Economia

Ponte sullo Stretto, la “vendetta” dei magistrati contabili

Lo stop all'opera come reazione al depotenziamento della Corte dei Conti

ponte sullo stretto
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Il governo ritiene che, dopo essere stata privata del controllo concomitante sul Pnrr e limitata nei poteri di intervento preventivo, con lo stop al Ponte sullo Stretto la Corte dei Conti  avrebbe scelto la via dell’«ostruzionismo tecnico», usando il diniego come risposta politica al suo depotenziamento. Sarebbe, secondo alcuni, una reazione pavloviana al ridimensionamento dei poteri contabili e, soprattutto, al ddl Foti.

Questo ddl mira a rendere lo “scudo erariale” stabile per gli amministratori, codificando una definizione più stringente di colpa grave ed estendendo l’esclusione di responsabilità per gli atti che hanno superato il controllo preventivo di legittimità.

Un elemento chiave di scontro è l’introduzione della “registrazione tacita” degli atti. Questa regola stabilisce che se l’Ufficio di controllo non si pronuncia entro 30 giorni, l’atto acquisisce efficacia legale e si intende registrato, includendo l’esclusione di responsabilità per colpa grave. Nei palazzi romani si parla apertamente di «una rivincita di chi non accetta di perdere centralità» in un contesto di alta conflittualità.

La prospettiva del governo

La risposta politica è stata immediata. Salvini non intende arretrare sul Ponte sullo Stretto. Oggi è prevista una riunione d’urgenza con i colleghi di governo. Nonostante il diniego del visto, l’iter amministrativo prevede che l’amministrazione interessata possa richiedere una specifica deliberazione del Consiglio dei Ministri, il quale può dichiarare che l’atto risponde a interessi pubblici superiori e debba avere comunque corso. Salvini ha già preannunciato l’intenzione di procedere su questa strada.

Inoltre, la reazione politica ha immediatamente collegato l’episodio alla necessità di rafforzare la riforma della giustizia: «La riforma costituzionale della giustizia e quella della Corte dei conti rappresentano la risposta più adeguata a un’invadenza intollerabile».

Enrico Foscarini, 29 ottobre 2025

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