Economia

IL FATTO

Piano Casa, Cdp chiama banche e casse previdenziali

La Cassa cerca di coinvolgere investitori istituzionali nel fondo da 10 miliardi per 100mila case e studentati a prezzi accessibili nelle città italiane

Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Cassa Depositi e Prestiti accelera sul Piano Casa e coinvolge i grandi investitori istituzionali italiani per sostenere il progetto di edilizia sociale che punta a realizzare 100mila abitazioni in dieci anni a prezzi accessibili. Secondo quanto rivelato da MF-Milano Finanza, l’istituto avrebbe avviato contatti con Poste, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Generali e con le principali casse previdenziali del Paese, tra cui Enpam, Cassa Forense, Inarcassa e Cnpadc (commercialisti), con l’invito esteso a tutto il comparto degli enti pensionistici dei professionisti.

L’obiettivo è quello di coinvolgere capitali privati e istituzionali nel grande fondo immobiliare dedicato all’affordable housing, uno dei pilastri della strategia del governo per affrontare l’emergenza abitativa nelle principali città italiane. Il progetto mira a offrire case a canoni sostenibili e formule come il rent to buy, rispondendo alla crescente domanda di alloggi da parte di studenti, giovani lavoratori e famiglie che non riescono a sostenere i prezzi di mercato.

Un fondo da 1,2 miliardi con regia di Palazzo Chigi

Il fondo immobiliare chiuso di diritto lussemburghese è stato annunciato a gennaio con una dotazione iniziale di 1,2 miliardi di euro e una regia istituzionale che coinvolge direttamente la Presidenza del Consiglio. A Palazzo Chigi e in Via Goito il progetto viene considerato “prioritario”, con l’obiettivo di accelerare la messa a terra degli investimenti e avviare rapidamente i cantieri.

Un ruolo chiave è stato svolto dai rapporti internazionali costruiti dal governo, in particolare dalla premier Giorgia Meloni, che hanno favorito l’ingresso del fondo sovrano Mubadala di Abu Dhabi. Si tratta di una delle maggiori investment company pubbliche al mondo, con oltre 330 miliardi di dollari di asset, che ha deciso di affiancare Cdp nel progetto per diversificare i propri investimenti e rafforzare la presenza nel mercato immobiliare europeo.

La guida della sgr

La gestione del fondo sarà affidata a una società di gestione con sede in Lussemburgo guidata da Mario Abbadessa, ex numero uno di Hines in Italia, insieme a un gruppo di circa trenta manager provenienti dallo sviluppatore americano. Il team detiene l’85% della sgr, mentre il restante 15% è nelle mani di Mubadala, a conferma del forte coinvolgimento dell’investitore emiratino nel progetto.

La strategia del fondo prevede due linee di investimento distinte, pensate per garantire equilibrio tra rendimento e impatto sociale. Una prima quota di circa 600 milioni sarà destinata a investimenti immobiliari in Europa, anche nel private equity immobiliare, con rendimenti tipici dei fondi opportunistici e un obiettivo di Irr tra il 12% e il 15%. Questa componente servirà a sostenere la seconda parte del progetto, dedicata all’edilizia sociale e caratterizzata da ritorni più contenuti ma da un forte impatto sul territorio.

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Affordable housing e studentati nelle città italiane

L’altra metà della dotazione iniziale sarà destinata direttamente all’affordable housing in Italia, con interventi non solo nelle grandi città come Milano, Roma, Bologna e Firenze, ma anche nei centri urbani di medie dimensioni. L’idea è quella di creare un’offerta abitativa stabile e sostenibile, capace di ridurre la pressione sui canoni e favorire l’accesso alla casa.

Una parte significativa degli investimenti sarà destinata agli affitti calmierati e alla costruzione di studentati per universitari fuori sede, un segmento considerato strategico vista la crescita dei costi degli alloggi nelle città universitarie. Il progetto punta così a rispondere a una domanda sempre più ampia, creando nuove soluzioni abitative accessibili e sostenibili nel lungo periodo.

Obiettivo finale: fondo da 10 miliardi

Cdp e Mubadala hanno già messo sul tavolo il primo miliardo di euro di potenza finanziaria, ma l’obiettivo finale è molto più ambizioso. Il fondo punta infatti a raggiungere una dimensione complessiva di 10 miliardi di euro, di cui fino a 4 miliardi potrebbero arrivare proprio dall’investitore emiratino.

Per completare la raccolta saranno coinvolte banche, assicurazioni, grandi gruppi partecipati, enti pensionistici e fondazioni bancarie legate all’Acri, molte delle quali già attive nel settore dell’housing sociale. Cassa Depositi e Prestiti ha già illustrato il progetto ai potenziali investitori e nelle prossime settimane invierà la documentazione dettagliata con le caratteristiche del fondo e le modalità di partecipazione.

Un progetto chiave per il mercato immobiliare

Il Piano Casa rappresenta uno dei principali interventi strutturali sul mercato immobiliare italiano, con l’obiettivo di aumentare l’offerta di abitazioni accessibili e sostenere la crescita economica attraverso nuovi investimenti. La creazione di un grande fondo dedicato all’affordable housing segna un cambio di passo nella strategia pubblica, puntando su una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, finanza e investitori internazionali.

In questo scenario, il coinvolgimento dei grandi player finanziari e previdenziali diventa decisivo per garantire risorse, stabilità e continuità al progetto, trasformando l’edilizia sociale in un vero asset strategico per il Paese e contribuendo a ridurre il divario tra domanda e offerta abitativa nelle città italiane.

Enrico Foscarini, 5 aprile 2026

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