di fiducia”, un passaggio che consente di comprimere i tempi senza bloccare l’iter.
Maggioranza e opposizione, tensioni ma dialogo aperto
Il confronto politico resta acceso. Dall’opposizione arrivano accuse di “bullismo istituzionale”, mentre nella maggioranza persistono alcune fibrillazioni, come dimostra lo scontro sul tetto al contante. Matteo Salvini ha ribadito che “se uno vuole usare i suoi soldi deve poterlo fare come cavolo vuole”, mentre Fratelli d’Italia spinge per mantenere un’imposta di bollo sui pagamenti più elevati.
Nonostante le tensioni, i relatori di maggioranza sottolineano un clima di correttezza nei lavori in commissione e confidano che, in assenza di ostruzionismi, si possa procedere spediti.
I nodi ancora sul tavolo
Restano aperte alcune questioni chiave. Il prelievo sulle banche, frutto di un compromesso tra Lega e Forza Italia, dovrebbe garantire alla manovra oltre 11 miliardi in tre anni tra aumento dell’Irap e riduzione delle deduzioni. La tassa sui pacchi extra-Ue potrebbe essere rivista nel 2026 per evitare una doppia imposizione con il futuro dazio europeo. C’è poi l’ipotesi di estendere la tassazione agevolata sugli aumenti contrattuali anche ai redditi fino a 35mila euro, misura vista con favore ma ancora in cerca di coperture.
L’urgenza di sbloccare il voto
Il senso dell’urgenza è stato ribadito anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una videochiamata con i vicepremier e il ministro dell’Economia: la manovra non può incagliarsi in Senato e i saldi devono restare invariati. Nelle ultime ore il lavoro tecnico del Mef punta proprio a chiudere le riformulazioni più delicate per arrivare all’appuntamento di oggi con un quadro più definito.
Il clima resta complesso, ma la speranza concreta è che già in serata possano partire i primi voti sugli emendamenti, segnando una svolta decisiva nell’iter della legge di Bilancio. Un passaggio atteso da Parlamento e governo per dimostrare che, nonostante le difficoltà, la manovra può ancora trovare un punto di equilibrio.
Enrico Foscarini, 15 dicembre 2025
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