Economia

L'ANALISI

Gli iscritti al sindacato? Bruttissima notizia per Landini

Tesseramenti positivi per Fumarola. Il sindacato di Landini è ancora forte ma quasi metà iscritti sono pensionati e la spinta arriva da referendum e stranieri

Maurizio Landini e lo sciopero Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Nel panorama sindacale italiano si consolida una frattura sempre più evidente tra Cisl e Cgil. Non è soltanto una questione di numeri, ma di impostazione. I dati del tesseramento 2025 raccontano di un sindacato che cresce perché resta ancorato alla contrattazione e alla rappresentanza nei luoghi di lavoro, mentre dall’altra parte si insiste sulla mobilitazione politica.

La Cisl chiude l’anno con circa 4,2 milioni di iscritti, oltre 26mila in più rispetto al 2024 e più di 107mila nel triennio. Ma il dato decisivo riguarda i lavoratori attivi, che salgono a circa 2,6 milioni con un incremento di 42mila associati. Oggi il 61,9% della base è composto da persone che lavorano. Un elemento che segna una differenza strutturale: la crescita avviene nelle fabbriche, negli uffici, nei cantieri, nei servizi.

La crescita tra giovani e lavoratori

Il rafforzamento è particolarmente evidente tra le nuove generazioni. Negli ultimi cinque anni quasi un quarto dei nuovi iscritti attivi ha meno di 30 anni e oltre il 30% meno di 35. La segretaria generale Daniela Fumarola sottolinea che “significa che la Cisl è un sindacato giovane, che intercetta nuove generazioni e sa parlare anche a chi vive condizioni di precarietà o transizione”.

Per Fumarola “la strategia contrattuale e di rappresentanza è giusta, il radicamento nei luoghi di lavoro funziona e un sindacato autonomo, riformista, pragmatico è riconosciuto come utile e i lavoratori ci scelgono per questo”. E aggiunge che “i 42.005 attivi in più non sono un punto di arrivo, ma un mandato a fare meglio”. Parole che rivendicano una linea chiara: meno bandiere, più contratti.

Cgil, numeri alti ma struttura diversa

La Cgil resta la confederazione con più iscritti in assoluto, circa 5,2 milioni nel 2024, con una crescita dello 0,45%. Gli attivi sono 2,8 milioni, pari al 53,2%, mentre i pensionati scendono a 2,4 milioni, il 46,8%. Il sorpasso degli attivi è consolidato, ma quasi un iscritto su due resta fuori dal mercato del lavoro.

Il dato quantitativo non basta a spiegare la differenza di fondo. La nuova espansione della Cgil si concentra in larga parte tra gli iscritti stranieri, quasi mezzo milione, e nelle campagne referendarie promosse dal segretario generale Maurizio Landini. È una dinamica che sposta l’asse dell’organizzazione verso la mobilitazione pubblica e la dimensione politico-sociale.

Contrattazione o mobilitazione

Un sindacato nasce per negoziare salari, condizioni di lavoro, tutele concrete. Firmare accordi, migliorare le buste paga, difendere l’occupazione. Nel pubblico impiego, invece, la Cgil ha spesso scelto di non sottoscrivere contratti ritenuti insufficienti, preferendo mantenere una linea di conflitto. Una scelta coerente con l’impronta data da Landini, ma che evidenzia una diversa idea di rappresentanza.

La Cisl, al contrario, rivendica la centralità della contrattazione come strumento principale di tutela. La distanza tra le due confederazioni non è soltanto statistica: riguarda la concezione stessa del ruolo sindacale. Da una parte un’organizzazione che punta sulla presenza nei luoghi di lavoro e sulla crescita degli attivi; dall’altra una struttura che, pur rimanendo un gigante nei numeri, appare sempre più impegnata sul terreno della battaglia politica.

Enrico Foscarini, 4 marzo 2026

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