All’interno della legge di Bilancio 2026 prende forma un intervento mirato a ritoccare il decreto Salva casa 69/2024, nato per affrontare il problema delle piccole difformità edilizie diffuse in milioni di immobili italiani. La proposta, avanzata da Fratelli d’Italia e firmata da Matteo Gelmetti e Domenico Matera, punta a un restyling mirato, come riportato dal Sole 24 Ore.
Perché è nato il Salva casa
Il decreto aveva come obiettivo il rafforzamento della sanabilità delle difformità edilizie, evitando però scorciatoie normative. Per raggiungere questo equilibrio sono state introdotte numerose modifiche al Dpr 380/2001, il Testo unico dell’edilizia, rafforzando gli strumenti per regolarizzare gli interventi non perfettamente allineati alle norme vigenti.
La nuova strada per accedere alla sanatoria
Tra i passaggi più significativi del Salva casa c’è l’introduzione dell’accertamento di conformità, una procedura disciplinata dall’articolo 36 bis che consente di sanare, dietro pagamento, parziali difformità e variazioni essenziali. La proposta di modifica mira a rendere ancora più semplice questo percorso, intervenendo sul principio della doppia conformità, che oggi richiede due verifiche distinte: la conformità urbanistica al momento della domanda e quella edilizia al momento dell’esecuzione dell’intervento.
Il nuovo emendamento vuole invece allineare questi due passaggi e stabilisce che «il responsabile dell’abuso o l’attuale proprietario dell’immobile possono ottenere il permesso di costruire e presentare la segnalazione certificata di inizio attività in sanatoria se l’intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica nonché ai requisiti prescritti dalla disciplina edilizia vigente al momento della presentazione della domanda». In pratica, si guarderebbe unicamente alla situazione normativa vigente nel momento in cui si presenta l’istanza, cancellando così il vincolo della doppia conformità.
Sanzioni più leggere per le difformità edilizie
La modifica più incisiva riguarda però il sistema sanzionatorio. Oggi le irregolarità più gravi prevedono importi elevati e calcoli complessi che coinvolgono anche gli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate. La proposta intende semplificare drasticamente questo quadro.
Secondo la nuova formulazione, la sanzione massima scenderebbe da oltre 10.000 euro a 2.068 euro, con possibilità di ulteriori riduzioni in casi specifici. Verrebbe inoltre eliminato qualsiasi riferimento agli uffici dell’Agenzia delle Entrate, un cambiamento che, come spiegato dal quotidiano di Confindustria, alleggerirebbe in modo significativo il lavoro dei professionisti coinvolti nelle pratiche.
Un possibile maxisconto per chi vuole regolarizzare
Il pacchetto di modifiche rappresenterebbe quindi un forte incentivo alla regolarizzazione delle difformità, offrendo una procedura più snella, tempi più chiari e costi molto più contenuti. Se approvato, il nuovo corso del Salva casa 2024 potrebbe inaugurare una fase di semplificazione che incide concretamente sulla vita di proprietari, tecnici e operatori del settore edilizio.
Enrico Foscarini, 26 novembre 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


