Il maxi profit warning annunciato da Stellantis prima dell’apertura dei mercati europei ha innescato un vero e proprio terremoto in Borsa. Il gruppo automobilistico ha comunicato oneri straordinari per 22,2 miliardi di euro, facendo precipitare il titolo a Piazza Affari e costringendo il mercato a rivedere drasticamente le prospettive del gruppo.
In avvio di seduta le azioni Stellantis sono crollate del 14,41% a 6,99 euro, per poi arrivare a cedere oltre il 21%, scambiando a 6,39 euro per azione, il livello più basso dalla nascita della società dopo la fusione tra Psa e Fca, effettiva da gennaio 2021.
Oneri per 22,2 miliardi e stop ai dividendi
Nel comunicato diffuso dalla società, Stellantis ha spiegato che gli oneri straordinari per 22,2 miliardi di euro “riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle esigenze, dalle possibilità e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture”, come afferma l’amministratore delegato Antonio Filosa.
Alla luce della perdita netta attesa per il 2025, il gruppo ha inoltre avvertito che “non saranno distribuiti dividendi nel 2026”, deludendo le attese del mercato che si aspettava almeno una cedola simbolica.
Rafforzamento patrimoniale e obbligazioni ibride
Il consiglio di amministrazione di Stellantis ha autorizzato anche l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili fino a un importo massimo di 5 miliardi di euro. Secondo la società, si tratta di misure volte a “preservare una robusta struttura patrimoniale e di liquidità”.
Filosa illustrerà nel dettaglio questi sviluppi nel corso di una conference call prevista nel pomeriggio, alle 14.
Libertà di scelta e revisione della strategia industriale
Nonostante il colpo inferto ai conti e al titolo, il ceo ha ribadito l’impegno del gruppo a “essere un punto di riferimento per la libertà di scelta”. Stellantis intende infatti includere “quei clienti che, per stile di vita e necessità di lavoro, possono trovare nella crescente gamma di veicoli ibridi e con motori termici avanzati dell’Azienda, la soluzione giusta per loro”.
Filosa ha spiegato di aver “esaminato ogni angolo della nostra attività e stiamo attuando i cambiamenti necessari, mobilitando tutta la passione e l’ingegno che abbiamo in Stellantis”.
Ordini in crescita, ma il turnaround richiederà tempo
Secondo l’amministratore delegato, “la risposta positiva dei clienti alle nostre iniziative di prodotto nel 2025 si è tradotta in un aumento degli ordini e in un ritorno alla crescita dei ricavi”. Guardando al futuro, ha aggiunto che “nel 2026, la nostra attenzione incrollabile sarà rivolta a colmare i gap di esecuzione del passato, così da dare ulteriore impulso ai primi segnali di rinnovata crescita”.
I dettagli della nuova strategia verranno presentati durante l’Investor Day del 21 maggio. Per il 2026 la società “prevede un aumento dei ricavi netti” e un andamento dei margini in crescita dal primo al secondo semestre.
Guidance deludenti e numeri sotto le attese
Il mercato resta però concentrato sui numeri, giudicati peggiori delle attese. Stellantis prevede per il secondo semestre una perdita netta compresa tra 19 e 21 miliardi di euro, ricavi netti tra 78 e 80 miliardi e un Aoi tra -1,2 e -1,5 miliardi. Il cash flow operativo è atteso tra -2,3 e -2,5 miliardi, mentre il free cash flow industriale dovrebbe attestarsi tra -1,4 e -1,6 miliardi.
Le reazioni degli analisti
Secondo Equita, “i dati sono stati peggiori delle attese”. Gli analisti sottolineano che “sono stati annunciati oneri straordinari per 22,2 miliardi di euro con cash out di 6,5 miliardi da spalmare su quattro anni, superiori alle nostre attese (oltre 2 miliardi di cash out) e del consensus”, aggiungendo che “anche le stime per il secondo semestre 2025 e le guidance 2026 sono inferiori alle attese”.
Anche Intermonte evidenzia che “sebbene alla luce delle recenti notizie ci aspettassimo delle importanti svalutazioni/oneri straordinari, la dimensione è nettamente più ampia delle attese”. Per gli analisti, “i risultati 2025 e la guidance 2026 riflettono da un lato un ritorno alla crescita, ma sono ancora fortemente penalizzati dalla profonda ristrutturazione”.
Le incognite su capacità produttiva e futuro del gruppo
Più prudente la lettura di Citi, secondo cui Stellantis va incontro a “un percorso lungo, con significative difficoltà per riorganizzare l’attività e ancora nessuna notizia sulla riduzione della capacità produttiva”. Gli analisti segnalano inoltre che “la società prevede ora un nuovo cash burn nel 2026, con il 2027 ancora altamente incerto”.
Secondo Citi, poiché gli oneri annunciati “non includono alcuna chiusura di stabilimenti”, il rilancio del gruppo potrebbe richiedere in futuro “una riduzione della capacità produttiva per ripristinare completamente le attività in Nord America e in Europa”.
Enrico Foscarini, 6 febbraio 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


