Economia

L'ANALISI

Pensioni, meglio il Tfr in azienda o nel Fondo? Tutti i calcoli

Ecco tutte le novità del 2026: i requisiti, lo stop a Opzione donna e l'Ape sociale

pensioni Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Il tasso di occupazione degli italiani tra i 55 e i 64 anni è tra i più bassi dell’area Ocse, parlando di pensioni questo argomento è ineludibile. “Se aumenta l’aspettativa di vita, devono aumentare anche gli anni di lavoro”, sottolinea il professor Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali. Secondo Brambilla, è essenziale prevedere contratti che tengano conto dell’età e promuovere un invecchiamento attivo, elemento fondamentale per la sostenibilità dei sistemi pensionistici.

Pensione di vecchiaia e anticipata: i requisiti 2026-2029

Oggi in Italia esistono principalmente due canali per andare in pensione: la pensione di vecchiaia e quella anticipata. Per la pensione di vecchiaia nel 2026 servono 67 anni di età e 20 di contributi, mentre per la pensione anticipata il requisito è di 42 anni e 11 mesi di contributi, destinato a salire gradualmente negli anni successivi. Dal 2027 serviranno 67 anni e un mese, nel 2028 67 anni e tre mesi, e nel 2029 verranno aggiunti ulteriori mesi, spiega Brambilla al Corriere.

Opzione donna e Ape sociale: cosa cambia

Per quanto riguarda le uscite anticipate, l’Opzione donna non è più prorogata: bisognava aver maturato i requisiti nel 2024. L’Ape sociale resta invece attiva per chi ha un grado di invalidità o inabilità del 74% o superiore. Dal 2026 per accedere a questo anticipo pensionistico serviranno 63 anni e 5 mesi di età e 30 anni di contributi.

Conviene il Tfr al fondo pensione

Un tema spesso dibattuto riguarda il Tfr. “Conviene versarlo in un fondo pensione perché offre mediamente rendimenti migliori”, spiega Brambilla. In azienda, il Tfr rende circa il 75% dell’inflazione più un punto e mezzo, mentre nei fondi pensione si possono ottenere rendimenti medi tra il 3 e il 3,5%. Il vantaggio principale riguarda però la tassazione, che in azienda può arrivare fino al 35-38%, mentre nei fondi pensione va dal 9% al 15%, rendendo questa soluzione più conveniente sul lungo periodo.

Enrico Foscarini, 21 novembre 2025

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