Economia

LA NOVITÀ

Medici di famiglia, ecco cosa cambia con la nuova convenzione

La Conferenza Stato-Regioni dà il via libera all'intesa. Le nuove regole per assistiti e territori

Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
Segui nicolaporro.it su Google CLICCA QUI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Con l’approvazione finale della Conferenza Stato-Regioni diventa pienamente operativo il rinnovo della convenzione dei medici di medicina generale, i cosiddetti “medici di famiglia”. Si tratta dell’ultimo passaggio formale che consente l’entrata in vigore del nuovo Accordo collettivo nazionale (ACN), sottoscritto lo scorso novembre dalle organizzazioni sindacali e da SISAC, la struttura che rappresenta la parte pubblica nei contratti del personale sanitario convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.

L’intesa, valida per il triennio 2022-2024, coinvolge oltre 60mila professionisti tra medici di famiglia, medici della continuità assistenziale, operatori dell’emergenza territoriale e sanitari attivi negli istituti penitenziari. Ma quali sono, nel concreto, le novità per i medici e per i cittadini?

Cosa cambia per i medici di famiglia

La convenzione nazionale disciplina i rapporti di lavoro tra il SSN e i medici di famiglia, regolando non solo gli aspetti contrattuali ma anche l’organizzazione dell’assistenza sul territorio. Dal punto di vista economico, il nuovo ACN introduce un aumento medio delle retribuzioni pari al 5,78%, bloccate di fatto dal 2021, e prevede il recupero degli arretrati maturati nel triennio di riferimento.

Accanto all’adeguamento salariale, l’accordo segna un passaggio significativo verso una maggiore integrazione dei medici convenzionati nelle Case di Comunità, uno degli assi portanti della riforma dell’assistenza territoriale. Il nuovo assetto contrattuale accompagna infatti il progressivo inserimento dei medici di medicina generale nelle strutture previste dal PNRR, ridefinendone il ruolo all’interno di un’organizzazione più articolata e condivisa.

AFT e Case di Comunità: incentivi e lavoro in rete

Uno degli elementi più innovativi riguarda il rafforzamento delle Aggregazioni funzionali territoriali (AFT), forme organizzative che consentono ai medici di cure primarie di operare in modo coordinato, garantendo assistenza per l’intero arco della giornata. Come ha spiegato Alessandro Dabbene, vicesegretario nazionale della Fimmg, con il nuovo ACN le Regioni potranno destinare una quota variabile del compenso per incentivare i medici già in attività a svolgere, su base volontaria, alcune ore di lavoro professionale nelle Case di Comunità.

Viene inoltre istituito un fondo economico specifico legato al raggiungimento degli obiettivi delle AFT. Secondo Dabbene, queste aggregazioni avrebbero dovuto essere operative già da tempo, ma gli accordi regionali attuativi risultano oggi vigenti solo in circa metà delle Regioni. Gli incentivi previsti dal nuovo accordo puntano quindi a stimolare la diffusione capillare della rete degli studi medici organizzati, favorendo una maggiore omogeneità dell’assistenza sul territorio nazionale.

Nuovi orari e continuità dell’assistenza per i cittadini

Il lavoro in gruppo all’interno delle AFT comporta anche una diversa organizzazione degli orari. Gli studi medici possono restare aperti fino a 12 ore al giorno, dalle 8 alle 20 dal lunedì al venerdì, mentre nelle fasce notturne e nei giorni festivi resta attivo il servizio di continuità assistenziale. Per il cittadino non cambia il rapporto fiduciario con il proprio medico di famiglia, che rimane il riferimento principale, ma in caso di necessità è possibile rivolgersi anche a un altro medico appartenente alla stessa AFT.

Cosa succede se il medico va in pensione

Il nuovo ACN conferma l’obbligo per le Asl di informare gli assistiti quando il medico di famiglia va in pensione. La novità riguarda soprattutto le aree con minore disponibilità di professionisti: se in un determinato ambito territoriale è presente un solo nuovo medico, viene facilitato il percorso di scelta da parte dei pazienti, accelerando la presa in carico. Come ha chiarito Dabbene, resta comunque garantita la possibilità, in futuro, di cambiare medico qualora si rendano disponibili altre opzioni.

Verso il nuovo atto di indirizzo delle Regioni

La riorganizzazione della medicina generale si inserisce in una visione più ampia di sanità di prossimità, al centro della riforma delineata dal PNRR e dal DM 77/2022. Secondo quanto riferito dalla Fimmg, è ora atteso un nuovo atto di indirizzo delle Regioni che dovrà definire in modo più puntuale l’utilizzo della medicina generale all’interno delle strutture territoriali, in particolare delle Case di Comunità. L’obiettivo è avviare rapidamente il confronto per il prossimo ACN 2025-2027 e arrivare alla firma entro l’estate.

Regioni: “Un primo passo per valorizzare i medici di prossimità”

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, Marco Alparone, che ha sottolineato come la chiusura rapida del rinnovo abbia permesso di dare una prima risposta concreta ai medici di prossimità in attesa di un adeguamento salariale. Alparone ha evidenziato che i medici di famiglia rappresentano un punto di accesso fondamentale alla cura e che dal loro lavoro dipende l’efficacia complessiva del sistema sanitario nazionale.

Secondo il presidente del Comitato, l’intesa raggiunta va nella direzione del riconoscimento di un modello multiprofessionale e multidisciplinare, capace di rispondere ai nuovi bisogni di salute dei cittadini e coerente con il nuovo assetto della sanità territoriale.

Enrico Foscarini, 17 gennaio 2026


Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Gondola islamica - Vignetta del 27/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Gondola islamica

Vignetta del 27/05/2026